Faccio cose, vedo film

In ordine sparso, beccati in tv oppure su dvd, ci siamo visti:

Codice d’onore – Film vecchio, ma davvero notevole, che non avevo mai visto prima e abbiamo trovato per caso su qualche canale sconosciuto. Demi Moore giovanissima, Tom Cruise bambino (o quasi). Bello, bel ritmo, serrato, con il giusto tocco di legale e cattivi. Jack Nicholson è magnifico, ma questo forse è persino superfluo dirlo. Tom Cruise mangia schifezze spesso e volentieri, ma mi duole comunicargli che non è sexy nemmeno un decimo di quanto lo è Brad quando mangia 😉

Oblivion – Di nuovo Tom Cruise, ma questa volta in un film del 2013. Fantascienza e ambientazione post apocalittica. Non male l’idea. Buone alcune trovate, mentre altre sono scontatissime. Nel complesso però si guarda piacevolmente.

L’amore ai tempi del colera – Andato in onda il giorno della morte di Gabriel Garcia Marquez. Non ho letto il libro, ma il film mi è piaciuto molto e ci ho ritrovato molti dei tratti poetici e sognanti di Marquez. L’amore di Florentino Ariza è quello di cui ogni donna vorrebbe essere oggetto. Mi è piaciuto così tanto che mi ha fatto venire voglia di leggere il libro 😉

Hugo Cabret – carinissimo Asa Butterfield. « Mi piace immaginare che il mondo sia un unico grande meccanismo. Sai, le macchine non hanno pezzi in più. Hanno esattamente il numero e il tipo di pezzi che servono. Così io penso che se il mondo è una grande macchina, io devo essere qui per qualche motivo. E anche tu! ». Storia carina e romantica, ben resa anche grazie all’ambientazione da favola. Tantissimi i riferimenti ad altri film e opere. Forse mi ha deluso un po’ il finale, mi aspettavo qualcosa in più…

American Hustle – carino, ma me lo aspettavo con un ritmo più serrato e avvincente. Ben resa l’ambientazione negli anni 70. Christian Bale in versione calvo ciccione mi ha traumatizzata. 

Un boss in salotto – Classica commedia italiana senza grandi aspettative. La Cortellesi (secondo me MAGNIFICA), Rocco Papaleo (a tratti geniale) e Luca Argentero (che non credevo…) la rendono però simpatica e piacevole. Perfetta per passare una serata di svago.

The american – mah! Come mai George Clooney si sia fatto convincere a fare questo discutibile film ambientato in Abruzzo resterà per me un mistero. L’abbiamo visto solo perché tornati da poco dalla nostra Pasqua abruzzese eravamo incuriositi dall’ambientazione, ma l’ho trovato davvero inconcludente e scontato. Violante Placido passa nuda 3/4 delle scene in cui appare. 

Pollo alle prugne – ma quanto mi è piaciuto? 🙂 tratto dalla graphic novel di Marjane Satrapi, ne conserva intatta la poesia e l’eleganza, l’amore e la malinconia. Un film dolce e amaro allo stesso tempo che mi ha ricordato in parte Il favoloso mondo di Amélie. Tutto ha inizio in Iran nel 1950 e lì il famoso musicista di violino Nasser Ali decide di porre fine alla sua vita dopo aver perduto il suo amato violino spaccato dalla moglie. Si mette a letto e per otto giorni fra incubi e ricordi si sottrae alla vita: “Poiché nessun violino riusciva più a procurargli il piacere di suonare, Nasser Ali Khan decise di morire.” 

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El Che

Con la mezza mela abbiamo approfittato de LaEffe Film Festival per farci una cultura su Ernesto Guevara, meglio noto come El Che.

