Alla fine di un lungo inverno

Più riguardo a Alla fine di un lungo inverno. Come l'amore mi ha liberata dalla prigione dell'anoressia

Emma è la pronipote di Virginia Woolf. Anni di carriera nel mondo dell’editoria, per scoprirsi poi scrittrice. Alla fine di un lungo inverno è la sua storia. Vera, cruda e dolorosa. L’idea del libro nasce dalla rubrica che tiene sul Times, An apple a day, un doloroso diario personale con il quale la Woolf ha deciso di rivelare al mondo la sua migliore amica e la sua peggior nemica: l’anoressia. Il racconto è intimo, contraddittorio, scioccante. Dopo 10 anni di anoressia, dopo promesse, tentativi, fallimenti, insicurezze, Emma trova nell’amore di Tom e nel desiderio di un figlio la forza per impegnarsi in un cambiamento.

La realtà è che dall’anoressia non si guarisce mai del tutto, che il cibo permea la nostra vita ed un rapporto distorto non si sana con la semplice volontà (per quanto forte). Emma prova ad analizzare le cause, ad andare a fondo, a capire se esiste una motivazione scientifica, prova a spiegarsi e mettersi in discussione, ma anche un po’ a giustificarsi. La narrazione non è sempre convincente, a volte finisce a ripetere ossessivamente certi concetti, a rimanere intrappolata dai meccanismi perversi della malattia. Ad ogni modo riesce a dare un’idea abbastanza buona di cosa voglia dire essere anoressici (fermo restando il fatto che ogni caso è assolutamente diverso dagli altri), della dissociazione che si crea tra corpo e mente, della difficoltà a riprendere contatto con la normalità. Non è il testo del secolo, ma è sicuramente interessante e ben scritto.

Solo una nota: il compagno della Woolf, Tom, fa il giornalista di viaggi. Loro, poverini, sono/sono stati costretti a passare fuori, in ogni genere di magnifico posto vi venga in mente, anche 45 week end in un anno, spesati e in hotel per lo più di superlusso dovendo testare SPA, massaggi, ristoranti, servizi,… Per non parlare dei grandi viaggi che sono costretti ad organizzare e fare per i reportage. Pare che sia davvero molto stressante non poter passare a casa tutto il tempo che vorresti, essere sempre in giro, le valige, il cibo strano… LI ODIO, sentitamente!

One thought on “Alla fine di un lungo inverno

  1. Commento alla nota: se volessero fare a cambio di lavoro io e Coso ci offriamo volontari. Prendiamo la loro casa a NY e tutti i viaggi. Che s’ha da fa’ pe ccampa’?

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