Voglio prenderti per mano

/home/wpcom/public_html/wp-content/blogs.dir/de7/4083637/files/2015/01/img_6950.jpgVoglio prenderti per mano di Ann Hood mi è arrivato con una staffetta. Diversamente confesso che non so se lo avrei letto.

Di cosa si parla in questo romanzo? Di coppie americane alle prese con l’adozione internazionale di bambine cinesi. La narrazione si alterna, con perfetto equilibrio, dando voce a tutti i personaggi e raccontando anche le storie delle mamme cinesi. L’autrice stessa ha adottato una bambina cinese, quindi do per certo che si adeguatamente informata in merito.

L’impatto della lettura è stato assurdo: le modalità adottive americane sono distanti un paio di migliaia di anni luce da quelle italiane. C’è una leggerezza nell’affrontare le varie problematiche connesse all’adozione (che invece in Italia diventa fin troppo macchinoso) che mi ha lasciata disorientata.

Per quanto mi trovi a subire la modalità cervellotica del nostro paese, non trovo che quella easy possa essere risolutiva. Si tratta di un passo enorme, di bambini che hanno già sofferto (in varie modalità) il trauma dell’abbandono, è necessario avere tutta la consapevolezza che serve (e anche qualcosa in più), è opportuno aver risolto tutti i problemi di coppia, perché, questo lo dico da sempre, i figli non sono colla.

Il romanzo si legge in modo spedito, scorrevole, leggero. Da donna ho apprezzato che l’autrice abbia dato voce anche agli uomini/futuri papà, perché inevitabilmente nel corso di questi anni mi sono trovata a chiedermi se la mezza mela percepisse le cose come me (e ogni volta che ci siamo confrontati ho avuto la conferma che gli uomini vengono da Marte e le donne da Venere). Purtroppo la lettura ha risvegliato vecchi e nuovi fantasmi e mi sono ritrovata ad iniziare l’anno con una discreta dose di ansia. Ormai però so che ci devo condividere, quindi le ho fatto posto sul divano e abbiamo deciso di aspettare sviluppi insieme 😉

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8 thoughts on “Voglio prenderti per mano

  1. Ho letto molti romanzi nella mia vita ma, al momento, quello dell’adozione è un tema che non mi attira particolarmente; la tua recensione comunque mi ha già dato un’dea sulla struttura del libro.

    Un saluto

  2. i cinesi in tema di adozione son abbastanza rompini: richiedono molte caratteristiche ai genitori adottivi, come un certo reddito e un livello di struzione minimo (non son certa ma mi pare la laurea). Siccome però non son felicissimi di far adottare tanti bambini agli statunitensi allora hanno fatto una norma praticamente ad hoc: devono rispettare un limite dell’indice di massa corporea… e si sa dove si trovano la maggior parte degli obesi del nostro pianeta!

    • Anche i coreani non scherzano, noi abbiamo dovuto tirar fuori laurea e titolo di proprietà di casa, oltre al reddito e ai certificati medici…
      So della regola anti obesi che hanno inserito in Cina e proprio per questo il libro mi ha lasciata spiazzata: questi decidono che vogliono adottare e sei mesi dopo con una sola visita domiciliare degli assistenti sociali volano in Cina a prendere le bambine??? mah!

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