Per tre venerdì di fila LaEffe ha trasmesso film sulla sua vita. Siamo partiti da I diari della motocicletta. Il film ripercorre il lungo ed avventuroso viaggio intrapreso dal giovane Ernesto Guevara (interpretato da Gael García Bernal), all’epoca laureando in medicina, ed il suo amico Alberto Granado attraverso l’America Latina. Le tappe fondamentali del loro viaggio furono il Machu Picchu ed il lebbrosario di San Pablo, oltre ad una serie di soste intermedie che permisero al giovane protagonista di osservare la miseria e la povertà del popolo latino-americano, scoprendo l’esigenza di un mondo più equo. Il film mi è piaciuto molto, è a tratti poetico, trasmette quella sana voglia giovanile di cambiare il mondo che prima o poi ha infervorato la maggior parte di noi, fa riflettere e presenta Ernesto Guevara con tutta la semplicità di un giovane in cerca di avventura che si ritrova con tante domande sulla vita. La fotografia è davvero notevole.

A seguire, il venerdì successivo, hanno trasmesso Che – L’argentino film biografico del 2008 diretto da Steven Soderbergh, basato sulla vicenda del rovesciamento della dittatura cubana di Fulgencio Batista da parte di Ernesto “Che” Guevara, interpretato da un bravissimo Benicio del Toro (sorprendentemente somigliante), e un gruppo di esuli cubani guidati da Fidel Castro, nel 1956. Come il giovane, delicato e sensibile ragazzo protagonista del primo film si possa essere gradualmente trasformato nel carismatico rivoluzionario del secondo, ancora mi sembra un evento misterioso. Il film mi è piaciuto, questa parte di storia contemporanea a scuola non credo di averla nemmeno scorsa nei libri e approfondire la conoscenza di certi personaggi che hanno fatto storia mi piace sempre. Non ho mai portato la maglia con la faccia del Che, ma certo il valore anche simbolico della sua persona mi ha affascinata come è successo a molti giovani di sinistra. Saperne di più mi sembra doveroso 😉

Per finire è andato in onda Che – Guerriglia, sempre diretto da Steven Soderbergh, basato sulle vicende del rovesciamento della Guerra Rivoluzionaria e del Movimento Simón Bolívar sorto in Bolivia nel 1965 e guidato da Ernesto Guevara. Dopo il trionfo della rivoluzione cubana, infatti, il Che decide di lasciare tutto, sua moglie, i suoi figli e tutti gli incarichi politici a Cuba per andare in Bolivia per dar vita a una nuova rivoluzione fino alla sua morte il 9 ottobre 1967 a La Higuera. Questa seconda parte dell’opera di Soderbergh mi è piaciuta meno, sicuramente evidenzia importanti aspetti della società boliviana, ma di fatto rimane un po’ piatto e a tratti pesante.

Nel complesso la visione dei tre film mi è proprio piaciuta! Ora aspettiamo di sapere cosa ci riserva LaEffe per il proseguimento del Film festival 🙂 perché se non sbaglio il prossimo dovrebbe essere Pollo alle prugne e, se è così, non me lo posso perdere!

Due serate a teatro… senza muoversi dal divano!

La programmazione di Rai5 prevede spesso spettacoli teatrali. Lo abbiamo scoperto casualmente, grazie alla sindrome da zapping furioso di cui è affetta la mezza mela.

In questo modo abbiamo visto prima Monsiuer Malausséne, tratto dall’opera del mio adorato Pennac e interpretato da un Claudio Bisio che non ti aspetti. Bello! Poetico ma leggero, profondo ma mai pesante. Se si ama Pennac e la famiglia Malausséne secondo me vale la pena di vederlo, ma vale la pena anche soltanto se il coniuge vi assicura che non ve ne pentirete: la mezza mela alla fine era molto soddisfatta 😉 Io ho rinnovato il mio amore per Benjamin e la sua strampalata famiglia al punto che mi è venuta voglia di riprenderli in mano. Chissà se mi lascerò tentare alla fine…

Mercoledì scorso, invece, c’era proprio Daniel Pennac in persona che leggeva un adattamento teatrale del suo Diario di un corpo. Non è bravo solo a scrivere, ma anche a recitare! Lo spettacolo era in francese (che rispolverarlo un po’ non fa mai male) con sottotitoli in italiano. Anche questo è uno spettacolo godibilissimo che ha apprezzato anche la mezza mela digiuna di Pennac (ma ci sto lavorando su, eh!).

