L’onda (Die Welle)

Vi capita mai di vedere un film o leggere un libro perchè sembra che il mondo attorno a voi “congiuri” affinchè questo succeda?

Mesi e mesi fa, ad una cena, un collega mi ha parlato con toni entusiastici di un film che aveva visto da poco: L’onda. Mi aveva incuriosita con il suo racconto, ma poi è passato del tempo, ho dimenticato il titolo e ogni volta dimenticavo di chiederglielo. Sabato sera a cena esce di nuovo, in modo casualissimo e con tutt’altra compagnia, il titolo di questo film. Stavolta però sono corsa dal mio fidatissimo Mulo e ieri ho coinvolto la mezza mela nella visione.

Si tratta di un film di produzione tedesca, senza nessun volto noto se non Elyas M’Barek (Cem di Kebab for Breakfast), senza effetti speciali, ma con una trama drammatica e dirompente.

Germania. Il professor Rainer Wegner, insegnante in un istituto superiore, come parte del programma scolastico deve tenere un seminario di una settimana sull’Autocrazia.  Necessariamente si finisce a parlare del nazismo e del fascismo, ferite ancora aperte nella Germania e i ragazzi sono assolutamente convinti che una nuova dittatura non sarebbe possibile nell’epoca attuale. Per aiutare i ragazzi a comprendere il fenomeno Wegner sceglie di far mettere in pratica ai ragazzi un esperimento: creare in classe un movimento caratterizzato da un simbolo e da un saluto particolare, dall’utilizzo di un’uniforme (jeans e camicia bianca) e dall’obbedienza ad alcune regole di disciplina semplici ed efficaci(alzarsi in piedi per parlare, dire concetti brevi ma chiari…). Nasce L’Onda. Il movimento si espande velocemente, non solo all’interno della classe ma nell’intera scuola, soprattutto per il potere aggregante e l’accettazione nel gruppo di elementi normalmente ignorati o sbeffeggiati. L’identificazione con il gruppo cresce e si rafforza, fino al punto da escludere categoricamente tutti i non appartenenti. Rainer non si rende conto però che la situazione gli sta sfuggendo di mano e che un semplice esperimento didattico si sta trasformando i qualcosa di troppo grande per lui…

Ispirato dall’onomimo libro di Morton Ruhe (sul quale mi andrò a documentare). Bello e intenso. Fa riflettere senza inutile retorica. Consigliato!

2 thoughts on “L’onda (Die Welle)

  1. Visto!
    Tremendo, sconvolgente, triste e drammaticamente vero.
    Per questo capisci come certi gruppi abbiano successo, non solo politici ma anche religiosi.

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