La grammatica di Dio

Non si dovrebbe parlare di Dio. Non conosciamo la sua lingua. L’Universo si manifesta e scompare senza parole, siamo noi a inventare una voce al suo terribile silenzio. Dal primo grido di paura che l’uomo gettò sulla Terra,ogni nostra frase è poco più del lamento di un animale. Possiamo soltanto ascoltare. Come l’incanto di una musica lontana, nel cuore della notte. A cosa serve sapere chi l’ha scritta,More about La grammatica di Dio chi sta cantando, a chi è dedicato quell’amore? Perchè immiserire Dio, visto che di dèi miseri e impotenti è piena la storia? Perchè voler dare a Lui il volto incerto delle nostre idee e della nostra preghiera?

Stefano Benni torna con questo libro ai racconti, il suo genere preferito. Tecnicamente curatissimi, benniani fino all’ultimo rigo, sono dominati da un senso di tristezza e di solitudine che in certe pagine toglie il fiato (il racconto del cane Boomerang mi ha messa KO). Speranza ce n’è poca, mentre regnano sovrane una feroce ironia e una sconsolata disillusione. Lo stile è sempre il suo, ma lo amo decisamente di più quando riesce a farsi prendere la mano dalla voglia di ridere e di vivere.

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