L’isola del tesoro

Più riguardo a L'isola del tesoroCon le girls del Club di Jane Austen, esauriti i libri di zia Jane, abbiamo deciso di proseguire l’esperienza della lettura di gruppo. Lasciato da parte un po’ di romanticismo, la scelta è caduta su L’isola del tesoro di Stevenson. Non avendolo letto, ho aderito con molte aspettative…

Peccato che ne sia seguita una delusione irreparabile. Per carità, il libro è ben scritto, dettagliato (anche troppo a volte), con un buon intreccio, personaggi ben delineati,… ma sarà stata l’età, sarà che sono troppo femmina, ad un certo punto è subentrata una noia mortale e ho fatto davvero fatica a completare la lettura. Capisco che l’idea fosse quella di delineare una storia di avventura pura, ma dal momento in cui arrivano sull’isola, il mio interesse è via via scemato.

Confesso però che un giro sull’isola del Tesoro lo avrei fatto volentieri! Sicuramente degni di nota sono il Long John Silver e il suo pappagallo, il Capitano Flint, mentre il Dottore non mi ha convinta fino in fondo. Jim mi è piaciuto, ma avrei voluto sapere come ha investito la sua parte di bottino ;-)

I-Gio

Cena al Ristorante Coreano

Cena al Ristorante Coreano

Con Val abbiamo trascinato le nostre metà a mangiare al ristorante coreano :-)

Il posto che abbiamo scelto si chiama I-Gio e sta in zona trastevere. Pulito, carino, culinariamente interessante. La cucina è un mix di cinese e giapponese, con specialità tipiche della Corea che non avevo mai mangiato. Gli involtini della prima foto erano tutti di verdura, quella specie di sushi è in realtà vegetariano e il maiale in agrodolce era davvero notevole.

Oltre a questo, abbiamo mangiato ma non fotografato: una pizza coreana che sembrava un’enorme frittata di verdure (ma non c’erano uova), pollo fritto (che mi devono dire come fanno a mangiare quarti di pollo con le bacchette: mistero!) e poi tutta una serie di verdure di accompagnamento che loro chiamano banchan e mangiano insieme al riso cotto a vapore. Tra i contorni due l’hanno fatta da padroni: l’insalata di alghe, che io ho trovato buona mentre Val e la mezza mela sono inorridite (la mezza mela ha commentato “allora vado a leccare gli scogli al mare!“), e il Kimchi che quando l’ho messo in bocca ho pensato di morire (e non ho sputato solo perché sono una signora, ma l’ho mandato giù senza masticare! Mentre Val lo ha mangiato persino con gusto >.< ).

Il Kimchi è cavolo cinese fermentato con spezie (principalmente peperoncino piccante). Ora, sarà che era gelido e io ho un problema a mangiare la roba fredda, sarà che secondo me sapeva di rafano, ma è stata davvero un’esperienza che non voglio ripetere! Per il resto, però, cucina promossa a pieni voti!

Venite con me…

Che scandalo! Mi sono scordata di dirvi che su Chicks and Trips è uscito un mio nuovo post.

Questa volta vi porto in giro per la mia Roma, con l’esperienza di chi ci è nato e cresciuto, ma il desiderio di guardarla con gli occhi del viaggiatore… chissà se riesco ad incuriosirvi…

Leggete qui e commentate!!!

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Per pura cronaca.

Dopo la pubblicazione del post e la condivisione su facebook, mando un whatsapp a mia mamma “Mami, hai condiviso il mio articolo?

Sicuramente ho messo mi piace, ma ora vado a condividere

Un secondo e si illumina il cellulare “Mamma ha appena messo Mi piace a …

Le scrivo: “ma non avevi nemmeno messo Mi piace??

Ero convinta di sì… Però l’ho letto…

Guarda che ti interrogo

Parla dell’altro sabato, quando siete andati a vedere la mostra del Bramante! Visto che l’ho letto?!?

La mostra è di Escher ed è dentro il chiostro del Bramante. Che faccio, la boccio??? ;-)

Il buio oltre la siepe

Più riguardo a Il buio oltre la siepeDa tanto tempo giravo intorno a questo libro. Poi, in occasione di non ricordo più quale sconto promozionale, l’ho acquistato, ma è rimasto lì in attesa.

Finalmente però ho sentito che il momento era arrivato (complice anche il fatto che la mia “bimba” a cui ho fatto da baby sitter per anni e che ora è una stupenda 14enne, lo ha indicato nella sua lista dei 10 libri preferiti di Facebook) e ho iniziato la lettura.

Scout la amo incondizionatamente. Potendomi prendere il lusso di immaginare una figlia, la vorrei esattamente così: impulsiva e con il cuore puro. Jem e la sua crescita sono un altro punto di forza del romanzo. Atticus Finch è semplicemente magnifico. Sempre pacato, fermo eppure mai rigido, comprensivo ma desideroso di avere dei figli che pensino con la loro testa.

Un bellissimo romanzo che parla di famiglia, rispetto, amicizia e integrazione razziale, di diversità nel colore della pelle e di sciocca immotivata e radicata paura del diverso, dovuta al semplice fatto che non lo si conosce. Il libro è un tripudio di citazioni da appuntare e di esempi da seguire. Un vero peccato che l’uomo continui a ripetere gli stessi errori di fronte alla diversità dell’altro. Chissà quando impareremo a guardare gli uomini con gli occhi senza veli di Scout e Jem, con gli occhi sgranati e liberi dei bambini.

“Atticus, vinceremo la causa?”
“No, tesoro.”
“Ma allora, perché…”
“Non è una buona ragione non cercare di vincere per il semplice fatto che si è battuti in partenza,” disse Atticus.