Escher al Chiostro del Bramante

Escher1Sabato siamo andati a vedere la mostra di Escher al Chiostro del Bramante. Abbiamo fatto il nostro bel quarto d’ora di fila (c’era davvero molta affluenza, un po’ perché è appena iniziata ed un po’ per la magnifica giornata che Roma ha tirato fuori) e poi ci siamo immersi. Ho molto apprezzato che nel costo del biglietto (€ 14,50) fosse inclusa l’audioguida, suggerirei di farla diventare un’abitudine per tutte le mostre 😉

Escher era un vero genio. Ha unito una capacità artistica spiccatissima ad un’intelligenza acuta e ricercatrice, che adorava perdersi nei giochi di prospettiva, nelle distorsioni, negli inganni per l’occhio. La sua capacità di rendere immagine questa ricerca ha fatto di lui uno sperimentatore geniale. Impossibile non rimanere incantati davanti ai suoi quadri, cercando di capire come sia riuscito a generare quell’inganno ottico o semplicemente ad apprezzare la sua maestria nel disegno. Lo spazio espositivo non è enorme, ma è organizzato al meglio e, nonostante i numerosi visitatori, si girava bene.

La mostra è organizzata benissimo anche per i bambini che hanno una audioguida realizzata appositamente e possono interagire con pannelli vari (con cui si intrattengono anche gli adulti) che spiegano le tecniche e le idee di Escher.

Abbiamo concluso in bellezza la visita godendoci una Coca affacciati al magnifico Chiostro del Bramante illuminato per la sera. Wonderful!!!

Nota polemica: ma perché ci piace così tanto infrangere le regole ed essere cafoni??? 1. Se all’inizio della mostra ti dicono che è VIETATO fare foto dei quadri, che cavolo ti fotografi ogni singolo quadro con aria da cospiratore e rompendo le palle agli altri? Tra l’altro non voglio dubitare delle tue capacità artistiche, ma se vai su internet trovi centomila riproduzioni migliori rispetto alla tua foto. Foto che, sia chiaro, nessuno dei tuoi conoscenti è interessato a vedere! 2. è vero che la mostra è attrezzata anche per coinvolgere i bambini, ma questo non legittima i genitori a lasciar vagare come piccoli selvaggi i figli senza curarsi di loro!  3. dopo 10 minuti che stai impalato ad un centimetro dal quadro impedendo la vista a tutti gli altri, non ti viene il dubbio che sia il caso di fare posto anche solo facendo un passo indietro???

Frida Kahlo – Il film e la mostra

 La grande attenzione mediatica riservata alla mostra di Frida Kahlo in corso a Roma presso le Scuderie del Quirinale mi ha ovviamente incuriosita. Poi il solito gruppo a cui ci aggreghiamo ha organizzato una visita guidata e no ho saputo dire di no.

Essendo però profondamente ignoranti in materia, io e la mezza mela ci siamo documentati vedendo prima il film del 2002 con Salma Hayek. Mi è piaciuto tantissimo. L’ho trovato duro, ma sempre ricco di poesia. Il personaggio di Frida ti affascina per la sua forza rivoluzionaria, il carattere indomabile, la voglia di vivere ad ogni costo. L’importanza dell’arte e il fascino che questa esercita su Frida la fanno da padrona. Un film che fa davvero amare la sua protagonista e riesce a spiegarne anche le tantissime sfaccettature caratteriali (non era certo un tipo facile!).

Dopo averlo visto, la mostra è stata decisamente piacevole, perché tutto è apparso più comprensibile. Onestamente mi aspettavo più quadri di Frida in mostra. Ce ne sono di belli, per carità, ma ampio spazio è lasciato anche alle opere di Diego Rivera (con cui ha diviso la vita), agli schizzi di Frida e alle pagine dei suoi diari, alle magnifiche fotografie di Nickolas Muray. Avrei voluto vedere alcuni dei quadri che si vedono nel film e mi è dispiaciuto non ritrovarli alla mostra. Complessivamente, però, ne è valsa la pena. Ho avuto l’occasione di scoprire la figura di una donna tenace, che non si è mai lasciata piegare dalla vita anche se con lei è stata durissima. Un ottimo esempio da seguire nella quotidianità. 

La ragazza con l’orecchino di perla

20140502-120308.jpgCon Auryn avevamo una voglia matta di vederci, così ieri, 1 maggio, ci siamo trascinate dietro le nostre metà fino a Bologna 🙂

Preoccupate dal prospettato cattivo tempo abbiamo anche cercato un piano B, la cui idea mi è stata servita su un vassoio d’argento da MagicamenteMe che stava prenotando i biglietti per la visita alla mostra presso Palazzo Fava con La ragazza con l’0recchino di perla. Potevamo non andare alla mostra dell’anno con unica tappa in Italia???

