Anno nuovo, propositi nuovi

Non fate quella faccia, lo sanno tutti che l’anno inizia a settembre. E come ogni inizio che si rispetti, io mi sono gettata in nuovi progetti e mi sono prefissa nuovi obiettivi.

Intanto mi sono fatta piacevolmente coinvolgere da Mirtilla in un progetto che vedrà la luce il 15 settembre e del quale per ora non posso raccontarvi nulla. Sappiate però che dietro una calma apparente, si lavora febbrilmente… e mi piace! Fosse anche solo per tutti i film che ci stiamo facendo sopra, questo progetto merita di essere vissuto fino in fondo.

IMG_5332.PNGPer migliorare le mie davvero scarse abilità fotografiche, ho deciso di aderire al progetto fotografico della foto accanto su Instagram. Vediamo se riesco a recuperare un po’ della mia vecchia creatività, a portare a termine il mese e a non fare foto oscene per tutti e trenta i giorni ;-)

Il gruppo delle staffette letterarie (anche se non si è mai fermato durante l’estate) da oggi riparte con novità e altri libri che verranno pian piano condivisi.

Per finire non possono mancare buoni propositi che mi riguardano direttamente. Quest’anno voglio dedicare più tempo allo sport. Per ora abbiamo cominciato riprendendo la buona abitudine di camminare molto (aiutata anche dall’allenamento maturato nella vacanza in montagna), ma vorrei anche sperimentare qualche novità… spero di riuscire a trovare l’occasione. Inutile dire che sono ufficialmente a dieta. Vediamo di ritornare alle buone abitudini salutiste… almeno per un po’!

Abbiamo creato dei mostri

I miei genitori sono diventati super tecnologici e noi non ce ne siamo accorti. Ora non partono se non hanno con loro almeno l’Ipad “preso in prestito” a mia sorella (in realtà mia madre se n’è appropriata) e i loro due cellulari di ultima generazione. Se vanno in un posto con il wifi, non ci pensano nemmeno e come prima cosa caricano in macchina il portatile. Vedere mio papà alle prese con il touch screen è un’esperienza sempre fantastica e mia mamma è più attiva su facebook e whatsapp di gran parte dei miei amici e, in linea di massima, se la cavano alla grande. Al punto che li guardi e ti chiedi “ma sono rimasta indietro io, o sono loro che sono troppo avanti?”

L’altro giorno chiamo mia mamma prima di uscire a cena e le dico che siamo stati a camminare “8 km di camminata, poi ho scaricato sul telefono una app che ti dice quanto cammini, a che velocità…” e lei, con un tono di sufficienza che mi ha fatto rizzare i capelli “ah, certo, Runkeeper!” … Certo??? Oddio, abbiamo creato dei mostri!!!

Figlia della seta

Più riguardo a Figlia della setaQuesto libro è essenzialmente la testimonianza di Anneli Schinkel, adottata a pochi mesi dalla Corea e portata in Germania. Vissuta con due genitori magnifici che ama moltissimo, ma profondamente desiderosa di ritrovare le sue radici, di scoprire se somiglia a qualcuno nel mondo.

Il libro è scritto in modo semplice e scorrevole. Anneli racconta di come è partita per un viaggio in Corea assieme a suo fratello (anche lui adottivo, anche lui coreano) e di come abbia incredibilmente trovato la sua madre naturale, pur non avendo alcuna notizia di lei, grazie ad un programma televisivo.

Forse alcune parti mi sarebbero piaciute più approfondite, soprattutto quando parla delle differenze tra cultura occidentale e cultura coreana, ma lo scopo del racconto, secondo me, è stato raggiunto in pieno. Anneli riesce a spiegare benissimo cosa spinge un figlio adottato ad andare alla ricerca delle sue radici, come ognuno abbia il suo percorso personale da scegliere e da seguire, come tutto ciò che desideri sia di avere accanto dei genitori adottivi che capiscano quello che cerca davvero.

Al centro del libro ci sono delle foto di Anneli a corredo della storia. Quelle di lei neonata sono BELLISSIME!

I fratelli Karamazov

Con la folle complicità di Moma e Katiu questa volta ci siamo lasciate coinvolgere da Strawberry e dal suo GDL de I Fratelli Karamazov (altro libro pubblicato ad episodi su un giornale… ma vogliamo sceglierli tutti così???). 

