Il gusto proibito dello zenzero

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All’inizio ho fatto fatica. Mentre Come un cuore ribelle mi è entrato subito dentro, Il gusto proibito dello zenzero, anche a causa della mancanza di tempo libero nelle giuste dosi, ci ha messo un po’. 

Quando però è decollato, non sono più riuscita a staccarmi. Henry è un adorabile ragazzino con genitori cinesi ma americano di nascita. Per fare di lui un americano vero, a 12 anni, i genitori lo iscrivono ad una scuola di bianchi e gli proibiscono di parlare cantonese anche dentro casa. È a scuola che conosce Keiko, giapponese di origine, ma americana di nascita. La storia si alterna tra la vita di Henry da adulto e i suoi ricordi di ragazzino. È negli anni a cavallo della seconda guerra mondiale che la storia ha il suo fulcro, in anni duri, dominati dall’odio e dalla violenza, anni in cui Henry e Keiko dodicenni scoprono quanto sia forte il loro legame. Devo alla lettura di questo libro la scoperta di una realtà storica che ignoravo totalmente: non sapevo che gli americani avessero rinchiuso i giapponesi presenti sul loro territorio (considerati, nella stragrande maggioranza dei casi immotivatamente, nemici) in campi di concentramento per l’intera durata della guerra privandoli di tutti i loro diritti e dei loro beni.

Il metodo di Ford mi piace, mescola fantasia a documentazione storica, costruisce una storia avvincente dandole un preciso quadro storico. I personaggi sono ben strutturati e fornisce al lettore le indicazioni necessarie per capire gli atteggiamenti legati ad una cultura così distante dalla nostra come quella cinese. Lo stile è scorrevole, fluido e piacevole.

Un bel libro, che lascia il segno. Nel mio caso, poi, questo è un libro “speciale” perché sta partendo per una staffetta… ma questa è un’altra storia che poi vi racconterò ;-) 

9 thoughts on “Il gusto proibito dello zenzero

  1. Mia madre ha questo romanzo nella sua libreria lì in bella mostra e sembra chiamarmi ogni volta che vado a trovarla e ci passo davanti! Dovrò lasciarmi conquistare dal suo richiamo e dovrò “rubarglierlo” per leggerlo al più presto. Tra l’altro, se non ho capito male, in questo libro ci sono un sacco di richiami alla cultura giapponese quindi non posso non leggerlo!!

  2. Era piaciuto molto anche a me. Sia per la storia in sè che per la capacità di ricreare quel contesto e una parte di storia che in effetti è molto poco conosciuta… Sarei curiosa di leggere altro di questo scrittore, vedremo…🙂

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