La versione di Barney

C’è stato un tempo in cui osavo sognare che Miriam e io, superati i novanta, saremmo spirati insieme, come Filemone e Bauci. E allora un munifico Zeus, con un lieve tocco del caduceo, ci avrebbe trasformato in due alberi vicini, coi rami che si sfiorano d’inverno, le foglie che si intrecciano a primavera.

Ho comprato La versione di Barney una vita fa. Come spesso mi succede in questi casi, l’ho lasciato sullo scaffale in attesa che arrivasse il momento giusto. Complice la sfida dell’autore, lettera R come Mordecai Richler, mi sono decisa a prenderlo in mano. Le prime 50 pagine ho fatto fatica. Barney, ricco ebreo canadese con un carattere pessimo, superati i sessantanni decide di scrivere le sue memorie, perché sente la necessità di lasciare la sua versione dei fatti sulla scomparsa dell’amico Boogie del cui omicidio è stato accusato. Per farlo, però, deve partire dal principio, da quando si sono conosciuti. Il racconto non è lineare, Barney adora perdersi in incisi ed aneddoti. All’inizio questa modalità spiazza, poi diventa familiare. La sua vita a Parigi, il matrimonio con Clara, il gruppo di artisti dalla vita tormentata che ha frequentato, il dolore, l’arrivo in televisione, il successo e i soldi, il secondo matrimonio e poi finalmente l’amore. Barney racconta tutto a modo suo: scanzonato, provocatorio, eternamente ubriaco, imperfetto e insicuro.

Quello che non mi aspettavo è che questo libro, divertente e piacevole, mi colpisse al cuore con tanta forza. L’amore per Miriam, nella sua imperfezione, credo sia uno dei più belli mai raccontati. La loro unione, la loro complicità, l’adorazione nei confronti di lei, mi hanno scaldato il cuore come non succedeva da tempo.

Poi arriva la parte dolorosa del libro, quella che mi ha intristita e preoccupata e angosciata. Ma Richler sa il fatto suo e svela il mistero della scomparsa di Boogie nelle ultime 10 righe del romanzo (non è un modo di dire, lo dice proprio lì!) e lo fa in un modo che, nonostante tutto, ti fa tornare il sorriso.

Il mio primo 5 stelle del 2015. Senza ombra di dubbio!

All’epoca il mio secondogenito aveva solo dieci anni, ma sapeva già di essere capitato in un mondo ingiusto. Oh, dio mio, se fossi un angelo del Signore segnerei con una croce le porte di casa dei miei figli, in modo da tener lontano le sventure e la malattia.  Purtroppo, per quell’alto incarico mi mancano i requisiti, e quando avevo ancora un ruolo nelle loro vite sono stato impaziente, critico e punitivo. Sbagliando sempre tutto.
Cazzo, cazzo e cazzo.

Esaltata dal libro, ho commesso l’errore di convincere la mezza mela a vedere subito il film. Chiaramente con la memoria ancora fresca non ho apprezzato e sono stata troppo concentrata a lamentarmi delle distorsioni applicate. Due sono i difetti principali: 1. stilisticamente, visto che si trattava delle memorie di Barney, io avrei messo una voce narrante esterna che ci sarebbe stata benissimo; 2. contenutisticamente, lo scopo del romanzo è per Barney quello di dare la sua versione sulla scomparsa di Boogie, è quello il fulcro, nel film però un po’ questo aspetto si perde e svilisce la storia a mio avviso.

Resta il fatto che questo libro mi ha travolta. Da leggere!!!

Frida Kahlo – Il film e la mostra

 La grande attenzione mediatica riservata alla mostra di Frida Kahlo in corso a Roma presso le Scuderie del Quirinale mi ha ovviamente incuriosita. Poi il solito gruppo a cui ci aggreghiamo ha organizzato una visita guidata e no ho saputo dire di no.

