Tutti insieme appassionatamente

Come regalo dell’Epifania postumo, la mezza mela ha comprato all’ultimo i biglietti per andare a vedere Tutti insieme appassionatamente al Teatro Sistina i primi di gennaio. In questa versione il Generale era impersonato da Luca Ward (non mi aspettavo fosse così bravo! Mi è proprio piaciuto, anche nelle parti cantate) mentre Maria è Vittoria Belvedere (molto calzante fisicamente, ma non proprio dotatissima vocalmente. Non che canti male, ma la sua voce non è di quelle che lasciano il segno).

Credo che più o meno tutti conoscano la trama di questo famoso musical, o per averne visto il film (devo assolutamente recuperare questa vergognosa lacuna, soprattutto ora che ho scoperto che la protagonista è Julie Andrews) o per l’anime Cantiamo insieme che ne riprende i tratti salienti (da bambina lo adoravo e vorrei rivederlo). Personalmente non ricordavo la minacciosa presenza nazista nella storia e pur nell’allegria della rappresentazione devo dire che lascia un senso di confusione e tristezza per quello che l’uomo è stato ed è ancora capace di fare.

In particolare nello spettacolo c’è una scena secondo me molto efficace in cui la famiglia Von Trapp si esibisce cantando davanti ai nazisti per “prendere tempo” ed è stata resa mettendo i protagonisti a cantare davanti al sipario e gli attori che impersonavano le SS in mezzo al pubblico. In una sorta di meta teatro, ci si sente maggiormente parte della storia (anche se si sta dalla parte sbagliata).

Il musical mi è piaciuto tantissimo e all’uscita ho canticchiato per tutta la strada. Adoro questo tipo di regali! 🙂

#Soundintrip, le canzoni dei miei viaggi

Con ritardo vergognoso, copio da Fragola e da Katiu questo meme. Lo scopo è semplice: condividere cinque brani musicali che sono stati colonna sonora di altrettanti viaggi.

1. Sarà perché ti amo – Ricchi e poveri. Da piccola soffrivo tantissimo di mal d’auto. Nella convinzione che farmi cantare mi avrebbe distratta, mia nonna metteva cassette su cassette di cantanti italiani “dell’epoca”. I Ricchi e poevri erano un must. Ovviamente io vomitavo ugualmente, ma non credo c’entrasse la musica 😉

2. Altre forme di vita – Bluvertigo. Colonna sonora di un viaggio fatto a 18 anni in pullman (!!!) in Germania con la comitiva della parrocchia. Non abbiamo praticamente cantato altro per tutto il viaggio e per i 15 giorni. Se sento questa canzone rivedo immediatamente la casa dove eravamo, vicino alla foresta nera, e ripenso alla scomodità di tutte quelle ore in pullman.

3. Calma e sangue freddo – Luca Dirisio. Non ricordo l’anno esatto. Forse 2004. Vacanza con la mezza mela in Toscana. Cd con mix fatto in casa, ma questa canzone non me la posso scordare perché abbiamo rischiato di fare un incidente terribile proprio mentre la passava lo stereo. Per fortuna qualcuno ci ha protetti e ce la siamo cavata con un mega spavento.

4. Every Rose has its thorn – Poison. Estate 2007, viaggio verso il salento. Vacanza speciale con la mezza mela: è lì che è maturata l’idea di convolare a nozze 🙂

5. Zibba & Almalibre – Anche se oggi piove. Colonna sonora di quest’estate, in cui solo a tratti è stata sostituita da Pearl Jam e Metallica.

Gambit + The Doors

Il multisala vicino casa mi ha allettata con una proposta su facebook “tutti i lunedì dal 25 febbraio al 25 marzo, se vieni in coppia paga uno solo”. La mezza mela dice subito di sì, quindi andiamo!