Ora ho scoperto dalla pubblicità che sabato sera faranno Per me si va nella città dolente con Albertazzi. Dubito che riusciremo a vederlo, ma spero proprio di riuscire poi a recuperarlo guardandolo on line!

“Giù in platea sedie di legno, gole secche per la sete d’eroi…”

È tantissimo che non vi dico dei film che abbiamo visto. Ne ho accumulati un bel po’, tanto che di sicuro qualcuno mi sfuggirà anche! Allora, più e meno e senza grande ordine, ci siamo visti:

Love Actually: era tanto che dovevo vederlo e la Manes aveva minacciato di togliermi il saluto 😉 Molto carino. Mark fa la dichiarazione d’amore più romantica di sempre, ma… Posso dire che mi dispiace da matti perché avrei voluto un finale più lieto? Billy Mack è un personaggio semplicemente geniale e ho rivalutato Hugh Grant, che non è tra i miei attori preferiti, mentre in questo film ne esce alla grande. Mi è piaciuto!!!

Vita di Pi: film molto particolare, che mi è proprio piaciuto. L’intera storia è raccontata dal punto di vista di Pi da grande, il quale si rivolge a uno scrittore in cerca di spunti creativi e potenzialmente interessato a trarre dalla sua vicenda un libro. C’è di tutto in questo film: avventura, filosofia, religione, speranza. Bellissima la frase che il padre dice al protagonista che abbraccia tutte le religioni con cui si trova a confrontarsi: “preferisco che tu creda in qualcosa con cui io non concordo piuttosto che accettare tutto ciecamente”. Bel film, ora sarei curiosa di leggere il libro… 

A proposito di Davis: inizio a pensare di non essere fatta per il film d’autore. L’unica cosa che mi è piaciuta è la presenza del gatto che accompagna il protagonista durante il film. Per il resto io non sono riuscita ad apprezzare il famoso humor ebraico di cui dicono sia pieno il film. Apprezzabile la colonna sonora (anche perché il protagonista da il musicista).

Monuments Men: bello! Forse, a voler trovare il pelo nell’uovo, un pochino lento. D’altra parte gli unici due modi che mi vengono in mente per ravvivarlo (più azione o più humor) sarebbero state entrambe incompatibili con il tenore del film. Bella storia e ben raccontata. Cate Blanchett è notevole e nell’accoppiata con Matt Damon finziona alla grande. Consigliato.

Il momento di uccidere: vecchio film (1996) beccato su Rete4 per caso. Cast pazzesco (Sandra Bullock, Matthew McConaughey, Samuel L. Jackson e Kevin Spacey) per un bel film tratto da un romanzo di Grisham. Non l’avevo mai visto e invece merita proprio. 

Qualcuno come te: anche questo visto per caso il sera di San Valentino perché trasmesso da qualche rete sconosciuta. Con Ashley Judd ed un Hugh Jackman bambino (ma già notevole). Commedia romantica carina e piacevole, per una serata di svago è perfetto.

Gigantic: trasmesso da LaEffe. C’è un notevole John Goodman, ma per il resto mi è sembrato davvero scarsino. Confesso di averlo visto solo perché il protagonista alla fine adotta una bambina cinese 🙂

Il principe abusivo: io guardo sempre con diffidenza a queste commedie italiane, ma la mezza mela era in “fase Siani” e l’abbiamo visto. Be’, mi sono dovuta ricredere. Il film è carino, leggero ma non stupido, Siani lavora molto bene ed è affiancato da una Serena Autieri fantastica e da un Christian De Sica che mi ha davvero sorpresa (mentre di solito non mi piacciono i ruoli che interpreta). Carino! 

di sicuro abbiamo visto anche altre cose, ma ora non me le ricordo 😉

Gemme dell’impressionismo

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Continuano i nostri occasionali sabati da turisti a Roma 🙂 Accompagnati da una giornata che sembrava primaverile, questa volta siamo stati a vedere la mostra Gemme dell’Impressionismo all’Ara Pacis. 

