Harlem Globetrotters

Ieri sera ho portato la mezza mela che tanto ci teneva a vedere gli Harlem Globetrotters.

Premesso che so di basket più o meno le stesse cose che so di astrofisica (ovvero poco meno di zero) e che ieri abbiamo avuto una giornata infernale, devo dire che lo spettacolo è veramente all’altezza!!! 🙂

Gli Harlem fanno con la palla cose impensabili, quando saltano a canestro sembrano volare, le loro acrobazie lasciano senza parole. Inoltre sono simpaticissimi e molto disponibili, soprattutto con i bambini che coinvolgono nelle loro scenette 🙂

Per chi non lo sapesse (Sabrina, ogni riferimento è puramente casuale) gli Harlem Globetrotters sono nati nel 1926 con lo scopo di intrattenere i clienti di una sala ballo di Chicago. Nel locale, essi danno vita allo spettacolo che fa da intermezzo ai momenti di musica e, pur con quest’unica esibizione, si costruiscono in breve una grande reputazione per le incredibili evoluzioni con cui arricchiscono il loro particolarissimo modo di giocare a basket.
Spettacolo sì, ma anche una forma di protesta visto che, in quegli anni, ai neri è di fatto ostacolata la partecipazione ai campionati nordamericani di basket e baseball, i due più importanti sport nazionali. Supportata dalle doti tecniche e atletiche dei suoi componenti, la fama degli Harlem cresce rapidamente, anche grazie alla vittoria del campionato professionistico del 1940. Qualche anno più tardi, gli Harlem si ritirano definitivamente dalle competizioni ufficiali, preferendo proseguire nell’interpretazione del basket in chiave spettacolare.

Davvero piacevoli da vedere. Da adulta mi viene da fare una sola critica: forse avrei sacrificato qualche gag a favore di una maggiore continuità nel gioco, perchè è in quel momento che secondo me danno il meglio.

Mamma e lo sport

Mia mamma e lo sport (qualsiasi esso sia, senza distinzioni) appartengono a due pianeti diversi e molto distanti.

Un esempio? All’inizio del fidanzamento, mio padre la portò allo stadio nel vano tentativo di farla partecipe della sua passione calcistica. Le spiegò sommariamente le regole e le indicò la porta in cui avrebbero dovuto segnare. Durante il secondo tempo, mia mamma esultò per un goal. Mio papà la invitò a sedersi: non si era resa conto che nel frattempo le squadre avevano cambiato campo 🙄

Nel corso degli anni abbiamo provato ad interessarla ed erudirla, ma niente! Non c’è sport che faccia il miracolo. Ieri a pranzo abbiamo avuto la conferma: atletica leggera. 400 m, blocchi di partenza. E lei: “ma perchè quello parte più avanti degli altri?” 😮 …io credo di essermi posta la stessa domanda intorno ai 4 anni… 8)