“E se io latito latito. Mica faccio un illecito”

Lo so, mi faccio vedere poco. Sono stata colpita da una forma di svogliatezza che a tratti mi preoccupa. Solito tran tran, con più lavoro e deliri del solito visto che siamo in dirittura di arrivo per le ferie. Solita burocrazia da domare. Soliti cattivi pensieri che colpiscono a tradimento. E quindi io latito.

Mi sono preparata una lista di libri che vorrei leggere per le vacanze che credo dovrò star via un paio di anni. Comunque appena mi torna un po’ di voglia vi racconto del concerto di Giorgia di sabato.

Siate pazienti!

Mansfield Park – Il nostro Club di Jane Austen

Più riguardo a Mansfield ParkIl Club di Jane Austen procede e anche se io ho saltato la lettura di Emma dello scorso mese perché non sono proprio riuscita a trovarle un posticino, conto di recuperare al più presto. Intanto a luglio ci siamo dedicate a Mansfield Park (che ho finito in anticipo nel tentativo di districarmi poi con i Fratelli Karamazov con cui sono alle prese).

Come sempre la Austen riesce magistralmente a creare quegli intrecci di non detto e frainteso che rendono speciali i suoi racconti anche se sai già come finiranno. In questo romanzo poi ci regala una protagonista che mi ha ricordato un po’ Pollyanna e un po’ Jane Eyre. Sostanzialmente la donna più timida, remissiva, timorosa, rispettosa, pudica che sia uscita da penna di scrittore. Fanny però sotto sotto mi è simpatica e riesce, nell’unico momento davvero essenziale, ad imporsi (anche se a modo suo). Purtroppo non si può dire lo stesso del protagonista maschile: Edmund è di una tale noia. Tra l’altro, cosa che non le perdonerò mai (!!!), la Austen non lo fa nemmeno dichiarare… ma, dico, scherziamo?!? Molto meglio Sir Thomas e la svolta alla Brooke suggerita da Proletarina nel gruppo, con Fanny che si innamora di lui, l’avrei decisamente apprezzata ;-)

In questo romanzo compare quelle che credo resterà in assoluto il personaggio più meschino della Austen: la zia Norris. Insopportabile e cattiva ogni oltre immaginazione. Tra l’altro secondo me avrebbe meritato una fine peggiore.

Un libro piacevole, anche se avrei decisamente accorciato la dissertazione sul teatro alla quale viene dedicato troppo spazio, secondo me.

Lessico famigliare

Da tanto volevo leggere questo libro e la sfida dell’autore è stata l’occasione buona. Me lo aspettavo completamente diverso e sono rimasta piacevolmente colpita dalla sua originalità.

Come preannunciato dal titolo, che in effetti non poteva essere più calzante, la Ginzburg racconta la storia della sua famiglia attraverso le espressioni che venivano utilizzate dai suoi membri, attraverso gli aneddoti e i racconti ricorrenti, attraverso quelle figure eccentriche che in ogni famiglia diventano punto di riferimento e termine di paragone.

Il risultato è amplificato da una famiglia numerosa, decisamente originale e fortemente impegnata politicamente. Purtroppo a volte l’effetto ottenuto è di una leggera discontinuità nella narrazione, ma mai tale da far venire voglia di interrompere la lettura.

Una bella finestra aperta su una famiglia ebrea borghese italiana tra gli anni 30 e 50. Una lettura sicuramente piacevole ed interessante.

50 città da visitare nella vita

Girovagando ho trovato questa lista di città imperdibili e mi sono chiesta “quante ne avrò viste?”

Risposta 12 su 50. Troppo poche direi… perché non prendere spunto per futuri viaggi? Val, guarda un po’ se c’è qualcosa che può piacerci ;-) (rispondere “tutte” è troppo facile!)

1.) Venezia
2.) Siviglia, Spagna
3.) New York, USA
4.) Lasa, Cina
5.) Rio de Janeiro, Brasile
6.) Londra, Inghilterra
7.) Marrakech, Marocco
8.) Petra, Giordania
9.)Roma
10.) Varanasi, India
11.) Firenze
12.) L’Avana, Cuba
13.) Kyoto, Giappone
14.) Gerusalemme, Israele
15.) Parigi, Francia
16.) Pechino, Cina
17.) Lalibela, Etiopia
18.) Granada, Spagna
19.) Atene, Grecia
20.) Bagan, Myanmar
21.) Kathmandu, Nepal
22.) Città del Vaticano
23.) Lisbona, Portogallo
24.) Tokyo, Giappone
25.) Istanbul, Turchia
26.) Hanoi, Vietnam
27.) Amsterdam, Paesi Bassi
28.) Luxor, Egitto
29.) Berlino, Germania
30.) Jaipur, India
31.) Lione, Francia
32.) Oia, Grecia
33.) Siem Reap, Cambogia
34.) Vienna, Austria
35.) Cusco, Peru
36.) Cartagena, Colombia
37.) Zanzibar, Tanzania
38.) Città del Messico, Messico
39.) Singapore
40.) Las Vegas, USA
41.) Samarcanda, Uzbekistan
42.) Sidney, Australia
43.) San Francisco, California
44.) Mont Saint Michel, Francia
45.) Dubrovnik, Croazia
46.) Bangkok, Thailandia
47.) Buenos Aires, Argentina
48.) Antigua Guatemala, Guatemala
49.) Praga, Repubblica Ceca
50.) Budapest, Ungheria