Nella mostra sono esposti i quadri provenienti dalla National Gallery of Art di Washington. Forse non si tratta dei quadri più famosi degli autori, ma ho apprezzato il fatto di vedere opere che non avevo già visto in giro in altri musei e che sono dei capolavori anche ai miei occhi di profana. La mostra è divisa in temi e questo consente anche di vedere come autori diversi si siano avvicinati allo stesso tema. Il ripasso sull’impressionismo e le sue origini (consiglio vivamente la visita guidata) mi è piaciuto molto e tra i quadri qualcuno lo avrei ammirato per ore 😉 

Tre i miei nuovi quadri preferiti: “Ritratto di Carmen Gaudin” di Henri de Toulouse Lautrec, “Campi di fiori in Olanda” di Vincent Van Gogh e “Cogliendo i fiori” di Auguste Renoir. 

Per chi fosse interessato segnalo che proprio da ieri sera abbiamo casualmente scoperto che Rai5 dedica 4 puntate agli impressionisti. Le rivoluzionarie e magiche pennellate di Pissarro, Monet, Renoir, Degas o Caillebotte svelate al pubblico dal giornalista esperto d’arte Waldemar Januszczak. Confesso che all’inizio ero un po’ scettica perché lo stile del documentario è un po’ scherzoso, ma alla fine sono rimasta a vederlo fino alla fine e mi sono alzata molto soddisfatta!  Ecco il link.

Una mamma IMperfetta

A casa mezza mela c’è una nuova consuetudine: se riusciamo non ci perdiamo la striscia quotidiana di Una mamma IMperfetta.

Si tratta di una serie televisiva diretta da Ivan Cotroneo composta da 25 episodi di 8 minuti ciascuno che va in onda su RaiDue subito dopo il tg.

La trama della serie ruota attorno al personaggio principale, Chiara (Lucia Mascino), che realizza una specie di video diario quotidiano nel quale affronta i problemi di una mamma moderna alle prese con figli, lavoro e marito (Fausto Sciarappa). La protagonista è affiancata da tre amiche Irene (Anna Ferzetti), Claudia (Vanessa Compagnucci) e Marta (Alessia Barela), con le quali fa colazione per pochi minuti nel bar di fronte alla scuola dei bambini (che tra l’altro è un posto su via Flaminia dove mi è capitato spesso di pranzare).

Trovo che sia davvero ben fatto, originale e intelligente.  Edoardo Eboli che interpreta Antonio, il figlio di Chiara, è bravissimo e Marta è l’amica cinica che ognuno di noi ha (o dovrebbe avere!).

Se non lo avete mai visto, ve lo consiglio. Lo trovate qui.

L’arte di arrangiarsi

Nuova serie su Rai5 che ha catturato la nostra attenzione. Il giornalista Sebastien Perez ha realizzato una serie di documentari davvero originali: in giro per il mondo, prevalentemente in paesi poveri, è entrato in contatto con tutte quelle persone che hanno fatto dell’arte di arrangiarsi uno stile di vita. Diciamo che lo slogan potrebbe essere: la mancanza di ricchezza aguzza l’ingegno.

Non si tratta di documentari turistici, quella che viene esaltata è l’umanità e l’immensa capacità d’inventiva umana che nei paesi industrializzati e capitalistici non deve essere sfruttata al massimo. Negli ultimi giorni abbiamo visto le puntate sulle Filippine e sulla Romania e l’inventiva umana mi ha lasciata sbalordita. Ci sono persone in grado di tirare fuori, plasmandola con il proprio ingegno, QUALSIASI COSA da quella che noi chiamiamo spazzatura.

