La regola dell’equilibrio

/home/wpcom/public_html/wp-content/blogs.dir/de7/4083637/files/2015/01/img_7134.jpgFinalmente Gianrico Carofiglio è tornato a scrivere un romanzo con l’Avvocato Guerrieri come protagonista e siccome la mezza mela sa bene della mia adorazione, questo libro faceva parte del mio regalo di Natale.

Ok, forse non è il migliore della serie, non per lo stile, sempre perfetto, quanto per la scelta della storia da narrare. Questa volta Guerrieri è alle prese con un magistrato accusato di essere corrotto e il reato si presta più a considerazioni tecniche che a quella sana (?) curiosità da giallo. Di fatto, però, ero talmente in crisi d’astinenza che l’ho divorato. Come un magistrato riesca così bene a entrare nella mente di un avvocato per me rimane un mistero, ma ogni volta che leggo le vicende dell’Avv. Guerrieri, le sento un po’ mie. 

Spero che un nuovo capitolo arrivi presto, Guido già mi manca!

Lo so che pregressa sussistenza è un’espressione orribile. Molte di quelle che usiamo noi avvocati lo sono. Io cerco di limitarmi, ma spesso è inevitabile. Ci sono giudici – o colleghi – con i quali non puoi evitare di parlare in un modo orribile. Se in un’arringa o una requisitoria parli in italiano corretto, non ti riconoscono come uno del mestiere. Sei uno cui non dare credito. Il gergo dei giuristi è la lingua straniera che imparano – che impariamo – sin dall’università per essere ammessi nella corporazione. È una lingua tanto più apprezzata quanto più è capace di escludere i non addetti ai lavori dalla comprensione di quello che avviene nelle aule di giustizia e di quello che si scrive negli atti giudiziari. Una lingua sacerdotale e stracciona al tempo stesso, in cui formule misteriose e ridicole si accompagnano a violazioni sistematiche della grammatica e della sintassi.  

Gradite sorprese

Quando io vi ho detto che i cinesi sono avanti e voi avete commentato sottolineando come capiti spesso che siano più gentili dei negozianti italiani.

Oggi vi offro una conferma. Il 23 dicembre ho trascinato la mezza mela a comprare le ultime cose per i pacchetti natalizi e siamo andati a colpo sicuro nel negozio gestito dai signori cinesi, l’unico del paese. 

Ho fatto i miei acquisti e dopo aver pagato la signora mi ha indicato un cestino e mi ha detto “scegli Legalo di Natale!” Io l’ho guardata sorpresa e lei ha insistito, allora ho curiosato nel cestino. Dentro c’erano tutti piccoli oggetti: elastici per capelli (prevalentemente), braccialettini, chincaglieria varia… Insomma, niente di speciale o di gran valore, oggetti magari un po’ kitsch, ma è stato un gesto carino e mi ha strappato un sorriso mentre sceglievo i miei nuovi elastici per i capelli 🙂

elastici

Sono carini?!? 🙂

Un segnalibro sotto l’albero

Nel gruppo delle staffetta abbiamo deciso di animare il Natale con un’idea nuova: uno scambio di segnalibri per Natale. L’adesione e l’entusiasmo sono stati contagiosi e per una volta le poste ci hanno assistite nonostante le 39 spedizioni (che non sono proprio poche), con l’ultimo segnalibro recapitato proprio il 24 dicembre.

Le modalità di partecipazione erano semplicissime: abbiamo creato delle coppie segrete e ogni partecipante doveva spedire alla sua “compagna” un segnalibro e una breve lettera in cui doveva consigliarle un libro da leggere spiegandone il perché. Il segnalibro poteva essere acquistato o fatto a mano (tra questi ce ne sono stati alcuni MAGNIFICI). Poiché alla fine eravamo dispari, io ho mandato e ricevuto due buste… anzi, tre visto che ho anche ricevuto un segnalibro a sorpresa.

La scelta, la preparazione, la spedizione, tutto corredato dai commenti sul gruppo senza però svelare più del dovuto, hanno reso il gioco ancora più divertente. Io ho consigliato due libri diversi ma che amo molto: A neve ferma di Stefania Bertola e Fiore di Neve e il ventaglio segreto di Lisa See, accompagnandoli con due segnalibri presi da Feltrinelli.

Dal 20 abbiamo dato il via all’apertura delle buste con pubblicazione di una foto del contenuto sul gruppo. Mi è piaciuto da matti poter curiosare anche nelle buste altrui 🙂

Segnalibro1Io nelle mie ho trovato un segnalibro con foto di bimbi che è una gioia per gli occhi 🙂 Monica mi ha consigliato di leggere un’autrice che non conosco e ora sono quindi impaziente di andare in libreria per comprare Una bambina di Torey L. Hayden (anche se Auryn mi ha già avvisata su quello che mi aspetta con il messaggio “Una bambina della Hayden??? – faccine sconvolte – In bocca al lupo! Libro molto bello, ma straziante”). Forse per farsi perdonare 😉 Monica mi ha anche suggerito Cercasi amore disperatamente di Federica Bosco. Ho letto solo Mi piaci da morire della Bosco e non mi ha conquistata, ma sono pronta a darle una seconda possibilità.

Nella busta di Simona, invece, ho trovato un segnalibro in 3D (purtroppo la foto non rende l’idea di quanto sia psichedelico) tempestato di farfalle (passione che ci accomuna) e il Segnalibro2suggerimento di un libro che non conosco La notte ha cambiato rumore di Dueñas Maria. Anche in questo caso non vedo l’ora di fare un blitz in libreria perché Simona è riuscita ad incuriosirmi come si deve.

Nella terza busta ho trovato un biglietto di auguri e questo simpatico segnalibro.