In auto con Berlinguer

Questo piccolo libro è uscito in allegato a L’Unità e Val me lo ha regalato. Particolarità è che l’autore è il padre di una sua amica e spero anche mia :-)

Alberto Menichelli affida alle pagine di questo libro il racconto della sua vita ed in particolare del suo rapporto come addetto alla vigilanza nonché autista di Enrico Berlinguer. La storia in sé è toccante sotto vari punti di vista, ma quello che ti resta dentro in maniera incancellabile è il senso di appartenenza al partito che Menichelli comunica.

Il Partito era come e più della famiglia, i compagni erano fratelli e le preoccupazioni erano condivise in modo totale. La figura di Berlinguer che emerge è quella di un uomo che credeva fermamente in un progetto, lui quel partito lo sentiva “suo” ed era completamente al servizio delle esigenze della politica.

Decisamente altri tempi e altre persone.

L’amore in un giorno di pioggia

Più riguardo a L'amore in un giorno di pioggia

Altro libro letto in staffetta. Altra sublime traduzione del titolo da parte di Garzanti che trasforma immotivamente Ten Things I Learnt About Love (più calzante per vari motivi) in L’amore in un giorno di pioggia.

Purtroppo però questa volta la traduzione del titolo influisce poco sul giudizio complessivo sul libro. Storia noiosa, scontata e stentata. Personaggi abbozzati che non riescono a dare spessore alla narrazione. Un’idea, quella delle dieci cose, non sviluppata a dovere e alla fine non soddisfacente.

Tanto per dare l’idea, trovo più scorrevole I fratelli Karamazov! Alla fine mi viene da dire “peccato!”, perché Alice, ma soprattutto Cee mi sembravano personaggi con grandi potenzialità che alla fine sono rimaste inespresse. Tutto è troppo tratteggiato e poco approfondito, anche l’accenno alla sinestesia di Daniel resta una cosa buttata lì, ma mai spiegata. Nessun personaggio apre la sua anima al lettore, nessuno ti colpisce davvero.

Insomma, non sono per niente soddisfatta. Dietro una copertina bellissima si cela solo un libro noioso.

Frida Kahlo – Il film e la mostra

 La grande attenzione mediatica riservata alla mostra di Frida Kahlo in corso a Roma presso le Scuderie del Quirinale mi ha ovviamente incuriosita. Poi il solito gruppo a cui ci aggreghiamo ha organizzato una visita guidata e no ho saputo dire di no.

Essendo però profondamente ignoranti in materia, io e la mezza mela ci siamo documentati vedendo prima il film del 2002 con Salma Hayek. Mi è piaciuto tantissimo. L’ho trovato duro, ma sempre ricco di poesia. Il personaggio di Frida ti affascina per la sua forza rivoluzionaria, il carattere indomabile, la voglia di vivere ad ogni costo. L’importanza dell’arte e il fascino che questa esercita su Frida la fanno da padrona. Un film che fa davvero amare la sua protagonista e riesce a spiegarne anche le tantissime sfaccettature caratteriali (non era certo un tipo facile!).

Dopo averlo visto, la mostra è stata decisamente piacevole, perché tutto è apparso più comprensibile. Onestamente mi aspettavo più quadri di Frida in mostra. Ce ne sono di belli, per carità, ma ampio spazio è lasciato anche alle opere di Diego Rivera (con cui ha diviso la vita), agli schizzi di Frida e alle pagine dei suoi diari, alle magnifiche fotografie di Nickolas Muray. Avrei voluto vedere alcuni dei quadri che si vedono nel film e mi è dispiaciuto non ritrovarli alla mostra. Complessivamente, però, ne è valsa la pena. Ho avuto l’occasione di scoprire la figura di una donna tenace, che non si è mai lasciata piegare dalla vita anche se con lei è stata durissima. Un ottimo esempio da seguire nella quotidianità.