Brainstorming maldiviano

Che si tratti di un angolo di paradiso mi sembra sia pacifico. Si scende dall’aereo con il piumino in mano per sentire immediatamente sulla pelle quei 27/30 gradi tanto desiderati. Febbraio è tra i mesi migliori per visitare le Maldive perché ha i livelli di umidità più bassa e, secondo me, anche perché godersi il caldo, il sole e il mare nel bel mezzo del nostro inverno è il top. Il viaggio in idrovolante (con il pilota scalzo e in calzoncini!) è un’esperienza assurda e fighissima! 🙂

L’acqua del mare è un continuo invito ad immergersi, con quella sabbia corallina che ne accentua ancora di più i colori e regala mille riflessi sotto il sole. Sott’acqua lo spettacolo lascia senza fiato. Già dove l’acqua è bassa si gode della presenza di sfacciatissimi pesci colorati, ma se si costeggia la barriera gli occhi si aprono su un mondo unico e meraviglioso che incanta con colori che nessun PhotoShop (o chi per lui) sarebbe in grado di creare. Nuotare con le tartarughe e con le mante è stata un’esperienza che non si può nemmeno descrivere.

Di perplessità ne ho solo due (magari però sono troppo pignola io…). La prima riguarda il fatto che Maldive è praticamente sinonimo di resort. Ogni piccola isola (in questo influisce ovviamente la conformazione del paese) è un mondo a sé, gestito e preservato dal rispettivo resort e se questo garantisce qualità, comfort e una buona dose di lusso, dall’altra non permette nemmeno un po’ di entrare in contatto con la vera vita e con i veri maldiviani. Anche a Bora Bora (che è tra le più “selvagge” isole polinesiane) eravamo in un resort, ma uscendo potevamo andare a fare la spesa nel supermercato locale, vedere le case della gente, le loro attività… alle Maldive abbiamo visto solo un villaggio di pescatori e tramite un’escursione del villaggio, il che non dava una grande sensazione di spontaneità.

La seconda perplessità riguarda la scarsa cura per l’ambiente che hanno maldiviani e grandi catene internazionali. Non è infrequente vedere galleggiare in mare bottiglie di plastica e mozziconi di sigaretta o adagiati sui fondali latte, plastica, scarti… le barche scaricano in mare senza alcuna regolamentazione e isole davvero paradisiache vengono utilizzate come discariche solo perché disabitate. Vedere un tale paradiso naturale sottoposto a questo scempio, risuona nelle orecchie come una bestemmia. Non credo che una politica attenta in questo senso richiederebbe chissà quali sforzi in più… ma manca proprio l’interesse a farlo…

Di fatto però le Maldive, tanto più per la minaccia della loro scomparsa, sono un posto che merita assolutamente di essere visto se si ama il mare. Io e la mezza mela ci siamo beatamente goduti questa seconda luna di miele.

P.S. la mezza mela (che ama smodatamente il mare e la natura in genere) è tornato agguerritissimo. Ha detto che dobbiamo fare un corso sub (e tutto sommato potrei starci) e che abbiamo assoluto bisogno di un acquario marino (manco morta 🙂 !!!).

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2 thoughts on “Brainstorming maldiviano

  1. La mezza mela è il mio mito, se prende un altro acquario ha vinto!!!! ahahah!!! Non vedo l’oa che venga domani sera…io e soprattutto chi sai tu aspettiamo foto!!!!!!!!!!!

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