Moma non fa testo perché ha divorato il libro in un mese (insieme ad altri, non voglio sapere quanti, libri). Io e Katiu, pur barcollando ed imprecando contro i Karamazov Bros, lo abbiamo terminato a distanza lo stesso giorno (quando si dice la sintonia!). Forse abbiamo sottovalutato la lettura scegliendo un periodo estivo in cui la mia mente non era davvero pronta a certe pagine serie, ma alla fine anche su Dosto l’abbiamo spuntata.

La lettura mi è sembrata, a tratti, più fluida del previsto, la storia di questa famiglia in bilico continuo tra follia e fede, ragione e libero arbitrio, mi ha catturata abbastanza. Nella assurda famiglia Karamazov, dominata dalla dissoluta esistenza del capostipite Fëdor e dalle vite altalenanti dei suoi figli, Dmitrij, Ivan, Alëša e Smerdjakov, Dostoevskij sviluppa una storia accattivante, con un omicidio e un processo dai risvolti interessanti. La lettura ha confermato la mia naturale difficoltà a memorizzare e familiarizzare con i nomi russi e i loro mille diminutivi, ma questa volta me la sono cavata meglio del solito.

Ero convinta che l’assassino fosse Ivan, che con quel suo stile “non credo in nulla”, ce lo vedevo benissimo. Smerdjakov non è mai entrato nelle mie grazie. Alëša in certi punti era di una noia mortale e Mitja a tratti lo avrei preso a pizze. Delle due donne del romanzo nessuna delle due mi ha entusiasmata. Lo starec Zosima mi è piaciuto a tratti. Ho invece adorato Kolja, quel suo modo di fare da adulto 13enne, quel suo modo disincantato di guardare la vita.

Chiuderei come Dostoevskij: Urrà per Karamazov! ;-)

Sto ricaricando…

Non mi sono scordata dal blog. Per un po’ non ho avuto ispirazione, poi la Valle d’Aosta mi ha distratta. Ora mi godo gli ultimi scampoli di vacanza e partecipo ad un progetto in fase embrionale che spero mi accompagnerà tutto l’anno nuovo (si sa che l’anno inizia a settembre) e per altri anni ancora.

Seguiranno post sulle mie (scarse) letture estive. 

Dodici

Più riguardo a Dodici

In un uggioso pomeriggio domenicale, nella dura scelta tra i Karamazov Bros e un fumetto, ha vinto senza difficoltà Zerocalcare.

Dodici è la sua ultima opera, secondo me non la più riuscita, ma ugualmente meritevole di essere letta. La storia si svolge in una Rebibbia dominata dagli zombies, con Zero e fedeli amici che tentano di sottrarsi a loro. Come sempre più che la storia in sé, l’autore t’irretisce con le sue trovate geniali. Questa volta sono meno del solito, ma ci sono alcuni passaggi in cui mi sono ritrovata a ridere da sola come una scema.

Aspettando domani

Più riguardo a Aspettando domaniPrimo incontro con Guillaume Musso che devo ad una staffetta letteraria (ormai siamo lanciatissime).

Forse non mi sarebbe mai capitato di leggere Aspettando domani casualmente, non lo avrei scelto perché questo genere non mi entusiasma molto e infatti la lettura mi ha lasciata perplessa.

Ad onor del vero bisogna dire che il libro si legge di slancio, sono bastati due giorni (tra l’altro anche pieni) ed ero già alla fine. Devo anche ammettere che Musso mi ha stupita. A circa metà libro ho mandato un messaggio a Sabry invocando una morte rapida al posto di un finale che mi sembrava scontatissimo ed inevitabile e Musso mi ha spiazzata con effetti speciali. Grande merito alla sua immaginazione, perché a parte alieni e yakuza, per il resto c’erano tutti. 

Purtroppo, però, ed è questo il motivo per cui non mi è piaciuto, la sensazione è che pur partendo da un’idea potenzialmente interessante, Musso si sia lasciato prendere dalla fretta e dall’approssimazione. Non sono stata l’unica a notare delle incongruenze nel testo, Matt del 2011 praticamente ad un certo punto “sparisce”, dettagli e approfondimenti sia nella storia sia nei personaggi non ce ne sono quanti ne avrei voluti. Mi rendo conto di essere esigente, ma non si può pubblicare qualsiasi cosa. Esigo la cura dei dettagli in un romanzo, a maggior ragione se si tratta di una storia fantastica (o come altro la si voglia definire), voglio personaggi che mi entrino dentro e lascino il segno. Mi spiace, ma Musso non mi ha soddisfatta!