La sfida del protagonista

Si è conclusa a maggio la Sfida del protagonista e io sono arrivata fino alla fine 🙂

Adriano – Memorie di Adriano, Marguerite Yourcenar
Bella Swan – Eclipse, Stephenie Meyer
Ispettore Coliandro – Nikita, Carlo Lucarelli
Isabel Dalhousie – Amici, amanti, cioccolato, Alexander McCall Smith
Elianto – Elianto, Stefano Benni
Fabrizio del Dongo – La certosa di Parma, Stendhal
Gino Strada – Buskashi, Gino Strada
Henry Smart – Una stella di nome Henry, Roddy Doyle
Israel Armstrong – Il caso dei libri scomparsi, Ian Sansom
Jean Baptiste Adamsberg – L’uomo dei cerchi azzurri, Fred Vargas
Kinsey Millhone – A come alibi, Sue Grafton
Luca – Un’estate al mare – Giuseppe Culicchia
Pablo Miralles – Il meglio che possa capitare ad una brioche, Pablo Tusset
Negitta – Chi ha visto Negima?, Massimo Moretti
Lily Owen – La vita segreta delle api, Sue Monk Kidd
Pedra Delicado – Serpenti nel paradiso, Alicia Giménez Bartlett
Qara Köz – L’incantatrice di Firenze, Salman Rushdie
Ruth – La parte più tenera, Ruth Reichl
Superman – Superman, Tom De Haven
Thomas Lang – Il venditore di armi, Hugh Laurie
Capitan Uncino – Peter Pan, James Matthew Barrie
Gustav Von Aschenbach – Morte a Venezia, Thomas Mann
Carlotta Wonder – Il marito in collegio, Giovannino Guareschi
Xavier – Notturno indiano, Antonio Tabucchi
Yu Fang – Cigni selvatici, Jung Chang
Zanna Bianca – Zanna Bianca, Jack London

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Corriamo ai ripari

Per la sfida del protagonista di febbraio la lettera scelta è la V.

Pensavo di leggere Maus, la graphic novel di Art Spiegelman che parla dell’olocausto. Lo ho lì da un po’ e pensavo potesse essere l’occasione giusta… Purtroppo però si è aperta una “valutazione” perché non si sa se ammettere il genere alla sfida. Io ho perorato la mia causa, ma nel frattempo vorrei prepararmi ad ogni evenienza… e qui ho bisogno del vostro aiuto:

libri che hanno per protagonisti personaggi il cui nome inizia con la lettera V??? se fossero dei classici sarebbe ancora meglio…

Il meglio che possa capitare ad una brioche

Cosa succede quando Pablo Baloo Miralles, trentenne disadattato e arrogante, fannullone, misogino, oltre che pecora nera e noto filosofo della Rete, si trova coinvolto in un mistero nel quartiere più “figo” di Barcellona? A bordo di un coupé, Pablo ci guida nei meandri di una storia ricca di allegri sprazzi alcolici, divagazioni veneree, sulle tracce di suo fratello Sebastián, detto The First, presidente della Miralles & Miralles, la prospera azienda di famiglia.

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La trama mi intrigava e le prime pagine mi hanno incoraggiata a proseguire, soprattutto perché Pablo è veramente il massimo esempio di antieroe: un barcellonese senza arte né parte, ricco di suo, che snobba soldi e carriera e conduce un’esistenza dissipata e un po’ da barbone tra canne, talvolta coca, alcool a fiumi, prostitute e disquisizioni filosofiche su un Forum del web.

Purtroppo però il libro non mi ha davvero convinta. La storia è stata tirata un po’ troppo per le lunghe e alla fine gli eccessi di Pablo sono diventati troppo ripetitivi. Peccato perché i personaggi mi sono piaciuti e sono davvero caratterizzati con cura, ma la trama “noir” che dovrebbe fare da contorno non tiene a dovere.