Segnalibro3

Tutto questo febbrile scambio di buste mi ha divertita e mi ha permesso di conoscere un po’ di più qualcuna delle partecipanti al gruppo. Ancora una volta il mio passato di corrispondente è tornato prepotentemente fuori e mi sono ritrovata ancora di più ad amare questa esperienza 🙂

Nel frattempo Val mi ha consegnato a mano un nuovo libro in staffetta, quindi mi accingo a cominciare Voglio prenderti per mano di Ann Hood.

L’avvento, senza calendario!

Come avrete avuto modo di intuire da soli, il progetto del calendario dell’avvento su Instagram è miseramente naufragato. Alla fine però mi va bene così, soprattutto perché se non sono riuscita a portarlo a termine è perché mi è mancato il tempo mentre inseguivo cose belle.

L’abbandono ufficiale è avvenuto a Napoli, dove sono stata troppo occupata a riempirmi gli occhi di colori e meraviglia, e avuto la conferma definitiva a Brescia, dove sono riuscita a trasformare, grazie alla mezza mela e agli amici, un impegno di lavoro in un week end piacevolissimo.

Se il 2015 mi riserva questo, sono pronta a far naufragare altri mille progetti scemi sui social! 😉

La mia canzone

IMG_6384.JPG

Il calendario dell’avvento prevede per oggi che io indichi la mia canzone. Quest’anno senza dubbio la mia canzone natalizia per eccellenza sarà Jingle Bells cantata dai Minions.

Tra l’altro ho scoperto che c’è in giro gente più pazza di me e ho trovato chi ha trascritto più o meno il testo della canzone in minionese. Ora con il Karaoke vado una bomba!!! 🙂 Volete provare anche voi? (trovate il video due o tre post più sotto!)

Biboli maaaa! Bohayinaaa- AH NO NOOO! EY! KALABE! UNA DO! Olito makani! Matola ni botaaa! Papiro de byini! Lembowla chiwawa! (WAH WAH!) Bolote na belaaa! Jonabe nii beloo! Lakito le nagali ka, BARAKIMO KA HOTOOO! (WEY!) TI ANPE! TI ANPE! NATE POTUNA! NANLAPO (EH!) NITOTONI! (EH!) LANG GOLA GOLA DOOOOO! MHAHAHAHHA! HAYAAAAH!(WALI WA AH AH!) HAHAHA POLI TISMAS! ILPE DI BURDER! (WALU WA AH AH!)

Il Calendario dell’Avvento

Si, lo so, non conosco mezze misure. Lo scorso anno odio del Natale e quest’anno mi lascio persino irretire dal calendario dell’avvento su Instagram 🙂 sono fatta così!IMG_6317-0.PNG

Ora la domanda è: riuscirò ad arrivare fino in fondo? Considerando soprattutto l’incompatibilità di date dei temi proposti, ho i miei dubbi, ma ho voglia di provare. Spero anche di avere la costanza di pubblicarle sul blog… ma qui sono meno ottimista!

Intanto eccovi L’attesa più magica. Per me è sempre stata quella di Babbo Natale che a casa dei miei passa puntualmente il 24 sera (sì, lo so, i puristi non saranno d’accordo, ma tant’è!). IMG_6362-0.JPG

Mi arrendo!

Lo scorso anno ho deciso di avversare il Natale con ogni mezzo possibile. Zero addobbi per casa, pacchetti natalizi il minimo sindacale, zero preparazioni culinarie ad hoc (salvo quelle espressamente richieste da entità superiori quali mia mamma), faccia scazzata e niente musica natalizia. Roba che il Grinch e Scrooge se mi avessero vista sarebbero impalliditi.

Chiaramente non ho ottenuto un tubo con questo comportamento, se non fare la parte della diva misantropa, poco diva e molto misantropa. A stare incazzata con Babbo Natale, alla fine, mi sono anche goduta poco i regali (e forse anche gli affetti).

Quest’anno tutto sommato ero determinata a fare il bis.

Poi ho letto su un blog un post sul Natale, niente di che, ma una di quelle robe che ti fanno riflettere un po’. Mi sono chiesta a cosa serva fare i capricci. E ovviamente mi sono anche risposta. Allora visto che non ho niente da perdere e che nonostante tutto, invece, ho molto di cui ringraziare… che Natale sia!

Vicolo del mortaio

Più riguardo a Vicolo del mortaioQuesto libro mi è stato regalato da un’amica il Natale di due anni fa. Non ero pronta a leggerlo subito (capita anche a voi?) e l’ho lasciato in attesa. Con la scusa della sfida dell’autore, però, ecco che Nagiub Mahfouz è finito tra le mie mani, stupendomi molto piacevolmente.

Con pochi tratti l’autore ci porta a scoprire la vita quotidiana degli abitanti di un vicolo del Cairo. Si sentono le voci, si vedono i colori, si percepiscono gli odori. Tutti gli abitanti del vicolo ci vengono presentati a poco a poco, le loro esistenze vengono svelate e ci si trova a sbirciarli con curiosità da una finestra socchiusa. Magnifica capacità narrativa (d’altra parte se ha vinto il Nobel un motivo ci sarà, no?), stile pulito ma molto coinvolgente, personaggi tutti caratterizzati in modo perfetto. Hamida l’avrei presa a pizze in faccia una riga sì e l’altra pure 😉 ma anche questo rende un personaggio memorabile. 

Tempo fa avevo letto Autunno egiziano  con il quale però avevo avuto maggiori difficoltà ad entrare in sintonia (probabilmente anche per la storia narrata). Vicolo del mortaio invece ti assorbe e ad un certo punto hai la sensazione di vederli quei luoghi e di conoscerle quelle persone. Molto bello!