A come Avvocato

F come FORTUNA
L’avvocato ha la fortuna (non concessa a tutti) di poter lavorare anche quando sta male, di non essere costretto ad andare in pensione, di poter trapassare a miglior vita seduto alla propria scrivania (v. anche O come ONORARI): lo dimostra il consiglio dell’ordine che premia gli avvocati con cinquanta anni di servizio (mica è l’INPS)!
Durante i primi dieci anni di professione pensavo di cambiare mestiere almeno dieci volte al giorno (quando litigavo col cliente, coi giudici, con gli avversari, quando facevo le dichiarazioni dell’IVA, il 740, il 770, il 309, quando mi svegliavo di notte perché avevo sognato la guardia di finanza, quando mi era scaduto il termine perché avevo sbagliato i conti, quando mi dimenticavo un’udienza, quando avevo notificato un atto senza firma, quando un cliente non pagava, quando c’era da comprare le marche da bollo, quando veniva il lunedì, quando finivano le ferie, quando dovevo andare in Ancona, e via smadonnando).
Il mestiere più ambito era la guardia forestale: pensare di essere isolato dalla neve con l’unica preoccupazione di dover portare da mangiare ai daini era troppo bello per essere vero. Infatti mi sono rassegnato quando gli agenti della guardia forestale hanno cominciato ad essere utilizzati come agenti di polizia giudiziaria per verificare gli scarichi abusivi di mondezza.

– Paolo Marcozzi –

Per la cronaca io ho deciso che da grande voglio fare il soprammobile. Preferibilmente non di quelli fragili e preziosi: troppa responsabilità!!! 😉

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