Non c’era Viva la libertà che avrei voluto vedere, così siamo scesi a patti e siamo andati a vedere Gambit. Commendia carina, classica truffa, niente di che, ma godibile. Considerate però che in sala eravamo solo io e la mezza mela che ha commentato “a saperlo portavamo Luna, così mi sarei sentito a casa!
Il gatto tosato da leone è bellissimo (ho cercato disperatamente una foto, ma niente da fare). Severus Piton vestito da babbano è un’esperienza che mi ha segnata. Cameron Diaz è invecchiata da matti. Mi chiedo perché le donne dello spettacolo non la finiscano di farsi infilare roba negli zigomi/guance??? Sembrano criceti con la bocca piena!

Tornati a casa, la mezza mela si è illuminata perché su Rai5 davano la replica di FILM DOC – THE DOORS: WHEN YOU’RE STRANGE che si era perso. Jim Morrison era un figo vero, ma a vederlo così alla fine mi è venuta una gran pena per lui, aveva sempre la faccia triste, anche quando era totalmente fuori (che negli ultimi anni vuol dire praticamente sempre). Mi piacciono i film doc su grandi star della musica (anche perché mi aiutano a colmare lacune musicali che sconvolgono la mezza mela). Una curiosità: la voce narrante è di Morgan.

Scialla! (stai sereno)

Scialla! (stai sereno) è il film che non ti aspetti. Ho impiegato un mese e mezzo a convincere la mezza mela a vederlo (ed ha ceduto solo perché doveva farsi perdonare di aver lasciato freddare la mia cena per finire un lavoro nell’acquario), ma alla fine si è dovuto ricredere. Il film del 2011 è stato scritto e diretto da Francesco Bruni con Fabrizio Bentivoglio, Barbara Bobulova e Filippo Scicchitano (bravissimo nella sua prima apparizione cinematografica). Piacevolissimo, divertente, mai stupido, mai superficiale, ma anche mai buonista o pesante. I tormenti e le difficoltà del 15enne Luca sono rappresentati in maniera magnifica. Il tutto ambientato in una magnifica Roma e con una colonna sonora azzecatissima.

Il flauto magico secondo l’Orchestra di Piazza Vittorio

Il flauto magico è un Singspiel (canto e recitazione) in due atti musicato da Wolfgang Amadeus Mozart.

L’Orchestra di piazza Vittorio lo ha completamente rivisto e realizzato “alla sua maniera”. Per i non romani, piazza Vittorio è una nota piazza romana sita nel quartiere Esquilino e caratterizzata da una spiccata componente multietnica. L’orchestra è composta di diciotto musicisti che provengono da dieci paesi e parlano nove lingue diverse. Insieme, trasformano le loro variegate radici e culture in musica. Partendo dalla musica tradizionale di ogni paese, mischiandola e intingendola con rock, pop, reggae, e classica, si arriva alla sonorità unica dell’Orchestra.

L’effetto è magnifico. Loro sono tutti professionisti di una bravura che incanta e suonano qualsiasi strumento. La Kora ha una musicalità che mi ha ammaliata, sembrava impossibile che un solo strumento creasse una sinfonia così complessa e perfetta. Siamo usciti davvero soddisfatti 😀

Il rumore dei baci a vuoto

More about Il rumore dei baci a vuotoLuciano Ligabue torna in libreria e lo fa con una raccolta di tredici racconti. E’ stranoto che io e questa forma letteraria abbiamo un rapporto conflittuale, ma questa volta non è solo colpa mia.

I racconti, salvo qualche passaggio che poteva essere migliorato, sono ben scritti, scorrevoli, lineari. Tutti sono pervasi da un insanabile male di vivere e da un soffocante senso di ineluttabilità del destino. Dove siano finiti la grinta e l’ottimismo che Ligabue mette nelle sue canzoni, è un mistero.

Il limite più grande di questi racconti è che alla fine si somigliano tutti troppo. Già dalle prime righe si avverte che la realtà è diversa da quella prospettata e infatti, sistematicamente, arriva il ribaltamento della situazione. Oppure c’è quella frase non detta, ma che si capisce che ruota tutto intorno a lei… insomma, decisamente sotto tono (e lontano anni luce dalla bellissima prova di La neve se ne frega, che ho adorato!).

