Nuove, deliranti follie!

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Con il Club di Jane Austen ci siamo date alla lettura di Via col Vento. Non credevo, sono sincera, ma il romanzo mi sta prendendo tantissimo, così tanto che ad un certo punto ho deciso: la versione ebook è sicuramente la più comoda, ma voglio una versione cartacea da tenere in libreria da regalare ad una giovane nipote quando sarò vecchia.

La follia però non finisce qui, perché io il libro lo voglio usato, già vissuto, passato per altre mani, che abbia fatto sognare altre menti.

Su internet c’è, ho già verificato e potrei anche scegliere tra varie edizioni. Mi sono però incaponita a cercarlo sui banchetti dell’usato. Dopo averne già esplorati un po’, posso dirvi che Via col vento chi ce l’ha, se lo tiene! A quanto pare è più facile trovare 50€ per strada che una copia del romanzo della Mitchell. Ovviamente la cosa mi ha fatto venire ancora più voglia di trovarlo.

Il problema è che rovistando rovistando, ogni volta trovo altri libri che voglio leggere e a prezzi talmente stracciati e in edizioni così dannatamente vintage che alla fine non so resistere e così mi sono già portata a casa: Insciallah e Penelope alla guerra della Fallaci e Una bambina della Hayden (consigliato da Monica). Il tutto per soli 8 euro in tutto!!!

Se non mi sbrigo a trovare Via col vento, la pulsione potrebbe diventare pericolosa… chissà che altri bei libri si nascondono in quei banchetti confusionari 🙂

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Wish list

Su aNobii ho una wish list lunga 13 pagine. 

Ho almeno 70 libri da leggere più un’infinità di ebook che non ho nemmeno inserito.

Ora io mi chiedo: sarà sano e normale che io invece di leggere i libri che ho già o che ho già individuato, continui maniacalmente a farmi attrarre da nuove letture che non c’entrano nulla con quelle già in attesa? Sarà normale che se solo un’amica mi parla di un libro carino, io non sappia resistere? Sarà normale che non riesco a leggere con metodo anche se me lo prefiggo ogni volta?

No, perché di questo passo io quello che è in wish list non lo leggerò mai…

La strada celeste

Più riguardo a La strada celeste

Quando nella sfida dell’autore iniziano ad uscire lettere simpatiche come la X, trovare qualcosa da leggere si fa più difficile.

Per fortuna questa volta Sabry è venuta in mio aiuto e tra i titoli che mi ha suggerito ho scelto La strada celeste di Xinran.

Si tratta di un romanzo/testimonianza sulla storia di Wen donna cinese dall’incredibile forza d’animo che parte alla ricerca del marito disperso in Tibet nei primi anni settanta. Nel libro si intrecciano i ricordi di Xinran al racconto di Wen, la cultura cinese si incontra e si scontra con quella tibetana.

Nonostante lo scetticismo iniziale, il libro si è rivelato interessante. Apre una finestra su una cultura sconosciuta e diversa e per questo mi ha affascinata. Spiega la tradizione della sepoltura celeste, che è una roba che farebbe impallidire persino Katiu (che di roba truculenta è un’esperta), e altre varie tradizioni tibetane.

Il libro è breve e ben scritto. A tratti sembra decisamente inverosimile, ma l’autrice lo presenta come una storia vera e alla fine niente sa essere più assurdo della vita, quindi potrebbe anche essere. Nel complesso interessante!

P.S. avevo scritto un post dove spiegavo perché sono sparita. Per una felice combinazione di tasti ho cancellato tutto -_- Vabbè, tanto era solo la descrizione della mia settimana assurda, non vi siete persi niente!

Il messaggio segreto delle farfalle

Probabilmente non avrei mai letto di mia iniziativa questo libro, ma nella sfida dell’autore è uscita la lettera U e questo passava la casa 😉

Più riguardo a Il messaggio segreto delle farfallePurtroppo il libro non mi ha entusiasmata. Sicuramente scorrevole, leggero, veloce… ed è questo il suo grande limite. Layla Al-‘Uthman racconta una storia di una cultura lontana e pressocché sconosciuta per noi occidentali però l’autrice non approfondisce mai con mi sarebbe piaciuto. In certi punti che la vicenda sia ambientata in Kuwait sembra quasi irrilevante e questo a mio avviso è un gran peccato. Avrei voluto che spiegasse meglio le tradizioni, la cultura, le abitudini, così invece sembra solo una storia lontana con una protagonista che non riesce a far comunicare la sua parte moderna e ribelle, con quella rispettosa delle tradizioni ed umile. 

La storia mi sembrava anche prestarsi a questo genere di approfondimento. Nadia viene costretta dai genitori a sposare un uomo vecchio e crudele, ma incredibilmente ricco.Viene imprigionata da lui nel suo palazzo, dove è costretta a sopportare ogni genere di angheria e di cattiveria. Questa però è solo la prima parte della storia che prende poi una piega inattesa…

Insomma secondo me i presupposti c’erano, peccato che lo sviluppo sia rimasto ad uno stadio così leggero.