 La mostra è sulla Golden Age della pittura olandese e La ragazza di Vermeer ne è la star indiscussa. Vero è però che ci ha dato l’occasione di conoscere artisti e opere (oltre a Rembrandt e poi ci sono opere di Frans Hals, Ter Borch, Claesz, Van Goyen, Van Honthorst, Hobbema, Van Ruisdael, Steen) che non conoscevo e di cui mi sono innamorata. L’uso del chiaro scuro che fanno questi autori lascia letteralmente senza parole, sembra che la luca esca dal quadro. Su tutti, La ragazza che mangia ostriche di Steen mi ha incantata oltre ogni aspettativa. 

Poi è arrivata lei. Vedere La ragazza con l’orecchino di perla (in origine La ragazza con il turbante, ma il nome è stato cambiato dopo il successo del libro  della Chevalier e del film che ne è stato tratto) dal vivo fa capire perché sia un quadro così famoso. Il suo sguardo è magnetico e seducente.  A parte i soliti cafoni che si piazzano davanti ai quadri per secoli nemmeno ci fossero solo loro, devo dire che la quantità di gente (forse perché siamo andati all’ora di pranzo) era a dimensione umana e questo ha decisamente aiutato ad apprezzare l’allestimento. Sono uscita dalla mostra contentissima!

Tra l’altro Bologna ci ha invece regalato una giornata magnifica di sole caldo che ci siamo goduti fino in fondo passeggiando in lungo e in largo e godendo dell’ampia zona pedonale fatta per il 1 maggio. Aggiungete un SACCO (ma un sacco eh!) di chiacchiere, qualche tigella, lasagne e fettuccine al ragù, mortadella e un gelato da sogno e la giornata perfetta è servita! 🙂

Gemme dell’impressionismo

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Continuano i nostri occasionali sabati da turisti a Roma 🙂 Accompagnati da una giornata che sembrava primaverile, questa volta siamo stati a vedere la mostra Gemme dell’Impressionismo all’Ara Pacis. 

Nella mostra sono esposti i quadri provenienti dalla National Gallery of Art di Washington. Forse non si tratta dei quadri più famosi degli autori, ma ho apprezzato il fatto di vedere opere che non avevo già visto in giro in altri musei e che sono dei capolavori anche ai miei occhi di profana. La mostra è divisa in temi e questo consente anche di vedere come autori diversi si siano avvicinati allo stesso tema. Il ripasso sull’impressionismo e le sue origini (consiglio vivamente la visita guidata) mi è piaciuto molto e tra i quadri qualcuno lo avrei ammirato per ore 😉 

Tre i miei nuovi quadri preferiti: “Ritratto di Carmen Gaudin” di Henri de Toulouse Lautrec, “Campi di fiori in Olanda” di Vincent Van Gogh e “Cogliendo i fiori” di Auguste Renoir. 

Per chi fosse interessato segnalo che proprio da ieri sera abbiamo casualmente scoperto che Rai5 dedica 4 puntate agli impressionisti. Le rivoluzionarie e magiche pennellate di Pissarro, Monet, Renoir, Degas o Caillebotte svelate al pubblico dal giornalista esperto d’arte Waldemar Januszczak. Confesso che all’inizio ero un po’ scettica perché lo stile del documentario è un po’ scherzoso, ma alla fine sono rimasta a vederlo fino alla fine e mi sono alzata molto soddisfatta!  Ecco il link.

Sebastiao Salgado all’Ara Pacis

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Nonostante la pioggia quasi autunnale e un tasso di umidità da equatore, con la mezza mela abbiamo vinto la pigrizia domenicale pomeridiana e siamo andati all’Ara Pacis a vedere Genesi, mostra fotografica di Sebastiao Salgado.

Siamo stati ripagati da una mostra meravigliosa, con davvero tante foto tra le quali è praticamente impossibile scegliere “la preferita”. Gli scatti, tutti in bianco e nero, raccolti negli angoli più belli e affascinanti della terra, raccontano la natura, i suoi incanti e gli uomini che ancora la vivono nel modo più tradizionale e antico.

Forse, se posso fare un appunto, avrei curato meglio l’illuminazione, perché non essendoci faretti singoli per ogni scatto ma fari più grandi messi sul soffitto, in alcuni casi il riflesso sul vetro risultava davvero fastidioso e si faticava un po’ ad apprezzare lo scatto. Se capitate a Roma, io la consiglio vivamente, ma dovete sbrigarvi perché rimane solo fino al 15 settembre.

Con l’occasione abbiamo anche dato un’occhiata da vicino all’Ara Pacis e, come sempre, ne è valsa la pena.

Mercati di Traiano

Che testa!!! Ho dimenticato di parlarvi dei Mercati di Traiano! Il 18 maggio io e la mezza mela abbiamo deciso di approfittare della Notte dei musei e di giocare a fare i turisti a Roma. L’iniziativa ha avuto un successo impressionante, tanto che delle diverse mete che avevamo notato, siamo riusciti a vedere “solo” i Mercati di Traiano (per le Scuderie del Quirinale e i Musei Capitolini c’era una fila che avrebbe ucciso chiunque). 

