Il bordo vertiginoso delle cose

Non il miglior Gianrico Carofiglio, a mio giudizio, ma il suo stile rimane sempre piacevole, preciso, rilassante.

Adoro il suo modo di raccontare la quotidianità, i personaggi sempre così delineati che ti sembra di conoscerli, le passeggiate notturne per schiarire le idee e le ambientazioni mai banali. 

In questo romanzo Carofiglio alterna il racconto di Enrico tra un oggi scritto in seconda persona e un passato (che mi è piaciuto di più) scritto in terza. Il protagonista torna nella sua città di origine sulle tracce di un passato che rivive ora con occhi da adulto. Sempre ben scritto, la storia, però, mi ha ricordato un po’ troppo Il passato è una terra straniera e, per certi versi, anche Né qui né altrove. 

Non mi ha entusiasmata, ma merita comunque di essere letto.

“Ti torna in mente una frase letta anni fa: non guardate indietro, ci siete già stati. Allora ti era parsa uno spunto arguto. Magari un po’ new age, ma arguto. Adesso ti chiedi se poi è vero che ci siamo già stati. Non sei così sicuro, non lo sai bene cosa c’è da quelle parti.” 

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