Essendo però profondamente ignoranti in materia, io e la mezza mela ci siamo documentati vedendo prima il film del 2002 con Salma Hayek. Mi è piaciuto tantissimo. L’ho trovato duro, ma sempre ricco di poesia. Il personaggio di Frida ti affascina per la sua forza rivoluzionaria, il carattere indomabile, la voglia di vivere ad ogni costo. L’importanza dell’arte e il fascino che questa esercita su Frida la fanno da padrona. Un film che fa davvero amare la sua protagonista e riesce a spiegarne anche le tantissime sfaccettature caratteriali (non era certo un tipo facile!).

Dopo averlo visto, la mostra è stata decisamente piacevole, perché tutto è apparso più comprensibile. Onestamente mi aspettavo più quadri di Frida in mostra. Ce ne sono di belli, per carità, ma ampio spazio è lasciato anche alle opere di Diego Rivera (con cui ha diviso la vita), agli schizzi di Frida e alle pagine dei suoi diari, alle magnifiche fotografie di Nickolas Muray. Avrei voluto vedere alcuni dei quadri che si vedono nel film e mi è dispiaciuto non ritrovarli alla mostra. Complessivamente, però, ne è valsa la pena. Ho avuto l’occasione di scoprire la figura di una donna tenace, che non si è mai lasciata piegare dalla vita anche se con lei è stata durissima. Un ottimo esempio da seguire nella quotidianità. 

Faccio cose, vedo film

In ordine sparso, beccati in tv oppure su dvd, ci siamo visti:

Codice d’onore – Film vecchio, ma davvero notevole, che non avevo mai visto prima e abbiamo trovato per caso su qualche canale sconosciuto. Demi Moore giovanissima, Tom Cruise bambino (o quasi). Bello, bel ritmo, serrato, con il giusto tocco di legale e cattivi. Jack Nicholson è magnifico, ma questo forse è persino superfluo dirlo. Tom Cruise mangia schifezze spesso e volentieri, ma mi duole comunicargli che non è sexy nemmeno un decimo di quanto lo è Brad quando mangia 😉

Oblivion – Di nuovo Tom Cruise, ma questa volta in un film del 2013. Fantascienza e ambientazione post apocalittica. Non male l’idea. Buone alcune trovate, mentre altre sono scontatissime. Nel complesso però si guarda piacevolmente.

L’amore ai tempi del colera – Andato in onda il giorno della morte di Gabriel Garcia Marquez. Non ho letto il libro, ma il film mi è piaciuto molto e ci ho ritrovato molti dei tratti poetici e sognanti di Marquez. L’amore di Florentino Ariza è quello di cui ogni donna vorrebbe essere oggetto. Mi è piaciuto così tanto che mi ha fatto venire voglia di leggere il libro 😉

Hugo Cabret – carinissimo Asa Butterfield. « Mi piace immaginare che il mondo sia un unico grande meccanismo. Sai, le macchine non hanno pezzi in più. Hanno esattamente il numero e il tipo di pezzi che servono. Così io penso che se il mondo è una grande macchina, io devo essere qui per qualche motivo. E anche tu! ». Storia carina e romantica, ben resa anche grazie all’ambientazione da favola. Tantissimi i riferimenti ad altri film e opere. Forse mi ha deluso un po’ il finale, mi aspettavo qualcosa in più…

American Hustle – carino, ma me lo aspettavo con un ritmo più serrato e avvincente. Ben resa l’ambientazione negli anni 70. Christian Bale in versione calvo ciccione mi ha traumatizzata. 

Un boss in salotto – Classica commedia italiana senza grandi aspettative. La Cortellesi (secondo me MAGNIFICA), Rocco Papaleo (a tratti geniale) e Luca Argentero (che non credevo…) la rendono però simpatica e piacevole. Perfetta per passare una serata di svago.

The american – mah! Come mai George Clooney si sia fatto convincere a fare questo discutibile film ambientato in Abruzzo resterà per me un mistero. L’abbiamo visto solo perché tornati da poco dalla nostra Pasqua abruzzese eravamo incuriositi dall’ambientazione, ma l’ho trovato davvero inconcludente e scontato. Violante Placido passa nuda 3/4 delle scene in cui appare. 

