Danubio

Novembre 6, 2009 di nuvolette

La sfida a tema per il mese di dicembre è difficilissima!!!! O_o

Ho bisogno di tutto il vostro aiuto: il tema scelto dalla vincitrice è Danubio.

Potete scegliere testi dove la parola Danubio si trova nel titolo, o romanzi ambientati in una citta o regione sul Danubio: dalla Foresta Nera fino al Mar Nero.

Sotto con i consigli!!!! Preferibilmente niente libri sull’olocausto e niente mattonazzi… mi fido di voi: io brancolo nel buio!!! ;-)

Buskashì

Novembre 3, 2009 di nuvolette

Gino Strada è diretto e spietato, non si preoccupa neanche un po’ di indorare la pillola. Racconta la guerra così com’è: incomprensibile e ingiustificata. Non c’è buono o cattivo, non c’è destra o sinistra, non c’è politica, non c’è retorica, perchè quando More about Buskashìbasta un niente per morire o veder morire gli altri tutto ciò che conta è la vita.

Il suo racconto non può lasciare indifferenti, credere così tanto nella vita umana da essere pronti a tutto pur di salvarla, è un messaggio che colpisce il bersaglio. La sua vita e quella degli altri volontari di Emergency è una lotta continua contro i mulini a vento, perchè se non bastano gli orrori della guerra ci si mette anche la burocrazia. Il suo racconto arriva al cuore e lo strazia senza pietà, senza buonismo nè ostentazione, ti tira fuori dalla tua tranquillità domestica e ti obbliga a guardare le cose con lucidità spietata. Buskashì è un viaggio dentro la guerra Afgana del dopo 11 settembre, una guerra “in nome della civiltà e dei diritti umani” che distrugge solo povere vite già logorate da anni di conflitti di cui nessun occidentale si è mai interessato.

Diverso da Pappagalli verdi, in cui Gino Strada ha raccolto racconti di guerra, qui c’è molta più politica e critica della guerra. Destabilizzante. Da leggere. Bello.

“Jaweed ha vent’anni e porta ancora sul volto i segni delle schegge. “Presto, presto, tutti in casa!” aveva urlato alla famiglia, mentre cercavano rifugio durante un attacco aereo.
Lui, il fratello maggiore, era rimasto fuori, l’ultimo, perchè tutti fossero al sicuro. Un’altra bomba ha polverizzato la casa di Jaweed. Dentro c’erano suo padre e sua madre, le cinque sorelle e i due fratelli. Tutti morti. La sorella più piccola si chiamava Fahima, e aveva cinque anni.
I parlamentari italiani, il novantadue per cento di loro, hanno dichiarato guerra all’Afganistan. Il Parlamento ha votato contro la nostra Costituzione, che “ripudia la guerra”.
Hanno scelto la guerra, ancora una volta, hanno deciso che sta loro bene che si uccida.
Mi dicono che per qualcuno è stata una decisione sofferta. Vedremo di farlo sapere a Jaweed, magari deciderà di inviare messaggi di solidarietà ai sofferenti tra i nostri politici.”

La mamma è sempre la mamma

Novembre 2, 2009 di nuvolette

La mia mamma super tecnologica, che ha ormai pieno dominio di Facebook, l’atra sera a cena mi guarda serissima e mi chiede: “ma quando tu o tua sorella o gli amici vostri scrivete XD tutto maiuscolo, sarà mica una bestemmia? Non è che siete impazzite???”  

Dopo i primi minuti di sconcerto per capire cosa fosse “icsdituttomaiuscolo” ho realizzato e non la finivo più di ridere!!! :-D

Una stella di nome Henry

Ottobre 30, 2009 di nuvolette

Ho letto Una stella di nome Henry per la sfida del protagonista, lettera H, come Henry Smart. More about Una stella di nome HenryL’avevano regalato alla mezza mela un po’ di tempo fa e io non so resistere quando vedo un povero libro tutto solo.

Lettura particolare e al di fuori dei miei canoni abituali, interessante, ma con uno stile che mi ha fatta faticare un bel po’.