Amici, amanti, cioccolato

Questa risposta le fece tornare in mente il concetto di akrasia, la debolezza della volontà, a causa della quale facciamo quello che desideriamo davvero pur sapendo perfettamente che dovremmo agire in maniera diversa.

Secondo incontro con Isabel Dalhousie, delizioso personaggio More about Amici, amanti, cioccolatonato dalla penna di Alexander McCall Smith. Isabel è una filosofa, una donna terribilmente colta e anche un po’ snob, dotata però di una meravigliosa curiosità per il mondo che la circonda e l’umanità che lo popola. Non riesce a vivere senza porsi mille domande e mille questioni di etica, non sa stare ferma se sente la necessità di aiutare qualcuno, anche a costo di sembrare invadente. Da questa sua attitudine nascono dei gialli leggerissimi ma anche piacevoli da assaporare e riflessioni profonde che riguardano materie insospettabili… 😉

Niente era più facile da spezzare dei legami d’amicizia, per quanto all’apparenza forti, lei lo sapeva bene. L’amicizia creava aspettative. Si poteva trascurare un amico, deluderlo magari, ma non si poteva agire in maniera da ferirlo deliberatamente.

L’incantatrice di Firenze

Per la seconda volta mi sono cimentata con la lettura di questo autore che al tempo stesso mi affascina e mi mette soggezione. Con la superbia di liceale impegnata mi ero a suo tempo impegnata nella lettura del suo libro più scandaloso: I versi satanici (storia fantastica che allude ad un punto controverso della figura di Maometto e pertanto, ritenuta blasfema dagli islamici. La pubblicazione del libro provocò nel febbraio 1989 una fatwa di Khomeyni che decretò la condanna a morte del suo autore, reo di bestemmia). Sono riuscita a resistere per non più di metà libro, capendo sì e no un decimo di quello che c’era scritto. Evidentemente si trattava di un testo da affrontare con la dovuta cultura che io ero (e sono) lontana dall’avere!

More about L'incantatrice di FirenzeL’incantatrice di Firenze (letto per la Sfida del protagonista, lettera Q) merita due giudizi distinti. 5/5 perchè è dotto, culturalmente stimolante e documentato, creativo, profondo e sempre magicamente metaforico. 2/5 perchè seguire lo stile dell’autore è una strada perennemente in salita. Sogno e realtà si intrecciano in modo continuo e indossolubile e perdere il filo è, a volte, una conseguenza del tutto naturale. I mille personaggi che si affacciano sulla scena hanno tanti nomi diversi, complessi e “indianeggianti”, tenerli a memoria è una fatica vera. Per ogni figura di cui si narra, poi, Rushdie inserisce episodi della sua vita, racconti dentro il racconto, che se arricchiscono il quadro complessivo, rendono la lettura macchinosa. L’unico modo per leggere questo libro ed apprezzarlo è nel silenzio (totale) di casa, pensare di leggere “dove capita” come faccio io di solito è impensabile.

Raccontare la trama è impossibile. Voto finale 3/5… ma per un po’ dubito che mi avvicinerò a Rushdie. 😉 

Sonata a Kreutzer

Ultimo libro letto per la sfida a tema di quest’anno. Tolstoj ha la solita penna fluida ed avvolgente, ma questo breve romanzo è imperniato da una morale “bigotta” che non mi ha molto entusiasmata.

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Un uomo di nome Pozdnysev durante un viaggio in treno confessa a uno sconosciuto la propria colpa segreta. Ricorda di aver presentato alla moglie un avventuriero, gran seduttore e abile musicista, dando così inizio a un gioco che si rivelerà tragicamente beffardo. Via via sempre più sospettoso una sera, mentre la coppia esegue in perfetta sintonia la Sonata a Kreutzer di Beethoven, Pozdnysev accantona ogni dubbio. Spinto dalla gelosia uccide la moglie per un tradimento in realtà mai avvenuto e senza rendersi conto del terribile malinteso.

