Niente e così sia

Più riguardo a Niente e così siaLa Oriana Fallaci giovane mi strega con il suo modo di scrivere perfetto e con le sue idee forti e radicali. In molti aspetti della sua volubilità, del suo desiderio di capire, della sua rabbia, rivedo tratti che mi appartengono.

Niente e così sia è il diario che la Fallaci ha scritto durante la sua esperienza di inviata di guerra in Vietnam. Io ne sono rimasta incantata. In primo luogo per il modo magnifico in cui è scritto, per la perfetta capacità di ammaliare, incuriosire, indignare il lettore. In secondo luogo per il contenuto. Secondo me andrebbe letto a scuola, perché illustra con occhio indipendente ed estremamente critico l’uomo e la guerra, prima ancora che la guerra in Vietnam nel suo specifico. Mostra il punto di vista dei soldati americani e subito dopo quello dei vietcong e dei vietnamiti in genere, mostra il fascino perverso che la guerra esercita su chi la vede da vicino. Pone interrogativi senza risposta sulla brutalità umana, cerca Dio e poi lo rinnega. Arriva dritto a colpire dove deve.

Più leggo di lei, più la amo, più mi chiedo come reagirò leggendo La rabbia e l’orgoglio. Intanto, però, procedo con metodo e continuo a leggere i suoi scritti più vecchi, prossimamente voglio dedicarmi a Gli antipatici e a Se il sole muore.

7 thoughts on “Niente e così sia

  1. “Un uomo.”
    Letto a diciassette anni. L’età probabilmente più adatta.
    Lo rileggo spesso, quando ho voglia di mollare, quando sono arrabbiata o confusa. Quando vien meno la voglia, la forza o la speranza.
    Nessun libro, italiano o straniero, a parer mio, può reggere il paragone.🙂

  2. non sai quante volte ho letto Un uomo… ero follemente innamorata di quel libro, di quel suo amore e soprattutto di quel modo di scrivere…

    talmente innamorata che la delusione per la nuova Fallaci mi ha fatto allontanare completamente da lei…. prima o poi faremo pace!

  3. Non ho mai letto nulla della Fallaci… devo dire che purtroppo negli anni del liceo mi rimbombavano le sue considerazioni degli ultimi anni e le critiche che quelle parole le avevano procurato… insomma, ho un retaggio adolescenziale che mi porta a un rifiuto ottuso… dovrò cercare di superare l’ostacolo, anche solo per avere un’idea finalmente solo mia…

    • Stesso problema di retaggio adolescenziale. Di lei avevo letto solo Lettera a un bambino mai nato (che però per il tema trattato fa presa facilmente), poi mia suocera ha insistito perché leggessi Un cappello pieno di ciliege (il suo romanzo incompleto pubblicato postumo) e il suo stile mi ha aperto un mondo. Allora ho deciso di leggerla ma a partire dalle cose più vecchie, per provare a capire anche il suo percorso interiore. Per ora mi incanta ogni volta…

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