Il nostro Club di Jane Austen

Da oggi comincia una nuova avventura! 🙂 MagicamenteMe ha dato vita ad un Club di lettura dei romanzi di Jane Austen e di certo non potevo tirarmi indietro! Ogni mese leggeremo un suo romanzo e lo commenteremo insieme nel gruppo di lettura su Facebook. Per la prima volta non solo leggerò, ma rileggerò anche. La Austen mi ha proprio stregata!

Questo è il calendario:

Aprile – Persuasione

Maggio – L’abbazia di Northanger

Giugno – Emma

Luglio – Mansfield Park

Agosto – Orgoglio e Pregiudizio

Settembre – Ragione e sentimento

Ottobre – Lady Susan (non è ancora sicuro, ma è probabile)

Quindi da oggi si parte con la lettura di Persuasione (che è uno di quelli che io non ho letto), sei capitoli a settimana. Pronti…via!

Ansia da prestazione

Ok, inizio ad avere il sospetto di aver esagerato con gli impegni letterari.

Nel mese di aprile mi aspettano:

Nove vite come i gatti di Margherita Hack per la Sfida dell’Autore

Persuasione di Jane Austen per il Club di Jane Austen (sul quale seguirà post a breve)

The Help di Kathryn Stockett mi sta arrivando per posta direttamente dalla staffetta letteraria

Mi consolo pensando che se mi prenderanno, come credo e spero, alla fine non sarà poi così difficile 😉 In compenso alla fine del mese avrò ben tre libri di donne da aggiungere alla sfida al femminile 😀

I 7 peccati capitali della lettura

Copio dal blog di Federica questo meme che ha già spopolato:

1. Avarizia: Qual è il tuo libro più costoso? E quello meno? Libri costosi forse qualche raccolta di foto, libri di viaggi che compriamo con la mezza mela per ricordo,… Tra quelli più economici direi Romeo e Giulietta vecchissima edizione Newton a 1.000 lire (quelli sì che erano affari!).

2. Ira: Con quale autore hai un rapporto di amore/odio? In realtà con nessuno, anche se mi capita di arrabbiarmi molto quando un autore che amo scrive qualcosa che secondo me non è “all’altezza” o se viene pubblicato qualcosa di suo per un evidente scopo commerciale.

3. Gola: Quale libro hai divorato e riletto in continuazione senza alcuna vergogna? Divorati tanti, riletti solo Seta di Baricco in tutta la mia vita di lettrice. 

4. Pigrizia: Quale libro hai tralasciato o messo da parte per pigrizia? Golden Bats and pink pigeon di Durrell, perché non è un’idea geniale iniziare a leggere libri in inglese partendo da un trattato di etologia sulle Mauritius

5. Superbia: Di quale libro ti piace parlare per sembrare intellettuale? In realtà non sono una che fa grande sfoggio, perché secondo me in una “gara tra lettori” trovi sempre chi ha letto davvero più di te. Certo ho letto Madame Bovary, Anna Karenina, Guerra e pace e quest’anno anche I Miserabili… scusate se è poco 😉

6. Lussuria: Quali caratteristiche trovi più attraenti nei personaggi maschili? Romantico ma non sdolcinato, energico ma sempre rispettoso, ironico quanto serve. Darcy io lo amo!

7. Invidia: Quale libro vorresti ricevere come regalo? che domanda… TUTTI!!! 😀

Novità: le staffette letterarie!

Come anticipato alla fine del post su Il gusto proibito dello zenzero, il libro sarà oggetto di una staffetta letteraria. Di cosa si tratta? ora vi spiego!

Vi è mai capitato di conoscere una persona, virtualmente peraltro, e di scoprire subito una gran sintonia? Ecco, a me è successo con Silvia, così quando ha proposto l’idea delle staffette letterarie su Facebook, io non ho saputo resistere. Ha creato un gruppo piuttosto selezionato (che ora sta crescendo alla grande) e all’interno del gruppo scegliamo un libro e una di noi, dopo averlo letto, lo fa girare tra le altre interessate spedendolo con piego di libri. Ognuna lascia il suo segno sul libro, i suoi commenti, il suo modo di leggere,… poi lo passa di nuovo. Così finché la staffetta non si chiude tornando a chi lo ha fatto partire. Un modo diverso di leggere, un modo che ovviamente mi intriga.

Al momento sono in viaggio Il cuore selvatico del ginepro che ha fatto partire Silvia (ora è alla seconda lettrice e a me arriverà presumibilmente addirittura dopo le vacanze estive!!!) e Il gusto proibito dello zenzero spedito da me la scorsa settimana che spero arrivi presto alla prima della staffetta. 🙂 Nel frattempo stiamo organizzando la partenza di The Help e de La ragazza delle arance. Purtroppo i tempi delle poste sono quello che sono, ma noi non ci demoralizziamo e vogliamo far partire tutte le staffette che riusciremo ad organizzare 😀

I Miserabili – Considerazioni finali

E’ dal 4 novembre che il volume de I Miserabili è il nostro miglior complemento di arredo. Con una settimana di anticipo sulla fine del book club, io, Moma e Katiu lo abbiamo finito. Voglio tirare le somme di questa esperienza, come lettura di un classico intramontabile e come partecipante al book club.