Pollo alle prugne – ma quanto mi è piaciuto? 🙂 tratto dalla graphic novel di Marjane Satrapi, ne conserva intatta la poesia e l’eleganza, l’amore e la malinconia. Un film dolce e amaro allo stesso tempo che mi ha ricordato in parte Il favoloso mondo di Amélie. Tutto ha inizio in Iran nel 1950 e lì il famoso musicista di violino Nasser Ali decide di porre fine alla sua vita dopo aver perduto il suo amato violino spaccato dalla moglie. Si mette a letto e per otto giorni fra incubi e ricordi si sottrae alla vita: “Poiché nessun violino riusciva più a procurargli il piacere di suonare, Nasser Ali Khan decise di morire.” 

El Che

Con la mezza mela abbiamo approfittato de LaEffe Film Festival per farci una cultura su Ernesto Guevara, meglio noto come El Che.

Per tre venerdì di fila LaEffe ha trasmesso film sulla sua vita. Siamo partiti da I diari della motocicletta. Il film ripercorre il lungo ed avventuroso viaggio intrapreso dal giovane Ernesto Guevara (interpretato da Gael García Bernal), all’epoca laureando in medicina, ed il suo amico Alberto Granado attraverso l’America Latina. Le tappe fondamentali del loro viaggio furono il Machu Picchu ed il lebbrosario di San Pablo, oltre ad una serie di soste intermedie che permisero al giovane protagonista di osservare la miseria e la povertà del popolo latino-americano, scoprendo l’esigenza di un mondo più equo. Il film mi è piaciuto molto, è a tratti poetico, trasmette quella sana voglia giovanile di cambiare il mondo che prima o poi ha infervorato la maggior parte di noi, fa riflettere e presenta Ernesto Guevara con tutta la semplicità di un giovane in cerca di avventura che si ritrova con tante domande sulla vita. La fotografia è davvero notevole.

A seguire, il venerdì successivo, hanno trasmesso Che – L’argentino film biografico del 2008 diretto da Steven Soderbergh, basato sulla vicenda del rovesciamento della dittatura cubana di Fulgencio Batista da parte di Ernesto “Che” Guevara, interpretato da un bravissimo Benicio del Toro (sorprendentemente somigliante), e un gruppo di esuli cubani guidati da Fidel Castro, nel 1956. Come il giovane, delicato e sensibile ragazzo protagonista del primo film si possa essere gradualmente trasformato nel carismatico rivoluzionario del secondo, ancora mi sembra un evento misterioso. Il film mi è piaciuto, questa parte di storia contemporanea a scuola non credo di averla nemmeno scorsa nei libri e approfondire la conoscenza di certi personaggi che hanno fatto storia mi piace sempre. Non ho mai portato la maglia con la faccia del Che, ma certo il valore anche simbolico della sua persona mi ha affascinata come è successo a molti giovani di sinistra. Saperne di più mi sembra doveroso 😉

Per finire è andato in onda Che – Guerriglia, sempre diretto da Steven Soderbergh, basato sulle vicende del rovesciamento della Guerra Rivoluzionaria e del Movimento Simón Bolívar sorto in Bolivia nel 1965 e guidato da Ernesto Guevara. Dopo il trionfo della rivoluzione cubana, infatti, il Che decide di lasciare tutto, sua moglie, i suoi figli e tutti gli incarichi politici a Cuba per andare in Bolivia per dar vita a una nuova rivoluzione fino alla sua morte il 9 ottobre 1967 a La Higuera. Questa seconda parte dell’opera di Soderbergh mi è piaciuta meno, sicuramente evidenzia importanti aspetti della società boliviana, ma di fatto rimane un po’ piatto e a tratti pesante.

Nel complesso la visione dei tre film mi è proprio piaciuta! Ora aspettiamo di sapere cosa ci riserva LaEffe per il proseguimento del Film festival 🙂 perché se non sbaglio il prossimo dovrebbe essere Pollo alle prugne e, se è così, non me lo posso perdere!

