Beata innocenza!

Premessa: mia mamma è ingenua a livelli preoccupanti. Se poi si parla di sesso, è preferibile lasciar perdere.

Circa un anno fa vicino casa dei miei hanno aperto un “centro estetico cinese” dall’aria un po’ sospetta. Strana la scelta del locale, strana l’abbondanza di foto di tipe occhieggianti che copriva le vetrine, strano che non si potesse accedere se non suonando… Un mesetto fa ci passo davanti con la mezza mela e la porta è aperta: luci soffuse rosa, musichetta, tipa orientale tiratissima al banco… Commento con lui “Questo posto puzza di casa d’appuntamenti lontano un miglio“. Poi la storia finisce là.

La scorsa settimana passiamo dai miei e mia mamma mi dice che lo hanno chiuso. I locali sono sotto sequestro. A quanto pare era una casa di appuntamenti. Poi mia mamma aggiunge “Adesso capisco perché quando ho chiesto di fare le mani mi hanno detto che non c’era posto!“. Mi fermo e la guardo “Che hai fatto??? Mamma!!! Ma lo vedeva un bambino di due anni che era un altro tipo di centro massaggi!!!” “Eh, vabbé, io non l’ho capito. E mi dovevo fare le mani e Barbara era chiusa!

E la mezza mela “Anzi che non le hanno detto che con una donna costava di più!” 😉

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C’era una volta un sms…

Avete presente questo sms qua? Alla fine mi sono fatta convincere da un collega secondo cui se non avessi risposto avrei fatto la parte di quella che se la tira e ho replicato con un semplice “Ti ringrazio” e aggiungendo una faccina sorridente (per buttarla sul simpatico). Ecco, all’sms, venerdì, è seguita una mail:

Ora -a parte la considerazione (meritatissima) sul sorriso (oltre l’avvocato, ogni tanto faccio anche l’uomo…)- devo dire che è un piacere collaborare con una collega così gentile, precisa ed efficiente!
Quando sei in Tribunale la prossima settimana per il fondo spesa (e magari per un caffè)?

La mezza mela mi ha suggerito di rispondere: “il fondo spese passa a prenderlo mio marito, tanto è in libertà vigilata. Sai, una piccola condanna per aggressione…” 😉

H&M

Da giorni sento alla radio la pubblicità di H&M che fa un sconto di 10€ per festeggiare i suoi 10 anni in Italia.

Nel claim ripete circa mille volte che “ACCAeEmme è felice di … ACCAeEMME vuole ringraziare … ACCAeEMME è da 10 anni in Italia… ACCAeEMME…

ACCAeEMME???????

Fatemi capire, io e mia sorella ci abbiamo messo 10 anni a convincere papà che si dice ACHEandEM e adesso arrivano questi e la chiamano ACCAeEMME???

Roba da matti!!!

Levatemi una curiosità

Ho un dubbio che devo togliermi. Anche le vostre metà quando i loro genitori sbagliano/sono insopportabili/sono incommentabili (etc. etc. etc.) si farebbero tagliare la mano destra piuttosto che criticarli apertamente?

No, perché devo capire se sono strana io che pur avendo due genitori votati alla santità ogni volta che sbagliano li critico senza problemi e mi ci arrabbio anche davanti alla mezza mela, o se è strano lui che mai e poi mai direbbe di loro quello che pensa (e che è inevitabile che pensi).

No, perché se li criticasse potrei anche fare lo sforzo di essere magnanima e prendere per mezzo secondo le loro difese. Mentre così mi fa solo venire voglia di fargli le valige e punirlo con una bella settimana di villeggiatura dai suoi (e scommetto che dopo 2gg sarebbe in ginocchio fuori dalla porta di casa a chiedere pietà).

E’ stato un lungo week end, portate pazienza! 😉

Ma scriverla in italiano, no?

Ispirata da questo post di Chiarella mi sono ricordata di un mail pubblicitaria arrivatami questa mattina. Se l’uso sgrammaticato della lingua italiana mi infastidisce nel linguaggio parlato e nello scritto informale, mi sembra inconcepibile nel linguaggio pubblicitario e formale. Prima di inviare una mail pubblicitaria con la quale vuoi promuovere la tua azienda, vuoi rileggerla???

