Pensieri

Zia Bee ha sempre detto che, diversamente da quello che pensa la maggior parte della gente, una vera amica non è quella che corre da te quando stai passando un brutto momento. No, quello lo sanno fare tutti. Secondo Bee, una vera amica è quella che apprezza la tua felicità anche se lei non sta bene.”

Neve a primavera

Ne sono convinta da tempo e ora più che mai lo sto toccando con mano. Le amiche vere non le vedi nel momento del bisogno. Quando tutto va di merda qualcuno disposto a metterti una mano sulla spalla, c’è sempre.

È quando le cose vanno bene che vedi la differenza. In mezzo alle frasi di circostanza, spiccano loro, che ti avvolgono con la loro presenza e ti fanno toccare la luna. Le vedi nei piccoli grandi gesti che ti arrivano dritti al cuore, nell’emozione che lasciano trasparire, nelle frasi giuste che non avresti saputo scegliere parole migliori.

A queste amiche (loro sanno chi sono) dico grazie. La vostra amicizia è un bene inestimabile.

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Lo so…

Sono incommentabile e senza speranza.

Sono sparita e non ho scritto una riga da quando sono tornata dal Giappone.

E sì che avrei da raccontare del viaggio, dei libri letti, dei film visti e delle cose (belle) successe nel frattempo.

C’avrò il blocco del blogger, che vi devo dire.

Portate pazienza che torno, prometto!!!

In viaggio!!!

In questo momento, se ho fatto bene i calcoli, noi siamo in viaggio verso il Paese del Sol levante.

Tenete le dita incrociate perché voglio tantissimo trovare i ciliegi in fiore.

Per gli insulti usate come sempre i commenti, in fondo me li cerco! 😉

Dimentica il mio nome

Ho divorato l’ultima opera di Zerocalcare nel viaggio di ritorno in treno da Brescia. D’altra parte sia Auryn sia Bookaholic ne avevano parlato bene, quindi mi aspettavo grandi cose. Ammetto, però, non così grandi.

Sarà che la lettura di Dodici mi aveva lasciata abbastanza tiepida. Qualche trovata geniale alla Zerocalcare, ma per il resto una storia davvero deboluccia. Dimentica il mio nome, invece, è meno divertente (forse) ma molto più profondo. Secondo me segna proprio una svolta, ed è una svolta positiva, nel suo stile. C’è sempre lui, i suoi personaggi nerd, le trovate da genio anni 80, ma c’è anche una dose di sentimento e di spessore che negli altri volumi non era sempre costante.

Leggendo Dimentica il mio nome mi sono trovata con un nodo in gola che non voleva andare giù. Ad un certo punto avevo addirittura i lucciconi. Anche le tavole mi sono piaciute, alcune, la facciata della chiesa solo per fare un esempio, mi sono sembrate davvero perfette. Con questo libro mi ha definitivamente conquistata. Ora spero solo che continui così!

I cento colori del blu

Più riguardo a I cento colori del bluMoma mi ha consigliato la lettura de I cento colori del blu di Amy Harmon. Era così convinta che non ho saputo resistere e mi sono immersa nella lettura. 

Dopo poche pagine ho capito perché Moma insistesse tanto. Il libro scorre velocissimo, la storia è semplice, un po’ inverosimile (soprattutto in relazione al finale), i personaggi sono americanissimi, ma nel complesso funziona alla grande. La trama è semplice: a diciannove anni Blue Echohawk frequenta ancora il liceo. Abbandonata da sua madre quando aveva solo due anni, non conosce il suo vero nome, né la sua data di nascita. Indossa sempre vestiti attillatissimi e un trucco pesante: il sesso è il suo rifugio, un gioco per dimenticare tutto, per mettere sotto chiave le sue emozioni. Blue ha iniziato tardi la scuola e non mostra alcun interesse per lo studio. È un caso disperato. Eppure il suo nuovo insegnante di storia, il giovane Darcy Wilson, non la pensa così…

Un lettura avvolgente in cui vengono trattati anche i temi dell’abbandono, dell’adozione, della maternità… Inutile dire che ad un certo punto mi sono sciolta in un mare di lacrime, ma ne è valsa la pena. 

La maledetta lista dei 10 libri di Facebook

Gira questo gioco su Facebook in cui ti taggano e tu devi scrivere la lista dei dieci libri che ti hanno segnata/formata.

Dopo il quarto tag mi sono arresa e senza pensarci troppo su (errore!) ho messo questa:

1. Jack Frusciante è uscito dal gruppo di Brizzi
2. Il rosso e il nero di Stendhal
3. Madame Bovary di Gustave Flaubert
4. Due di due di De Carlo
5. Harry Potter (tutto)
6. Fiore di neve e il ventaglio segreto di Lisa See
7. La saga dei Malausséne di Pennac
8. In nome della madre di De Luca
9. Memorie di Adriano della Yourcenar
10. I malavoglia di Verga

Il tempo di premere Pubblica e già non ero più soddisfatta della mia scelta. Il fatto è che qui bisogna ragionarci su seriamente, non si possono fare le scelte di getto. E allora ci riprovo, motivando anche le scelte precedenti. Con più metodo e barando un po’ sul numero finale dei libri.

1. Va’ dove ti porta il cuore di Susanna Tamaro, letto in primo superiore. Lo so che vi sono venuti i brividi, ma per me che sono una lettrice tardiva, l’incontro con questo libro ha rappresentato l’apertura di una nuova dimensione: la scoperta dei libri che parlavano a me e di me, i libri che ti viene voglia di copiarti ogni frase, quelli che assorbono totalmente. In quarto poi è stato Jack Frusciante è uscito dal gruppo di Brizzi a sconvolgermi la vita, con un protagonista che parlava come me e indossava i miei amati Dr. Martens.