Roma è talmente bella che riesce ancora a lasciarmi senza parole ed ha così tanto da offrire che c’è sempre qualcosa di “nuovo” da vedere. I Mercati di Traiano sono un esteso complesso di edifici di epoca romana sulle pendici del colle Quirinale.
Il complesso, che in origine si estendeva anche oltre i limiti dell’attuale area archeologica, era destinato principalmente a sede delle attività amministrative collegate ai Fori Imperiali e solo in misura limitata a attività commerciali. L’aspetto che mi ha maggiormente affascinata sono i numerosi collegamenti interni tra i vari livelli (scale, cordonate, ecc.) che danno al complesso una forma particolarmente organica e coordinata.

Il sito viene utilizzato come sede del Museo dei Fori Imperiali e come esposizione per mostre temporanee. Quando siamo andati noi c’erano la mostra fotografica T.R.I.P. Travel Routers in Photography (con qualche scatto notevole) e Marcello Mondazzi – Frammenti del tempo (posso dire che io la scultura contemporanea non la capisco?!?).

Abbiamo concluso la serata con una mega passeggiata nel centro storico.

Robert Doisneau

doisneau

Quando Roma ti regala giornate con un cielo così azzurro restare a casa è un sacrilegio! Oggi io e la mezza mela ne abbiamo approfittato per andare a vedere una mostra che avevamo adocchiato da tempo: Robert Doisneau a Palazzo delle esposizioni. Confesso la mia totale ignoranza in materia ed è solo grazie alla segnalazione di Gessi74 che abbiamo scoperto questo fotografo incredibile.

Doisneau fotografa uomini, donne, bambini, animali, ma il vero soggetto delle sue foto è sempre Parigi, che incanta, ammalia, strega, affascina e seduce. Le sue foto (tutte in bianco e nero) trasmettono gioia, serenità, benessere, anche quando riguardano la semplice quotidianità. Ha uno stile magnifico, sarei rimasta a guardarle per ore.

Purtroppo il bookshop era sprovvisto di stampe (possibile???) e quindi dovremo rimediare su internet, perché almeno una piccola selezione delle sue fotografie (tra cui il famoso Bacio all’Hotel de la Ville del manifesto) la vogliamo nella nostra stanza.

certigiorni

Mondrian

Ebbene sì, il giorno prima della chiusura, io e la mezza mela siamo finalmente riusciti ad andare al Vittoriano a vedere la mostra di Mondrian.

Abbiamo approfittato di un sabato mattina freddino ma assolato in cui per altri motivi siamo stati costretti ad una levataccia. In compenso non abbiamo fatto nemmeno un minuto di fila e ci siamo goduti il centro di Roma con una pace meravigliosa.

Di Mondrian conoscevo solo il suo quadro più famoso (quello del depliant, per intenderci), così la scoperta è stata ancora più interessante. Intanto mi ha sorpreso lui! Tutto mi immaginavo, ma non un signore distinto, con gli occhialetti e l’aria più da ragioniere che da eclettico pittore del ‘900. Alcune delle prime opere sono a dir poco incantevoli e lo studio sugli alberi (l’evoluzione del quale lo ha portato ai primi quadri con linee geometriche marcate) l’ho trovato così bello… La Composizione n. 4 è bellissima (starebbe così bene nel nostro salone… ma la mezza mela dice che forse non ce la possiamo permettere 😉 )

Senza ombra di dubbio questa volta devo dire di essere d’accordo con la mezza mela: la mostra ha decisamente raggiunto lo scopo di farci conoscere un pittore di cui avevamo solo informazioni superficiali e, soprattutto, ci ha fatto amare i suoi quadri meno noti più di quello che è diventato il suo simbolo.

E ora tutti pronti che a marzo al Vittoriano dovrebbe esserci Dalì!!! 🙂

Steve McCurry

Steve McCurry è un fotografo talmente bravo e famoso che lo conosco persino io che sono un’ignorante patentata in materia. La sua mostra fotografica allestita al MACRO – Testaccio di Roma ci ha incuriositi e così io la mezza mela giovedì 8 abbiamo approfittato della festa e siamo andati a vederla.

L’effetto che mi ha fatto non me lo aspettavo. L’allestimento rendeva davvero omaggio ad una selezione di 200 scatti incredibili, caratterizzati da colori che non si posso descrivere. Sono i colori quelli che mi hanno colpita di più: perfetti, brillanti, potenti, comunicativi. La parte dedicata ai ritratti ad un certo punto è persino inquietante, quei volti sembrano guardare proprio te e scavarti nell’animo. Gli scatti di guerra sono dolorosissimi, li guardi e nel silenzio ti sembra di sentire la sofferenza. I paesaggi sono pazzeschi, la mezza mela li guardava incantato. 

Stravale la pena di andarla a vedere. Non credo potrò mai più dimenticare la foto del bambino sudamericano con la pistola alla tempia. La mezza mela, invece, non la smetteva più di guardare quella dei pescatori sui bastoni. Ma sono solo due esempi di un’arte raffinatissima, è evidente che quelli di McCurry non sono gli scatti di un turista, ma quelli di un viaggiatore curioso e la differenza è abissale. Non è questione di qualità della foto, è questione di prospettiva, di profondità, di incanto.

Il sito ufficiale della mostra è qui