Il peso della farfalla

More about Il peso della farfallaGli zoccoli del camoscio sono le quattro dita del violinista. Vanno alla cieca e non sbagliano di un millimetro. Schizzano su strapiombi, giocolieri in salita, acrobati in discesa, sono artisti da circo per la platea delle montagne. Gli zoccoli del camoscio appigliano l’aria. Il callo a cuscinetto fa da silenziatore quando vuole, se no l’unghia divisa in due è nacchera di flamenco. Gli zoccoli del camoscio sono quattro assi in tasca a un baro. Con loro la gravità è una variante al tema, non una legge.

Erri De Luca pesa ogni parola con cura. Usa la poesia per scrivere prosa. Seleziona con precisione maniacale lessico e metafore, dosa minuziosamente la punteggiatura. Nulla è lasciato al caso. Il racconto, anche se brevissimo, è limato fino all’ossessione. E’ il suo modo di scrivere, o lo si ama, o no. Io faccio ovviamente parte dei primi. Leggo e copierei ogni frase. Rileggo i passaggi più musicali e poetici, chiudo gli occhi e me li ripeto a mente. Assaporo la scelta delle parole. 

Anche in un racconto come Il peso della farfalla che ha un tema particolare, non proprio coinvolgente, che è ambientato nella solitudine della montagna, io non posso fare a meno di lasciarmi affascinare dal modo particolarissimo di De Luca di esprimersi. 

2 thoughts on “Il peso della farfalla

    • Concordo! Nonostante siano solo una sessantina di pagine ci ho messo diversi giorni a leggerlo, proprio per il desiderio di assaporarlo fino in fondo!

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