2. Il rosso e il nero di Stendhal, letto in quarto superiore. Rappresenta la scoperta che non sempre i libri imposti dai prof sono di una noia mortale e certi ti viene voglia di leggerli nonostante tutto. Rientrano nella stessa categoria I malavoglia di Verga e I promessi sposi di Manzoni.

3. Madame Bovary di Flaubert. Letto prima per conto mio e poi di nuovo in francese durante le vacanze del quarto. La scoperta che amo i libri con donne come protagoniste. Mi piacciono le figure complicate, diverse da me ma che sotto sotto mi somigliano, le eroine senza paura e preferibilmente con la lingua lunga. Tra le altre donne che ho amato ci sono quelli di Fiore di neve e il ventaglio segreto di Lisa See, Memorie di una Geisha di Golden, Jane Eyre della Bronte e le magnifiche e sfaccettate protagoniste della Austen, di cui sopra ogni altra amo Lizzy di Orgoglio e pregiudizio. Purtroppo Anna Karenina non ha lasciato in me la stessa impronta, per questo ogni tanto mi torna la voglia di leggerlo, per darle un’altra chance.

4. Ovviamente ho attraversato il periodo dei romanzi di formazione (e se mi capitano non li disdegno) e tra tutti ho amato Due di due di De Carlo, Narciso e Boccadoro di Hesse e Tutti giù per terra di Culicchia.

5. Mi hanno segnata sicuramente le splendide penne di Benni e Pennac. Saltatempo mi ha incantata e di Benjamin Malaussène e la sua magnifica famiglia sono innamorata. Forse il più amato è Il paradiso degli orchi, ma sono perché tutto è nato da lì, mentre Come un romanzo non mi stancherei mai di leggerlo.

6. Amo i libri che pretendono da me attenzione e concentrazione per essere assaporati fino in fondo. Memorie di Adriano della Yourcenar ti prosciuga le energie e in cambio di riempie la mente. Cent’anni di solitudine di Marquez vuole la tua concentrazione, ma ti regala pagine di pura poesia.

7. Tra i romanzieri poeti non posso non amare De Luca alla follia. In nome della madre è un incanto.

8. Harry Potter è stata la scoperta che tornare a guardare il mondo con gli occhi dei bambini è la cosa più incantevole che ci sia. La Rowling su questo fronte è imbattibile e se devo scegliere un libro della saga, scelgo lo stesso criterio usato con Pennac; Harry Potter e la pietra filosofale, perché il mio amore è nato lì.

9. A neve ferma di Stefania Bertola è tra tutti i suoi quello che sceglierei per rappresentare la perfetta armonia tra una storia per raccontate e quel groviglio di voci e personaggi che si accalcano e che amo.

10. A questo punto mi sento già molto più soddisfatta della mia lista. E mi voglio anche prendere il lusso di rispondere come ha fatto Bookaholic: “quello che non ho ancora letto“. Affermazione quanto mai vera se si considera che solo da poco ho scoperto La storia infinita di Ende e Ascolta il mio cuore dalla Pitzorno. Chissà che meraviglie mi aspettano… ed io ancora non lo so!

#Soundintrip, le canzoni dei miei viaggi

Con ritardo vergognoso, copio da Fragola e da Katiu questo meme. Lo scopo è semplice: condividere cinque brani musicali che sono stati colonna sonora di altrettanti viaggi.

1. Sarà perché ti amo – Ricchi e poveri. Da piccola soffrivo tantissimo di mal d’auto. Nella convinzione che farmi cantare mi avrebbe distratta, mia nonna metteva cassette su cassette di cantanti italiani “dell’epoca”. I Ricchi e poevri erano un must. Ovviamente io vomitavo ugualmente, ma non credo c’entrasse la musica 😉

2. Altre forme di vita – Bluvertigo. Colonna sonora di un viaggio fatto a 18 anni in pullman (!!!) in Germania con la comitiva della parrocchia. Non abbiamo praticamente cantato altro per tutto il viaggio e per i 15 giorni. Se sento questa canzone rivedo immediatamente la casa dove eravamo, vicino alla foresta nera, e ripenso alla scomodità di tutte quelle ore in pullman.

3. Calma e sangue freddo – Luca Dirisio. Non ricordo l’anno esatto. Forse 2004. Vacanza con la mezza mela in Toscana. Cd con mix fatto in casa, ma questa canzone non me la posso scordare perché abbiamo rischiato di fare un incidente terribile proprio mentre la passava lo stereo. Per fortuna qualcuno ci ha protetti e ce la siamo cavata con un mega spavento.

4. Every Rose has its thorn – Poison. Estate 2007, viaggio verso il salento. Vacanza speciale con la mezza mela: è lì che è maturata l’idea di convolare a nozze 🙂

5. Zibba & Almalibre – Anche se oggi piove. Colonna sonora di quest’estate, in cui solo a tratti è stata sostituita da Pearl Jam e Metallica.

Sto ricaricando…

Non mi sono scordata dal blog. Per un po’ non ho avuto ispirazione, poi la Valle d’Aosta mi ha distratta. Ora mi godo gli ultimi scampoli di vacanza e partecipo ad un progetto in fase embrionale che spero mi accompagnerà tutto l’anno nuovo (si sa che l’anno inizia a settembre) e per altri anni ancora.

Seguiranno post sulle mie (scarse) letture estive.