TuttoDante

Il mercoledì sera TuttoDante di Benigni è diventata per noi una consuetudine. Se per qualche motivo ce lo perdiamo (oppure se ci è piaciuto qualche passaggio), lo vediamo il giovedì all’ora di cena su Rai5. La Rai ha comprato i diritti per 12 puntate (quella di ieri era la quarta), ma credo che poi continueremo a vederlo anche da soli.

Adoro il modo di Benigni di spiegare Dante, mi fa venire voglia di tornare a scuola🙂 Mi piace come farcisce tutto di spiegazioni, chiarimenti, approfondimenti sui miti greci, sugli episodi storici, sugli usi e i costumi. Mi piace la passione che infonde, l’amore con cui parla della Commedia e di Dante, il suo modo scanzonato di attualizzare quello che legge. 

Sono rimasta sorpresa a leggere i commenti negativi in rete e su twitter. Sembra che Benigni annoi (possibile???), che allontani gli italiani dalla Divina Commedia, che faccia ascolti bassissimi. Che peccato!!! Per una volta che la tv non passa il solito talk show, o il reality di turno fatto di urla e gossip, la risposta degli italiani è di puro disinteresse. Forse L’isola dei famosi ce la meritiamo davvero!

8 thoughts on “TuttoDante

  1. Io sono tra quelli a cui NON piace Benigni.
    Anche a piccole dosi non lo sopporto molto, figurati a dover guardare una trasmissione intera solo con lui.

    • Capisco che Benigni possa non piacere, ma qui non fa il comico (che ultimamente in quella veste ha un po’ stufato anche me), spiega la Divina Commedia. Secondo me è diverso…

      • Il Tutto Dante non è questione di gusti, e credo che lei viva davvero fra le nuvolette… Le “spiegazioni” e gli “approfondimenti” di Benigni sono su qualunque buon testo dantesco: peccato che il comico spesso ricordi male le note di commento ed altrettanto spesso fraintenda il pensiero dell’Alighieri, creando una gran confusione (per non parlare degli strafalcioni esegetici e degli errori nella recitazione). Se non crede alle parole, consulti i “fatti” ( http://www.odanteobenigni.it/?p=1986 o anche http://www.odanteobenigni.it/?p=1382 ). Il mestiere di Benigni sarebbe quello di fare il comico: ma pare che l’attore sia pronto a rivestire qualunque ruolo pur di ammucchiare denaro (260 Euro al secondo è arrivata a pagargli la Rai!). Non si può divulgare ciò che non si sa, ma la nostra epoca arriva a permettere questi paradossi.
        Il recente insuccesso delle serate del Tutto Dante, di cui la Rai si affretta a liberarsi mandando in onda 6 puntate in 3 mercoledì, dopo aver “regalato” a Benigni milioni di Euro senza raccogliere ascolti e poter quindi ripagare i suoi “sponsor”, dimostrano che gli Italiani non amano Dante, ma Benigni che fa il pagliaccio, abbandonandolo quando questi pretende di fare solo il “professore” che non è, l’esegeta che parla una lingua italiana scorrettissima, denota un pensiero a dir poco farraginoso e una preparazione colma di lacune gravi. Non dia peso ai riconoscimenti e alla candidatura al Nobel (2007) che appartengono alle strategie di mercato di un sistema corrotto e rovinoso.
        Speriamo che questa sia l’ultima volta che la Rai sperpera risorse ingenti proponendo ignoranza più che cultura (ma già si parla di un Benigni “teologo” che dovrebbe trattare a dicembre i Dieci Comandamenti).
        Non c’è davvero più discernimento e non esiste più alcuna serietà.
        Mi scusi se mi sono permesso, ma non potevo esimermi.
        Amato Maria Bernabei
        P.S. La colpa non è certo tutta di Benigni, che non fa altro che approfittare della situazione favorevole.

        • Grazie mille dell’intervento e dell’approfondimento. In realtà vivo meno sulle nuvolette di quanto sembri e so benissimo che gli “approfondimenti” e le “spiegazioni” offerte da Benigni non sono altro che quelle riportate su ogni testo, quelle frutto dello studio e della critica sviluppata negli anni sulla Divina Commedia. Benigni le propone in maniera diretta, scanzonata e a suo modo.
          Capisco anche che avendo lei scritto un saggio di critica a Benigni, la sua posizione non possa essere diversa da quella che è.
          Concordo però su una cosa: agli italiani non interessa nulla di Dante, nemmeno se viene offerto in versione “popolare” dal Benigni mattatore.
          E’ soprattutto questo che mi dispiace, il fatto che ci sia il boom di ascolti per l’ennesima partita di calcio o il nuovissimo-sempre-uguale reality, mentre qualsiasi forma di spettacolo più complesso viene accantonato.
          Non entro nel merito del compenso preso da Benigni, secondo me sono soldi buttati anche quelli spesi per il Festival o Miss Italia (che forse non si farà più ho sentito) o L’isola dei famosi,… ma quelle sono decisioni di marketing che vengono prese con criterio da chi ne sa più di me.
          Grazie dell’intervento e delle riflessioni offerte!

      • La ringrazio per la risposta cortese e per l’eleganza con cui ha accolto la mia critica. La invito comunque ad approfondire il discorso sulla cultura di Benigni, assai precaria, come è dimostrabile con facilità e con ricca documentazione. Condivido le osservazioni sulla scarsissima qualità dei programmi televisivi, privi di gusto e di sapere. Non dimentichi che l’Italia è “fanalino di coda” in Europa (e non solo) per gli investimenti a favore della sana cultura.
        Con simpatia. A.M.B.

  2. E’ molto enfatico e alla lunga il suo manierismo può stancare (cavolo ho pensato io tutto questo?)
    Ultimamente guardo poco la tv pubblica e quindi mi sono saltata queste prime puntate.Ho proprio la testa altrove.
    Io ho amato molto la sua lezione sulla Costituzione

    • ah, per carità, non dico che sia leggero, anzi le sue lezioni richiedono attenzione e concentrazione, però è interessante.
      Anche la sua lezione sulla Costituzione non è che fosse leggerissima, ma quanta cultura!!!

  3. Benigni è un uomo di grande cultura, questo è un fatto incontrovertibile. Un uomo che conosce a memoria la divina commedia, cosa che tantissimi docenti universitari del campo dantesco non conoscono. Poi chiaro che non si può pretendere una spiegazione della costituzione come da un insegnante di diritto (che magari poi di Dante sa poco e niente, chiaro che nel proprio campo si è bravi e preparatissimi, essere uomo di cultura è chiaramente un’altra cosa). Ma è fuori ogni ragionevole dubbio che Benigni perchè lo ha dimostrato più e più volte è un uomo di grande cultura in quasi tutti i campi dello scibile, che chiaramente non vuol dire sapere tutto su ogni singolo aspetto del sapere. Anche Umberto Eco è un uomo di cultura perchè sa tanto di arte, letteratura, linguaggio,televisione. Non è che dico che cultura non ne ha perchè sa poco di scienze e fisica. Di Leonardo Da Vinci uno solo ne è nato.

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