SUL LIBRO. Hugo mi ha messa in forte difficoltà. Mi rendo conto di aver perso un po’ l’abitudine ai classici ottocenteschi e in alcuni punti confesso di avercela fatta solo perché potevo cimentarmi in commenti acidi e/o disperati con Moma e Katiu. Di certo quello che ho appena finito è un classico in tutti i sensi. Jean Valjean è il protagonista ottocentesco per antonomasia. Lui, un miserabile, riscatta se stesso con la fede, il lavoro, l’umiltà e la dedizione. Trae gioia solo dalla gioia del suo oggetto d’amore: la figlia/protetta Cosette. Ma Jean non è l’unico personaggio perfetto da quel punto di vista. Mi rendo conto che anche Cosette lo è. Lei e Fantine più volte mi hanno fatto perdere la pazienza con il loro modo di fare, ma poi mi sono dovuta rassegnare al fatto che di donne “libere e indipendenti” nell’ottocento non è che ce ne fossero a valanghe. Tra i tanti personaggi che si sono affacciati in queste mille pagine, porterò nel cuore Eponine e Gavroche, entrambi a modo loro si sono riscattati dal loro destino di miserabili. Javert invece mi è sempre stato insopportabile e la sua rigidità mentale lo ha reso distante e poco coinvolgente per me. 

Le descrizioni di Hugo non riesco a paragonarle a niente che io abbia letto in precedenza. Alcune pagine sono un vero attentato alla salute mentale del lettore. Waterloo e la cloaca li ricorderò con orrore supremo. Devo dargli atto che ha curato l’ambientazione parigina ai limiti della maniacalità. Lo stile è classico, forbito, denso di notazioni e di dettagli. Non è proprio un libro da ombrellone, ma mi è entrato sottopelle con calma e determinazione. Mi è dispiaciuto solo perché in alcuni punti ho avuto la sensazione di non riuscire a godere appieno della poesia e della profondità dei pensieri di Hugo perché troppo diluiti in mille divagazioni. Nel complesso, comunque, sono soddisfatta della lettura e sono certa che mi tornerà in mente spesso.

SUL GRUPPO DI LETTURA. Avevo già provato un gruppo di lettura su aNobii, ma non mi aveva entusiasmata per niente. Questa volta, invece, il gruppo ha fatto la differenza. La presenza costante di Moma e Katiu e la supervisione di Fragola hanno reso la lettura più stimolante e divertente. Mi piace il confronto con gli altri per capire cosa loro hanno amato di più, cosa invece li ha lasciati indifferenti. In più di un momento la presenza delle mie compagne di lettura (anche se sono due secchione e hanno finito TUTTE le settimane prima di me minando profondamente la mia autostima) è stata essenziale. L’esperienza mi è piaciuta e non vedo l’ora di fare il bis.

Nel frattempo, però, devo smaltire un po’ di letture arretrate 😉 

UFG – Quattordicesima tappa (ultima!!!)

Io, Moma e Katiu non abbiamo resistito e abbiamo finito I Miserabili con una settimana di anticipo.

Ultima tappa bella densa di sostanza. Cosette e Marius li avrei presi a pizze in faccia dall’inizio alla fine della tappa, ma se per lui riesco in qualche modo a trovare una giustificazione, non riesco davvero a capire lei. Cosa le avranno insegnato le suore in convento, a fregarsene del padre non appena si fosse sposata? Capisco anche che parte della mia insofferenza per il suo personaggio derivi dal mio essere una degna figlia dei giorni nostri, probabilmente l’educazione delle donne ottocentesche aveva più a che fare con il rispetto per il padre prima e il marito poi, anche al di sopra di ogni sentimento personale, ma io ho letto quelle pagine con una vera sofferenza.

Marius non è un uomo. Tutto qui. Mentre Valjean sin dall’inizio è un personaggio che si interroga, che si guarda dentro, Marius è poco più di un ragazzino viziato, schiavo di se stesso e del suo modo rigido di pensare. Ancora una volta ne dà prova.

Thénadier si dimostra di nuovo il meschino che è, ma questa volta Hugo gli affida un compito importantissimo da vero risolutore della storia.

Resta il fatto che il vero e il solo protagonista del romanzo è Jean Valjean. Lui incarna la perfezione del personaggio ottocentesco. Ha sbagliato (se poi può essere considerato uno sbaglio degno di tale punizione l’aver rubato, per fame, un pezzo di pane), ha pagato carissimo, ma poi ha trovato la fede e la sua vita è cambiata. La sua anima viene dominata dalla morale, dall’umiltà, dall’amore per gli altri che arriva fino all’annientamento di sé. La sua vita è partita come la più miserabile possibile, lui è riuscito senza arrendersi mai a costruirsi un’esistenza degna di rispetto. Lui è un eroe. E mi mancherà!