Storia di una ladra di libri

The book thief l’ho amato profondamente. 

Il film sono andata a vederlo forte del parere positivo di Sabry e devo dire che sono uscita molto soddisfatta. Solo all’inizio ho avuto una piccolo perplessità perché nella mia testa mi ero immaginata una voce narrante femminile, ma Stefano Benassi riesce magistralmente a rendere “il personaggio” al meglio. 

Per il resto ho trovato il film davvero all’altezza delle mie aspettative. Bella la fotografia, bravissima Sophie Nélisse nei panni di Liesel e semplicemente perfetti Geoffrey Rush ed Emily Watson nel ruolo dei genitori. Rudy è adorabile! Il film ha soddisfatto anche la mezza mela che non aveva letto il libro e che di solito fugge le storie del genere.

Inutile dire che ho pianto in modo imbarazzante, alla fine avevo proprio i singhiozzi (solo io tra i venti spettatori in sala, com’è possibile???) e sono uscita con gli occhi gonfi come palloni. Fortuna che avendo già pianto per il libro ero preparata! 😉

Consigliatissimo, ma prima leggete il libro!!! 

“Giù in platea sedie di legno, gole secche per la sete d’eroi…”

È tantissimo che non vi dico dei film che abbiamo visto. Ne ho accumulati un bel po’, tanto che di sicuro qualcuno mi sfuggirà anche! Allora, più e meno e senza grande ordine, ci siamo visti:

Love Actually: era tanto che dovevo vederlo e la Manes aveva minacciato di togliermi il saluto 😉 Molto carino. Mark fa la dichiarazione d’amore più romantica di sempre, ma… Posso dire che mi dispiace da matti perché avrei voluto un finale più lieto? Billy Mack è un personaggio semplicemente geniale e ho rivalutato Hugh Grant, che non è tra i miei attori preferiti, mentre in questo film ne esce alla grande. Mi è piaciuto!!!

Vita di Pi: film molto particolare, che mi è proprio piaciuto. L’intera storia è raccontata dal punto di vista di Pi da grande, il quale si rivolge a uno scrittore in cerca di spunti creativi e potenzialmente interessato a trarre dalla sua vicenda un libro. C’è di tutto in questo film: avventura, filosofia, religione, speranza. Bellissima la frase che il padre dice al protagonista che abbraccia tutte le religioni con cui si trova a confrontarsi: “preferisco che tu creda in qualcosa con cui io non concordo piuttosto che accettare tutto ciecamente”. Bel film, ora sarei curiosa di leggere il libro… 

A proposito di Davis: inizio a pensare di non essere fatta per il film d’autore. L’unica cosa che mi è piaciuta è la presenza del gatto che accompagna il protagonista durante il film. Per il resto io non sono riuscita ad apprezzare il famoso humor ebraico di cui dicono sia pieno il film. Apprezzabile la colonna sonora (anche perché il protagonista da il musicista).

Monuments Men: bello! Forse, a voler trovare il pelo nell’uovo, un pochino lento. D’altra parte gli unici due modi che mi vengono in mente per ravvivarlo (più azione o più humor) sarebbero state entrambe incompatibili con il tenore del film. Bella storia e ben raccontata. Cate Blanchett è notevole e nell’accoppiata con Matt Damon finziona alla grande. Consigliato.

Il momento di uccidere: vecchio film (1996) beccato su Rete4 per caso. Cast pazzesco (Sandra Bullock, Matthew McConaughey, Samuel L. Jackson e Kevin Spacey) per un bel film tratto da un romanzo di Grisham. Non l’avevo mai visto e invece merita proprio. 

Qualcuno come te: anche questo visto per caso il sera di San Valentino perché trasmesso da qualche rete sconosciuta. Con Ashley Judd ed un Hugh Jackman bambino (ma già notevole). Commedia romantica carina e piacevole, per una serata di svago è perfetto.