La quarta di copertina del libro secondo me non rende giustizia alla storia narrata. Non si tratta soltanto di un semplice romanzo che inserisce un personaggio di fantasia in un contesto storico. Il lettore viene catapultato nell’Irlanda più povera e più sfortunata dell’inizio del 1900. Circondati dalla miseria entriamo nella casa di Henry Smart e lo troviamo neonato. Un neonato forte e vigoroso in un mondo in cui la mortalità infantile è altissima. Tutti guardano a lui come ad un prodigio. Tutti tranne sua mamma, che giovanissima è già troppo segnati dai parti e dalle morti dei figli neonati. Henry è ossessionato dalla presenza dei fratelli morti, che la madre ricerca ad uno ad uno nel cielo stellato: la stella di nome Henry rappresenta il primo figlio battezzato così e, naturalmente, scomparso, che viene continuamente additata dalla madre con rimpianto e “perseguiterà” il protagonista per tutta la vita. L’esistenza di Henry sarà tutto fuorché normale. A cinque anni va già in giro da solo in perfetta autonomia, procura da mangiare per sé e il fratellino Victor, inventa mille lavori, si arrangia e torna a casa solo raramente. Da bambino poco felice, abbandonato a se stesso e lasciato libero nelle strade dei bassifondi di Dublino ad adolescente ribelle e arrabbiato con la vita il passo è breve e lo porta, appena quindicenne, a essere uno dei protagonisti del Lunedì di Pasqua del 1916, inizio di un periodo drammatico che sfocerà nella rivolta del 1919-1921. Henry è coinvolto direttamente in moltissimi omicidi, trascinato dalla speranza in una Irlanda diversa, libera e indipendente, fiera. Nel caotico e drammatico turbine di quegli anni, conosce anche il sesso e si innamora, come ogni adolescente. Dopo l’iniziale sconfitta della prima iniziativa disorganizzata, Henry si aggrega ai capi del neonato movimento dell’Ira e gira il paese in bicicletta, seminando morte e distruzione con bombe rudimentali e con un’arma insolita ma micidiale: la gamba di legno del padre, morto nel frattempo. Ma poi scoprirà che, raggiunta l’indipendenza, il potere politico non sarà così diverso da quello precedente e, anzi, vorrà liberarsi di quei pericolosi terroristi, così utili prima e così compromettenti ora.

Denso di vita e di considerazioni. Herny è un protagonista che conquista e affascina, soprattutto quando rileva il suo lato più umano, quando si scopre semplice pedina in un contesto che non ha più nulla a che vedere con i suoi sogni di libertà. Aspetto sicuramente positivo è stato, quindi, la scoperta di una realtà, per quanto romanzata che mi era del tutto sconosciuta, come quella dell’IRA e della rivolta per l’indipendenza irlandese.

Dal punto di vista stilistico, però, il libro fa sudare. Non so se sia colpa della traduzione, ma in certi passaggi seguirlo diventa un’impresa. Si passa dalla narrazione in prima persona a quella in terza senza nemmeno una riga di divisione, Herny racconta un determinato evento e d’improvviso ci si trova catapultati altrove per poi tornare a bomba all’evento principale, ma tutto senza stacchi che facilitino la comprensione.

Nel complesso prende comunque la sufficienza, lettura complessa, ma che apre molte prospettive.

Invasi Dublino. M’intrufolai sotto le ruote e tra i cavalli, nelle pozzanghere, in mezzo ai venditori ambulanti, lo sterco e i carrettieri, tra il rumore e la fuliggine, coi piedi nudi che diventarono duri come la pietra che calpestavo

Blu e rosso. Viola.

Ottobre 28, 2009 di nuvolette

Ho avuto questo libro con una delle catene di aNobii. Il piccolissimo libro di Cristiana Iannotta non è More about Blu e rosso. Violaun romanzo vero e proprio, è più una raccolta di ricordi, di emozioni e di sentimenti nata per descrivere e raccontare il bellissimo rapporto con la nonna Cecilia.

 Ben scritto, sensato, sentito e molto umano, racconta con delicatezza i ricordi dell’infanzia e affronta con dolore il difficile rapporto con una malattia subdola come l’Alzheimer. Inevitabilmente commovente, soprattutto in alcuni passaggi (con nella parte finale de L’ultimo viaggio) in cui le sue emozioni risvegliavano le mie altrettanto simili se penso a mio nonno.

Personalmente ammiro l’autrice perchè non riuscirei mai a parlare dei miei sentimenti con altrettanta serenità, nè tanto meno a condividerli con altri mettendoli “a disposizione” di sconosciuti. Li custodisco molto gelosamente (anche troppo, forse) e non riesco proprio a tirarli fuori. Complimenti invece a Cristiana per come ha saputo rendere la sua esperienza così coinvolgente.

Lib(e)ri sulla carta

Ottobre 26, 2009 di nuvolette

Ieri con la mezza mela e una coppia di amici siamo stati a Poggio Mirteto alla prima edizione di Lib(e)ri sulla carta – Fiera dell’editoria indipendente. La Fiera era molto piccola, con una 20ina di case editrici al massimo, ma organizzata nel centro storico del paese è stata comunque un piacevole modo di curiosare tra i libri.

Siccome mi sembrava brutto non aiutare la piccola editoria, alla fine ho preso tre libri (Ciammelle & CousCous di Lauradaniela Tusa, Follia docente di Fulvio Ervas e Una banda di idioti di John K. Toole). Ovviamente vi farò sapere i commenti!!! :-)

Rich

Ottobre 26, 2009 di nuvolette

Sono dovuta passare a Studio all’alba e mentre aspettavo la segretaria ho buttatomdNew_1_11301_01_-1_036 un occhio all’email di Buyvip… questi meravigliosi occhiali di Richmond mi hanno sorriso ammalianti… solo 46€… come resistere???