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Ora forse pretendere di leggere “chiedendo loro” è troppo (anche se…), ma mi spieghi come cavolo ti è venuto di scrivere “se al 7 ottobre la tua foto a più mi piace delle altre”???

Sms

Val si lamenta che non aggiorno il blog. Ha ragione, ma non è che qui ci sia tutta ‘sta movida da raccontare… Poca roba sparsa qua e là.

Oggi tra i mille giri che hanno animato la mattinata, me n’è toccato uno da un Collega per ritirare un atto. Seconda volta che lo vedevo, per il resto ci siamo sentiti per mail. Difendiamo due conviventi che si stanno lasciando e devono regolamentare l’affido dei figli. 

Poco dopo essere uscita dal suo Studio mi arriva il seguente sms: “Permettimi la considerazione: già la disponibilità è una cosa piuttosto rara, poi quando si abbina a un bel sorriso è ancora più gradita! Grazie ancora! F.

Vi anticipo, prima che lo chiediate, che si tratta di un quarantenne che nulla ha a che fare con i vostri figoni del mese, ma… sono femmina, quindi il 10% di me ha gongolato per il complimento ricevuto. Il restante 90% però è in preda all’imbarazzo più totale, soprattutto se penso che il Collega dovrò rivederlo almeno all’udienza. Chiaramente non sono riuscita a formulare una risposta brillante come quelle che tirerebbe fuori la protagonista di un libro e mi sono trincerata dietro un silenzio stampa.

Intanto però stasera farò vedere il messaggio alla mezza mela. Che sia chiaro che un paio di carte da giocarmi ce le ho ancora , stesse in campana!!! 😉

Le meraviglie del mercato la mattina presto

Compatibilmente con gli impegni, di solito il venerdì mattina, prima di andare a Studio, passo al mercato settimanale e prendo il pesce. Ho il mio banco di fiducia e vado a colpo sicuro. Con un po’ di fortuna sfuggo anche alla ressa, sennò prendo il mio bel numeretto e aspetto.

Stamattina mentre stava per toccare a me arrivano tre signore sulla settantina (non posso dire “vecchie” che se lo sa nonna non mi invita più a pranzo!). Già dal caos che hanno generato per prendere il numero si capiva il tipo: stracciamaroni, maleducate che metà bastava, di quelle che siccome sono uscite loro, il mondo era meglio se stava a casa. Una delle tre in particolare ha attirato la mia attenzione e fatto partire il giramento di palle che prima del caffè della mattina ha il meccanismo estremamente sensibile: accento partenopeo che mi ha ricordato un’odiosa parente acquisita e tentativo pur di passare avanti di tirarmi via i piedi con il carrello della spesa. A seguire passeggio davanti al banco avanti e indietro perché lei doveva vedere bene il pesce, perché lei ci capisce, perché lei lo conosce. Sì, vabbé, ma non è il turno tuo, quindi levati dalle palle!

Ad un certo punto le perle di scienza che certi soggetti non possono fare a meno di comunicare al mondo sono arrivate. La partenopea esaltava la diversità del pesce di mare rispetto a quello allevato, che lei lo riconosce a vista (e pure se la signora del banco le ha detto che le orate erano pescate lei insisteva che non era vero…). Allora l’amica le ha detto di aver sentito alla televisione che è meglio il pesce d’allevamento di quello pescato in mare, perché negli allevamenti l’acqua la cambiano (???!!!) ed è sicuro (???) che è pulita, mentre quello pescato in mare magari si è nutrito in zone inquinate. E lei a questo punto non ha saputo resistere alla tentazione di dimostrare quanto conosce il pesce, ha indicato i calamari (mentre io li stavo comprando!!!) e ha detto con tono cospiratorio alle amiche “questi vanno alla foce dei fiumi e si mangiano i topiO_o

Confesso di aver cercato su internet, ma persino google si rifiuta di avallare una cosa simile… La mezza mela si sta ancora rotolando dalle risate.

Pillole di saggezza

Un signore sulla settantina dietro di me in una discesa discretamente impegnativa (che viene sempre dopo una salita interminabile) si rivolge ad un amico dietro di lui: “Gianni, ma te lo ricordi quando ci facevano fare le marce al militare? Le gran bestemmie!!! E ora? Noi si paga per venire qua a camminare!”

🙂 come dargli torto?!?