Certo, la realtà che presenta non è sempre rosea, ma dimostra la volontà potente di alcune persone di farcela nonostante tutto, con dignità e buona volontà. Se ne volete un assaggio, basta un giro su youtube 😉

BIGnomi

Li avete mai visti? 🙂 

BigNomi è un app – disponibile su store Android e Apple – attraverso la quale è possible ripassare contenuti scolastici. L’idea riprende il noto “bignami”, ma questa volta salgono in cattedra professori sui generis come Paola Cortellesi, Fiorello, Lillo e Greg, Alessandro Siani, Max Pezzali… Sono loro a raccontare un personaggio o un particolare periodo storico. Cento video di una durata massima di cento secondi l’uno, per ripassare storia e letteratura italiana sullo smartphone. Dalla storia romana al futurismo, passando per Dante e Manzoni, gli argomenti sono riassunti e spiegati in modo semplice nello stile del personaggio che interpreta quel determinato video.

Uno o due video vengono trasmessi ogni sera da Rai5 verso le 20.30, ma li potete trovare su Youtube o sul sito della Rai. 

Le spiegazioni sono semplici e schematiche, dirette ed essenziali come i vecchi Bignami. Mi piace vedere quanto mi ricordo di ogni argomento e confontarmi con la mezza mela 😀

Booktrailer

Ieri sera, prima di andare a letto, la mezza mela ha trovato una breve trasmissione su Rai5 in cui parlavano di booktrailer.

Ovviamente mi sono incuriosita e ci siamo fermati a guardarla. Si parlava del Cortina Metraggio, evento che si è tenuto a Marzo, in cui si è dato ampio spazio al nuovo fenomeno dei booktrailer. Registi, autori, editori hanno rappresentato quella che secondo loro è la forma migliore per il booktrailer. Per quanto mi riguarda li preferisco “asettici”, non devono darmi troppe informazioni e non devono condizionare la mia immaginazione (quindi meglio se i protagonisti non si vedono, sennò finisco inevitabilmente per avere un’idea preconcetta di come sono). Mi è piaciuto molto quello di Cose che nessuno sa di D’Avenia (che tra l’altro aspetta di essere letto). 

Durante la visione ad un certo punto è passato il booktrailer di un libro e io mi sono immobilizzata. Poi ho detto alla mezza mela: “ma io questo l’ho letto in una catena su anobii!!! E’ lui! Mi era piaciuto un sacco, scritto davvero bene, sono contenta che lo abbia pubblicato una casa editrice più grande“. Poi sono andata a spulciare su internet e ho scoperto che Thomas Jay è stato pubblicato da Fazi Editore (tra l’altro con un mare di polemiche…) e, soprattutto, ho scoperto che vengo citata anche io!!! Esattamente qui viene riportata una piccola parte della recensione che scrissi a suo tempo dopo averlo letto. Sono famosa!!! 😀

Con i tuoi occhi

La nuova passione mia e della mezza mela sono i documentari di viaggio su Rai 5 (nel caso ci fosse necessità di incrementare la nostra voglia di viaggiare!). In particolar modo non ci perdiamo una puntata di Con i tuoi occhi di e con Sophie Massieu, 36 anni, giornalista francese, non vedente dalla nascita. Per la realizzazione di questo programma la Massieu ha girato 23 diversi paesi in compagnia del suo fedele e meraviglioso Pongo, un cane dalmata che è i suoi occhi e la sua guardia del corpo.

I documentari realizzati sono belli ed interessanti non solo perché la Massieu non si sottrae ad alcuna sfida (ha scalato un albero alto 20 metri, fatto kitesurf, parapendio, provato la capoeira…), ma perché la sua cecità diventa un valore aggiunto per descrivere il mondo attraverso gli altri sensi. A volte fa commenti su quello che le raccontano, che le fanno toccare o sentire che ti portano a dire “non ci avevo mai pensato in questi termini!” Mi ricorda un po’ le sensazioni provate leggendo La lunga vita di Marianna Ucrìa, in cui la Maraini non può ricorrere nelle descrizioni a suoni e conversazioni essendo la sua protagonista sordomuta e deve quindi dare risalto maggiore agli altri sensi. Ecco i documentari di Sophie e Pongo ti mostrano il mondo ricordandoti di usare tutti e 5 i sensi, non solo la vista.

Sarò diventata sentimentale, ma l’amore e la devozione di Pongo per Sophie mi scaldano il cuore!