Dura requisitoria contro le ipocrisie nascoste della vita coniugale, si presenta come la testimonianza spietata di una storia che potrebbe essere vera.

Si legge tranquillamente, ma il contenuto non mi ha convinta nemmeno un po’. 

Elianto

Il mio amore smisurato per Stefano Benni non è certo un segreto. Dopo aver letto e amato Saltatempo mi sono presa una pausa perchè credevo che nulla avrebbe eguagliato quella meraviglia. Poi da tutti i fronti mi hanno consigliato di leggere Elianto e la Sfida del protagonista (lettera E) è stata l’occasione giusta per prenderlo tra le mani.

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Benni dà vita in questo romanzo a una storia visionaria e meravigliosa, un perfetto incastro di fantasia, realismo dissacrante e ironia pungente. I protagonisti più improbabili e le ambientazioni più disparate si intrecciano in una storia coinvolgente che si legge piacevolmente sempre con il sorriso sulle labbra, con riflessioni profonde che restano dentro segnandoti a fondo. La sua sconfinata fantasia ha fatto sì che più di una volta nel corso della lettura mi ritrovassi a pensare “ma che si è preso prima di scrivere questa roba?” 😉

Inutile cercare di raccontare la trama, rischierei solo di rovinare le aspettative a chi deve ancora leggerlo. Un altro capolavoro di Benni. Saltatempo, però, resta ancora il mio preferito.

La vita segreta delle api – Libro e film

Quando Francy fa un post così difficilmente riesco a resistere alla tentazione. Se poi per un inspiegabile motivo il libro lo si trova al supermercato a soli 6€ (ingiustizie della vita), cedere diventa d’obbligo.

Decisamente un bellissimo libro. La trama si può velocemente riassumere: Carolina del Sud, a metà degli anni ’60. Una ragazzina maltrattata dal padre e con vocazioni di scrittrice scappa di casa con la sua badante nera per cercare tracce della madre morta.

Tra le pagine c’è molto di più, c’è una magia che non si può descrivere. C’è l’amore, la compassione, il dolore, la magia della natura. C’è il ronzio delle api che incanta ed affascina e un caldo che sembra quasi di sentire sulla pelle. C’è la voglia di tenere strette le proprie illusioni e il desiderio di vedere realizzati i propri sogni. Una bella storia prevalentemente al femminile. 5 stelle piene. DA LEGGERE.

Dopo il libro, ovviamente, mi sono cimentata con la visione del film (in cui ho coinvolto anche la mezza mela che non ha disdegnato). Salto le ovvie considerazioni sul fatto che un film perde sempre un po’ della meraviglia del libro e su certe scelte di variazioni che non ho apprezzato, per il resto però un bel film, con una bravissima Dakota Fanning. DA VEDERE.

La parte più tenera

La parte più tenera (titolo orginale Tender at the Bone) è un delizioso romanzo autobiografico di Ruth Reichl. Lei è una famosa critica gastronomica americana che racconta romanzandola beatamente (come lei stessa More about La parte più teneraconfessa)  la sua vita, dall’infanzia all’età adulta, dilungandosi sull’incontro con le passioni per il cibo e la scrittura.

Tutta la storia è permeata dal profumo del cibo e Ruth inserisce nella narrazione le ricette dei piatti più significativi della sua vita (di cui purtroppo la grande maggioranza sono veramente troppo “americani” e, quindi, mostruosamente calorici. Due però fanno proprio al caso mio e non ho intenzione di lasciarmele sfuggire!).

Il libro è carino davvero, piacevole, ironico, profondo e invitante. Se poi si ama la cucina non si potrà che adorarlo. Lettura consigliatissima, io ho già messo in wishlist gli altri libri della Reichl perchè ha un modo di scrivere che mi va proprio a genio. 🙂 5 stelle e non aggiungo altro!!!