The future is unwritten

La mezza mela sta tentando di migliorare la mia veramente infima cultura musicale. A mio discolpa posso solo dire che indipendentemente dalla mia volontà certe informazioni non mi si vogliono fissare nella testa…

La mia formazione musicale secondo mio marito deve partire dal punk rock. Mi ha fatto vedere due speciali sui Ramones e ieri sera, su consiglio di Gessi74, abbiamo visto The future is unwritten, film documentario su Joe Strummer dei Clash

Il primo pensiero che mi è venuto è stato “che vita assurda!” A causa del lavoro del padre, funzionario del ministero degli esteri britannico, viaggiò moltissimo soprattutto nella prima parte della sua vita. Tornati in Inghilterra, lui e il fratello vennero mandati in collegio, vedevano i genitori una volta l’anno.

Mi ha dato la sensazione di una persona dalla grande intelligenza che fatica a trovare il suo posto nel mondo. Quando scopre la musica la sua vita cambia, riesce a convogliare nei testi delle sue canzoni messaggi forti, importanti, con cui ha davvero lasciato un segno nelle persone. Resta comunque un tipo umorale, che segue l’istinto prima di tutto.

Il film è un collage di video domestici, materiali d’archivio, fotografie, vignette (realizzate dallo stesso Strummer), spezzoni di film, interviste d’epoca e testimonianze di artisti che lo hanno conosciuto [tra gli altri: Bono (il primo concerto a cui partecipò, a 17 anni, era proprio dei Clash), Johnny Depp, Matt Dillon].

Consigliato a tutti gli amanti del punk rock e a coloro che ne vogliono sapere di più. 

We will rock you

Sabato sera ho visto il mio primo musical 🙂

We will rock you è uno show scritto da Ben Elton e supervisionato direttamente da Brian May e Roger Taylor. Diciamo che quando nonostante la compostezza degli spettatori intorno a te, progressivamente inizi a sentire la tua poltrona vibrare perché tenere ferme le gambe impedendo loro di andare a ritmo di musica non è proprio possibile, difficilmente si può uscire insoddisfatti! 🙂

Il musical è decisamente un genere coinvolgente e la musica dei Queen lascia senza fiato.

Mi concedo solo una critica: nella trama X-Factor viene identificato come il fenomeno che ha portato alla distruzione della musica e della creatività artistica. Più volte questo concetto viene ripetuto… nessuna critica viene mossa ad Amici (eppure Marco Carta a Sanremo mi sembra esempio eclatante della morte musicale!), sarà perché guarda caso i due protagonisti (molto bravi, per carità!) escono proprio da quel programma???

Mi è piaciuta da matti Valentina Ferrari (Killer Queen), ha una voce magnifica!

Niente paura – Il film

Non è facile definire in che categoria inserirei questo film frutto del lavoro di Luciano Ligabue e Piergiorgio Gay. Si parte dalle canzoni di Liga, dall’impatto che hanno sui giovani e da una frase pronunciata a fine concerto: “Auguro la buonanotte a tutti quelli che vivono in questo Paese ma che non si sentono in affitto, perché questo Paese è di chi lo abita e non di chi lo governa“.

Da qui parte la riflessione, le interviste e i commenti di personaggi noti, ma anche di semplici fans. Ci sono le speranze, i sogni, l’amarezza ma soprattutto la voglia di rendere l’Italia un paese migliore. Non c’è buonismo, non c’è demagogia, c’è solo la consapevolezza che siamo meglio di come veniamo rappresentati, c’è il desiderio di riappropriarsi delle redini di questo Paese, togliendole dalle mani di gente che fa solo spettacolo. Strano a dirsi non si fa polemica, non si parla di destra o di sinistra, si cercano dei modelli, si scava nelle nostre radici e si tira fuori tutto quanto di buono c’è e c’è stato in Italia. Le figure di Falcone, Borsellino, Berlinguer, Pertini, l’impegno sociale e politico, la voglia di far bene e di lasciare il segno.

Sotto a tutto le canzoni di Ligabue e le sue parole a fare da base. Unico piccolo limite è che sembra un po’ mancare un filo conduttore che tenga insieme il film, per il resto un ottimo lavoro, di quelli che lasciano un buon sapore in bocca e una gran voglia di cambiare le cose! 🙂