Gigantic: trasmesso da LaEffe. C’è un notevole John Goodman, ma per il resto mi è sembrato davvero scarsino. Confesso di averlo visto solo perché il protagonista alla fine adotta una bambina cinese 🙂

Il principe abusivo: io guardo sempre con diffidenza a queste commedie italiane, ma la mezza mela era in “fase Siani” e l’abbiamo visto. Be’, mi sono dovuta ricredere. Il film è carino, leggero ma non stupido, Siani lavora molto bene ed è affiancato da una Serena Autieri fantastica e da un Christian De Sica che mi ha davvero sorpresa (mentre di solito non mi piacciono i ruoli che interpreta). Carino! 

di sicuro abbiamo visto anche altre cose, ma ora non me le ricordo 😉

Niente pop corn e tre dvd

Nelle serate invernali stare davanti alla tv a vedere un bel film è sempre piacevole. Nell’ordine abbiamo visto:

Il mio grosso grasso matrimonio greco – la mezza mela non lo aveva mai visto (scandalo!) e così io ho approfittato per rivederlo.  Carino carino carino. Di quei film che sanno essere leggeri e piacevoli anche trattando temi che non sono per niente scemi. La scena in cui Toula comunica a zia Voula che Ian è vegetariano, secondo me, meriterebbe l’oscar! 🙂

Pomodori verdi fritti alla fermata del treno – è da quando ho letto il libro che avevo voglia di vederlo. Non esaltante come il libro, ma comunque un bel film, di quelli che contengono tante storie e tanti messaggi, di quelli che li vedi e ti scaldano il cuore.  

La grande bellezza – e qui criticatemi pure, perché a me, nel complesso il film non è piaciuto. Per carità, non sono scema (non tanto almeno) capisco la ricercatezza, vedo la perfezione della fotografia, ho apprezzato i dialoghi essenziali, giocati su assonanze, contrapposizioni, scelte poetiche,… ma poi? Poi resta solo la magistrale prestazione di Toni Servillo e poco di più. E’ un film che secondo me (che sono una vera ignorante in fatto di cinema) resta prigioniero della sua voglia di distinguersi. Non mi ha fatta vibrare come mi aspettavo. Peccato.

mi consigliate qualche bel film (non per forza recente) da vedere? Non mi consigliate horror che poi non dormo!

Il paradiso degli orchi – il film

Sarà che ho letto il libro di Pennac una vita fa e alcuni dettagli non li ricordo benissimo (quindi non potevo fare troppo la pignola), ma questo film mi ha incantata. E’ deliziosamente parigino, magnificamente francese e sfacciatamente poetico. Sono uscita dalla sala con la soddisfazione di chi ha visto un bel film e con un amore incondizionato per la famiglia Malaussène.

Soliti stravolgimenti (d’obbligo a quanto pare), ma nel complesso la poesia di Pennac è stata conservata in modo impeccabile. Un po’ di umorismo spicciolo e un po’ di trovate accattivanti da poco, ma nel complesso il film è arrivato a colpire il segno. Mi è anche piaciuta la scelta dellla fotografia così luminosa e quasi da fumetto, perché l’originalità del mondo creato da Pennac in qualche modo meritava di essere resa. Il Piccolo è delizioso, Jéremy mi fa impazzire e Therèse la immaginavo davvero così.  Raphaël Personnaz nei panni di Benjamin Malaussène l’ho trovato perfetto.

Voglio una famiglia come i Malaussène!!! 🙂 (e mi è venuta una sconvolgente voglia di rileggere il libro)

Un film lungo una nuvoletta

Prendo spunto dal meme di Fragola e di Katiu e mi cimento anche io. Come cinefila sono scarsissima, quindi non me ne vogliate. In cosa consiste il gioco? Indicare un film per anno, da quando sono nata ad oggi… Pronti… Via!!!

