Per dieci minuti

Più riguardo a Per dieci minuti

L’angolino di Ale ne ha parlato qui, mentre qui trovate la recensione di Fragola. Vi consiglio di leggere le loro dettagliatissime recensioni, perché il mio giudizio è molto più di cuore che di testa.

Razionalmente non posso che trovarmi d’accordo con Fragola. Il libro è il perfetto prodotto editoriale “dei nostri tempi”: veloce, frasi d’impatto emotivo assicurato, scrittura fresca e veloce, immediato, ma senza mai sbilanciarsi ed approfondire davvero, nel complesso un po’ superficiale. I personaggi sono per lo più bidimensionali, comparse necessarie solo per raccontare la ricerca di Chiara e il suo esperimento dei 10 minuti.

Emotivamente, però, questo libro mi è capitato tra le mani in una fase della mia vita in cui, seppur per motivi diversi, mi sento esattamente come Chiara: persa, disorientata, sottovuoto. È quindi evidente che la lettura ha avuto su di me una presa fortissima, l’ho finito in gran fretta perché non riuscivo a staccarmi, perché fare il “tifo” per Chiara era un po’ come fare il tifo per me. Passando per quei dieci minuti al giorno, che rendono un po’ diversa la quotidianità, Chiara riesce in qualche modo a trovare un nuovo equilibrio e una nuova strada per sé. Non so se anche io dovrò passare per un esperimento così, ma spero di ritrovare presto il mio equilibrio. Se non altro la lettura mi ha messo addosso un po’ di sano ottimismo!

Due cose mi sono piaciute in particolare: il fatto che Ato sia arrivato in Italia “per una serie di cazzi” (rende l’idea della situazione meglio di lunghe descrizioni) e una frase che cita anche Ale

Leggiamo per noia, per curiosità, per scappare dalla vita che facciamo, per guardarla in faccia, per sapere, per dimenticare, per addomesticare i mostri fra la testa e il cuore, per liberarli”

Nel complesso non so dirvi se mi sia piaciuto o no, ma mi ha colpita in modo particolare ed è questo quello che conta, no? 😉

5 thoughts on “Per dieci minuti

  1. A dire il vero, credo di aver letto un suo libro una volta, ma non deve avermi fatto molto effetto se non riesco a ricordarmi quale.

    Non è importante che un libro procuri piacere per dire che ti è piaciuto, l’importante è che appassioni o che coinvolga. A quanto pare è il tuocaso. Non so se lo leggerò mai, ma nella frase che hai citato sulle motivazioni della laettura mi ritrovo parecchio.

  2. Emotivamente io sono molto d’accordo con te. Io sto scrivendo un periodo che dire disorientante è dir poco: mi sono cadute molte certezze negli ultimi mesi e mi sembra sempre di essere su una giostra, tra il raccogliere macerie e costruire ponti… e in effetti emotivamente l’ho valutato di più. Tuttavia, mi son imposta nella recensione di trattenere il cuore ed essere razionale e, in effetti, sono risultata un po’ freddina. Ultimamente mi tengo molto a freno perché so che il mio cuore, se lascio andare gli argini straripa… detto questo, è un libro che colpisce e il gioco dei dieci minuti io lo approvo a pieni voti e chissà se riesco a metterlo in pratica! 🙂

  3. Io non so se riuscirò a mettere in pratica il “gioco” dei dieci minuti ma trovo sia davvero utile…bisognerebbe davvero provarci! Non è detto che provando tutti i giorni qualcosa di nuovo emerga qualche attitudine particolare che fino a quel momento non sapevamo di possedere. Questo credo sia il punto più interessante del libro: la voglia di provarci e ripartire da lì.

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