Train de vie

Venerdì 27 gennaio, in occasione della Giornata della Memoria, la programmazione televisiva ha dato spazio a film incentrati sull’olocausto. Avendo già visto il bellissimo The Reader, mi sono orientata su Train de vie.

La storia si sviluppa quasi integralmente come un flashback ambientato in uno shtetl (villaggio ebraico dell’Europa dell’Est) nel 1941. La rottura dell’equilibrio si ha quando Shlomo, il pazzo del villaggio, avvisa i suoi compaesani che nei villaggi vicini gli ebrei stanno venendo deportati dai militari nazisti. Si riunisce così il consiglio degli anziani che, grazie ad un’idea di Shlomo, decide di organizzare un finto treno di deportazione che accompagni tutto lo shtetl in Palestina passando per l’Unione Sovietica.

Il film scorre allegro, speranzoso, ricco di luoghi comuni sviluppati in maniera originale, ma senza mai mancare di rispetto al grande dramma dell’olocausto. Molto francese nello stile. Il finale… be’, il film è tutto lì. 

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4 thoughts on “Train de vie

  1. Io il film l’ho visto tanti anni fa, bellissimo…e si, sono d’accordo sul finale, il film é tutto lí…e non si dimentica facilmente…baci

  2. un film strepitoso. ho visto altro di Mihaileanu, ma non è stato all’altezza.
    PS per il finale… quando l’ho visto io, lvf l’aveva già visto, e nonostante questo è riuscito a ridere per tutto il film. io alla fine ho creduto che non avrei mai più potuto sorridere…
    PPS non avevo dubbi che tu avessi già visto anche The Reader!!! 😉

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