1980 – Bianco, rosso e Verdone. Più classico di così, si muore.
1981 – Ricomincio da tre. “Massimiliano viene scostumato…” perle di saggezza alla Troisi.
1982 – Blade runner (anche se ci sarebbe pure E.T….). Alzi la mano chi non ha mai detto “Io ne ho viste cose che voi umani non potreste immaginare...”.
1983 – Flashdance. E da lì partiva la fissa per gli scaldamuscoli!
1984 – Non ci resta che piangere. Perché bisogna provare, provare, provare, provare,…
1985 – Ladyhawke. Una storia di una poesia senza pari.
1986 – Navigator. Visto, rivisto e ririvisto. Se lo passano alla tele, non so resistere.
1987 – Dirty Dancing. Il più classico dei classici
1988 – Nuovo cinema paradiso. Innamorata di Salvatore Cascio 🙂
1989 – Harry ti presento Sally e L’attimo fuggente. Stesso giudizio per entrambi: Bello tutto, dall’inizio alla fine, lo riguardi ed è sempre bello.
1990 – Pretty Woman (“non stiamo insieme. Lo uso solo per il sesso”) pari merito con Ghost. Grandi sorrisi per il primo e infinite lacrime per il secondo.
1991 – Thelma & Louise. E non lo scelgo solo per Brad… 😉

1992 – Scent of a woman. Al Pacino da applausi.
1993 – Schindler’s List. Lacrime a go-go.
1994 – Forrest Gump. Capolavoro vero.
1995 – I soliti sospetti. Uno dei film preferiti della mezza mela.
1996 – Sleepers (ma di sicuro quello più visto di quell’anno è Il ciclone)
1997 – Will Hunting. Grandioso Matt Damon.
1998 – Train de vie. Poetico e doloroso.
1999 – Fight Club (voglio dire, ma l’avete visto Brad???) ma ci sarebbe anche Il miglio verde
2000 – Billy Elliot. Magnifico Jamie Bell. Gran bel film!
2001 – Il favoloso mondo di Amelie. Ma quanto mi è piaciuto??? 🙂
2002 – Era mio padre. “A chi mi chiede se Michael Sullivan era una brava persona o solo un poco di buono,Io do sempre la stessa risposta: Era mio padre.
2003 – La meglio gioventù. Un quadro bellissimo dell’Italia.
2004 – Se mi lasci ti cancello. Sorvolando sull’indegna traduzione del titolo, un film bellissimo.
2005 – Romanzo criminale. Trovarsi senza accorgersene a fare il tifo per i cattivi…
2006 – Il diavolo veste Prada. In realtà quest’anno ci sono un sacco di film che mi sono piaciuti, ma le gran risate che ci facciamo ogni volta che paragoniamo il capo a Miranda fanno vincere questo.
2007 – Reign over me (Adam Sandler in un versione che rende merito alle sue qualità di attore) pari merito con Mio fratello è figlio unico (Elio Germano spettacolare, basato su un gran bel libro).
2008 – Kung fu Panda 🙂
2009 – Bastardi senza gloria. Forse l’unico di Tarantino che non mi è dispiaciuto. (sì, lo so, non capisco niente…)
2010 – Mine vaganti. Capolavoro!!! 
2011 – Quasi amici. Trattare un tema delicato senza buonismo. Applausi.
2012 – Magnifica presenza. Elio Germano mi incanta sempre.
2013 – Cattivissimo me 2 🙂 Minions for president

Cattivissimo Me 2

Bello bello bello. Animazione a dir poco perfetta, storia che funziona, non è il classico seguito sotto tono, ha delle trovate notevoli e la risata è assicurata.

I Minions dovrebbero vincere l’oscar come personaggio non protagonista perché sono una delle più geniali idee di sempre. Li adoro.

Margo, Edith e Agnes mi fanno impazzire (e voglio un unicorno come quello di Agnes!).

Chiaramente alla fine, quando Agnes sale sul tavolo, ho pianto come una fontana.

Da quando abbiamo visto il cartone la mia frase preferita è “posso essere la prima a dire schifo? Schifo!” (cit. Edith), alternata al classico “BEE-DO-BEE-DO-BEE-DOOO” molto utile se devo attirare l’attenzione della mezza mela 🙂