The help

Più riguardo a the Help

Fin dalla prima pagina ho capito che questo sarebbe stato un libro speciale, di quelli che ti entrano dentro e non ti mollano più, di quelli in cui alla fine senti i personaggi così vicini da sembrare persone di famiglia.

Lo stile della Stockett è “esattamente il mio genere“: fresco, ironico, mai superficiale, delicato e femminile. Le protagoniste, le cui voci si alternano nella narrazione, sono di quelle donne che vorresti come amiche per dividere la vita con loro. Aibileen è dolce, saggia, segnata dal dolore ma sempre fiduciosa nella vita. Oh, quanto vorrei essere nel suo quaderno delle preghiere! L’amore che trasmette a Mae Mobley è tangibile ed è un balsamo lenitivo che senti scivolarti addosso. Minny ha il più bel caratteraccio che un personaggio letterario possa avere. La amo per i suoi modi bruschi, per il fatto che non sa stare zitta, per le rispostacce e l’aria furiosa. Soprattutto la amo perché, dopo aver rimesso in riga Miss Hilly con la grande porcata, trova anche la forza di definire la situazione con Leroy. È una donna forte di quelle che piacciono a me. Skeeter è la sognatrice che tutte noi vorremmo essere. Persegue il suo obiettivo senza mollare un attimo. Forse avrei voluto un piccolo paragrafo in più per sapere l’opinione del padre sul libro, ma anche immaginarmelo mi va bene.
Hilly è l’antagonista per eccellenza, talmente arroccata nei suoi pregiudizi da non aver nemmeno il sospetto che le cose siano diverse da come crede lei. Odiosa, ma mai quanto Elisabeth! Miss Leefolt la odio non solo per come tratta Mae (e già questo basterebbe), quanto perché è talmente vigliacca da non essere nemmeno in grado di prendere una decisione autonoma. È la feccia che costituisce il gregge. Stuart è un imbecille! 
Celia è un mondo a parte, per lei mi si è davvero distrutto il cuore.

I temi trattati sono seri e profondi. In una Jackson degli anni ’60 i problemi della segregazione e della convivenza tra bianchi e neri emergono con forza e l’autrice concentra la sua attenzione sul rapporto delle famiglie bianche con le loro domestiche di colore. Il libro fa riflettere e fa arrabbiare.
Nel mio caso mi ha anche fatto pensare che per quanto vorremmo, forse non siamo poi così distanti dalla realtà narrata. Non abbiamo mai avuto domestici in casa, ma quando nonna si è rotta il femore abbiamo avuto bisogno di trovare una persona per lei e ci siamo confrontati con storie che mi suonavano allucinanti nel 2014. Tra l’altro poi certi comportamenti innescano esattamente il meccanismo descritto nel libro: quando ci si trova davanti ad una famiglia che si comporta in modo diverso e umano, la paura è quella che ci sia sotto una fregatura. I pregiudizi possono fare danni inenarrabili, dovremmo provare a tenerlo a mente!

NOTA: questo è il primo libro letto di una delle staffette letterarie a cui sono iscritta. Il caso ha voluto che fosse della mia amica Sabry. È stato bello leggerlo accorgendomi che molte sottolineature fatte da lei erano le stesse che avrei messo io🙂

10 thoughts on “The help

  1. Anche a me il libro è piaciuto tanto e condivido le tue impressioni sui personaggi (soprattutto su Celia)
    Per quanto riguarda la tua affermazione su “io non ho domestici”, mi è venuta in mente questa cosa (siamo al limite dell’off topic ma magari ti può interessare…)
    http://slaveryfootprint.org/

  2. E vedo che pure le impressioni che hai avuto, infatti, sono state le stesse..solo che devi ancora spiegarmi come hai fatto a non piangere??!!! Io ho versato fiumi di lacrime, sin dalle prime pagine!!!😉

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