I Miserabili – Considerazioni finali

E’ dal 4 novembre che il volume de I Miserabili è il nostro miglior complemento di arredo. Con una settimana di anticipo sulla fine del book club, io, Moma e Katiu lo abbiamo finito. Voglio tirare le somme di questa esperienza, come lettura di un classico intramontabile e come partecipante al book club.

SUL LIBRO. Hugo mi ha messa in forte difficoltà. Mi rendo conto di aver perso un po’ l’abitudine ai classici ottocenteschi e in alcuni punti confesso di avercela fatta solo perché potevo cimentarmi in commenti acidi e/o disperati con Moma e Katiu. Di certo quello che ho appena finito è un classico in tutti i sensi. Jean Valjean è il protagonista ottocentesco per antonomasia. Lui, un miserabile, riscatta se stesso con la fede, il lavoro, l’umiltà e la dedizione. Trae gioia solo dalla gioia del suo oggetto d’amore: la figlia/protetta Cosette. Ma Jean non è l’unico personaggio perfetto da quel punto di vista. Mi rendo conto che anche Cosette lo è. Lei e Fantine più volte mi hanno fatto perdere la pazienza con il loro modo di fare, ma poi mi sono dovuta rassegnare al fatto che di donne “libere e indipendenti” nell’ottocento non è che ce ne fossero a valanghe. Tra i tanti personaggi che si sono affacciati in queste mille pagine, porterò nel cuore Eponine e Gavroche, entrambi a modo loro si sono riscattati dal loro destino di miserabili. Javert invece mi è sempre stato insopportabile e la sua rigidità mentale lo ha reso distante e poco coinvolgente per me. 

Le descrizioni di Hugo non riesco a paragonarle a niente che io abbia letto in precedenza. Alcune pagine sono un vero attentato alla salute mentale del lettore. Waterloo e la cloaca li ricorderò con orrore supremo. Devo dargli atto che ha curato l’ambientazione parigina ai limiti della maniacalità. Lo stile è classico, forbito, denso di notazioni e di dettagli. Non è proprio un libro da ombrellone, ma mi è entrato sottopelle con calma e determinazione. Mi è dispiaciuto solo perché in alcuni punti ho avuto la sensazione di non riuscire a godere appieno della poesia e della profondità dei pensieri di Hugo perché troppo diluiti in mille divagazioni. Nel complesso, comunque, sono soddisfatta della lettura e sono certa che mi tornerà in mente spesso.

SUL GRUPPO DI LETTURA. Avevo già provato un gruppo di lettura su aNobii, ma non mi aveva entusiasmata per niente. Questa volta, invece, il gruppo ha fatto la differenza. La presenza costante di Moma e Katiu e la supervisione di Fragola hanno reso la lettura più stimolante e divertente. Mi piace il confronto con gli altri per capire cosa loro hanno amato di più, cosa invece li ha lasciati indifferenti. In più di un momento la presenza delle mie compagne di lettura (anche se sono due secchione e hanno finito TUTTE le settimane prima di me minando profondamente la mia autostima) è stata essenziale. L’esperienza mi è piaciuta e non vedo l’ora di fare il bis.

Nel frattempo, però, devo smaltire un po’ di letture arretrate ;-) 

7 thoughts on “I Miserabili – Considerazioni finali

  1. Ora smaltisco anche io un po’ libri arretrati, e soprattutto torno alle prese con le mie storie pseudo-semplici: basta fogne, basta guerre, basta ottocento! Però concordo con te su tutto, soprattutto il gruppo di lettura. Avere accanto qualcuno che legge parallelamente a te la stessa storia di permettere di commentare a caldo quello che provi nel vivere una certa parte della storia (e il nostro gruppetto non si tratteneva certa coi commenti!)

  2. non è vero che abbiamo sempre finito prima di te, o meglio non ho sempre finito prima di te😉
    quel che è giusto è giusto😀
    però mi piacerebbe ripetere l’esperienza prima o poi… magari meglio poi che anche io sono rimasta in debito di letture leggere😉

    • credo id aver finito una sola tappa prima di te… perciò praticamente hai finito sempre prima tu😉
      Ora letture arretrate e poi vediamo Fragola cosa ci organizza😉

  3. beh lieta che sia sta una bella esperienza! ^^ Quando ho decido di leggere questo libro, mi è subito venuto in mente che fosse adattissimo a un gruppo di lettura. La lettura in gruppo incentiva e consola e vista la mole del libro e anche lo stile di Hugo, erano gli unici elementi che avrebbero fatto la differenza tra “letto” e “abbandonato”. Voi siete state bravissime, io ho voluto portare avanti altre letture, poi mi sono fatta prendere un attimo dallo sconforto, ma alle battute finali sono pronta per l’ultimo grande slancio. Con il film ci divertiremo di sicuro perché già mi immagino i vostri commenti!😉

    • E’ stata una scelta perfetta Strawberry!
      Per i commenti al film mi sa che io, Katiu e Moma avremo bisogno di un moderatore: davanti a Jean potremmo diventare pericolosamente incontenibili😉

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