Subdoli come solo i siti per donne sanno essere, al momento del pagamento mi è anche apparsa a caratteri cubitali la scritta CON QUESTO ACQUISTO HAI RISPARMIATO €133,00… questo è quello che dirò stasera alla mezza mela: “amore, sai che oggi ho risparmiato ben 133€???!!!“  :-D

La famiglia secondo Barilla

Ottobre 25, 2009 di nuvolette

E’ la nostra linea di partenza. A volte ti protegge, altre ti incoraggia. A volte non vedi l’ora di averne una, altre nessuna. Pensi che da soli si arrivi più lontano, ma quando sei seduto lì in mezzo ti accorgi che per sentirsi davvero liberi bisogna avere radici.

La famiglia – Spot Barilla :-)

Marmellata di Feijoa

Ottobre 24, 2009 di nuvolette

Ormai sono una “marmellificatrice” di professione, dovesse andar male l’avvocatura, saprei cosa fare ;-)

Il papà della mezza mela ci ha messo sul balcone una Feijoa Sellowiana. L’abbiamo messa essenzialmente per motivi estetici, ma il caso vuole che sia anche una pianta da frutto e così ci siamo ritrovati con un bel po’ di queste “palline verdi“. Normalmente il frutto si gusta così com’è, spaccato a metà con un coltello e scavato con un cucchiaino… peccato che secondo me sappia di dopobarba O_o (e anche la mezza mela dopo il primo assaggio non si è più avvicinato).

Però mi spiaceva buttare tutti quei frutti e nonostante la penuria di indicazioni in merito su internet (questo avrebbe dovuto scoraggiarmi!!!) ho decido di sperimentare una marmellata. Tra l’altro la feijoa ha un alto contenuto di iodio (svolgendo cosi’ un importante azione preventiva nei confronti di alcune malattie di tipo tiroideo) e di vitamina C (che ha un potere antiossidante e potenzia le difese immunitarie); possiede proprieta’ digestive e lassative ed e’ anche un frutto poco calorico: 100 g. di prodotto forniscono soltanto 35 kcalorie… insomma un peccato farle rovinare.

Mentre ero al telefono con Reganisso ho pulito tutti i frutti ai quali ho aggiunto un terzo di mela (nel dubbio io una “mezza mela” la metto ovunque ^__^). Il peso complessivo era di 360g. Ho messo tutto sul fuoco e dopo un po’ ho aggiunto un bicchiere d’acqua perchè diventava troppo pastosa e poco liquida. Quando la frutta era bella spappata (avrà cotto non più di 40 minuti) ho dato una frullata con il minipimer e ho aggiunto 300g scarsi di zucchero (scarsi perchè con la differenza ho pensato bene di cospargere mezza credenza…) e un altro mezzo bicchiere d’acqua. Ho girato fino al nuovo bollore e dopo ho lasciato cuocere per altri 20/30 min, dopo di che ho fatto la classica prova del piattino.

In questo modo, complice anche la mela, ha perso quel gusto strano ed è diventata davvero gradevole e non troppo dolce. La mezza mela ha decisamente gradito e quando gli ho detto che uno dei due vasetti ottenuti era per suo papà (che ama la Feijoa anche al naturale) ha risposto che non se ne parla proprio e che è troppo buona per regalarla… povera me!!! :-D

Il giro del mondo in 80 giorni

Ottobre 23, 2009 di nuvolette

il_giro_del_mondo_in_80_giorniHo letto Il giro del mondo in 80 giorni per la Sfida a Tema che è ricominciata questo mese. Tema di ottobre: il VIAGGIO (il viaggio è il tragitto, più o meno lungo, che si compie per spostarsi da un luogo di partenza a un altro più lontano, attraverso luoghi o paesi diversi dal proprio, in genere con un mezzo di trasporto. Il viaggio può essere inteso non solo in senso fisico, in un contesto spazio temporale, ma anche in senso metaforico come espressione di abbandono, ricerca interiore, desiderio). E allora quale libro più adatto??? :-)

More about Il giro del mondo in 80 giorni

Verne dimostra di essere un vero genio dell’immaginazione, si parte da Londra in un club esclusivo frenquentato da gentiluomini e basta una sfida per innescare il desiderio di Phileas Fogg di dimostrare le sue ragioni. Mr. Fogg è un uomo rigoroso e apparentemente imperturbabile, la sua precisione e la sua logica ferrea lo porteranno ad affrontare questo viaggio avvolto in una strana indifferenza. Il viaggio non dà il tempo di godere appieno dei paesi visitati, Mr. Fogg sembra quasi disinteressato, le stranezze e le meraviglie del mondo ci vengono raccontati attraverso gli occhi stupiti di Passpartout.

Confesso che nella lettura ero leggermente fuorviata dai ricordi del cartone animato. Libro decisamente per ragazzi, che fa sognare anche i grandi. L’edizione in cui l’ho letto non è quella della copertina, ma delle Edizioni Polaris (credo casa sconosciuta): scandalosa per quantità di errori di grammatica (mancava una doppia ogni pagina!) e di battitura :-(