Cecenia – Il disonore russo

Chi ha scolpito la società russa nella sua forma attuale?

Lo scultore capo della Federazione russa, in questo inizio di ventunesimo secolo, è senza dubbio Vladimir Putin. E per quanto mi riguarda, non lo amo proprio per come ha scolpito questa Russia.

Vorrei essere capita bene: voglio cercare di spiegare perchè io, normale cittadina, contribuente e giornalista, non amo il presidente del mio paese, visto che nel 2000 è stato eletto dalla schiacciante maggioranza dei miei concittadini e gode ancora oggi di un margine di popolarità molto elevato. Non ho niente di personale contro di lui, nè lo conosco direttamente. Per me Putin è una funzione, non una persona. Riguardo a questa funzione ho delle esigenze molto semplici: un presidente deve operare per far diventare il suo paese migliore e più prospero. Ma da noi non è successo niente del genere. Moralmente, la Russia di Putin è ancora più sporca di quella di Eltsin, è una discarica di immondizia coperta di rovi.

Anna Politkovskaja, giornalista russa famosa in tutto il mondo per i suoi reportage sugli orrori della guerra in Cecenia e gli abusi compiuti dalle truppe federali More about Cecenia - il disonore russoè stata uccisa brutalmente mentre rientrava a casa, ma la sua morte non è servita a fermare le sue parole, impresse indelebilmente nei suoi libri e nei suoi articolo.

La prima reazione leggendo Cecenia – Il disonore russo è stata quella dell’incredulità. La Cecenia non è poi così lontana da noi e scoprire certi orrori di cui nemmeno ci arriva notizia lascia davvero spiazzati. E’ in atto in quei territori una vera e propria pulizia etnica: si muore perchè ceceni, non servono altre motivazioni. Questi maltrattamenti, in tutto e per tutto legittimati dal Cremlino, diventano terreno fertile per un odio che si sprigiona nel terrorismo ceceno (unico evento di cui a volte ci arriva notizia), nel cieco desiderio di vendetta che genera solo una spirale di dolore e inumanità.

La Dichiarazione Universale dei Diritti Umani in quei territori non ha valore, si deve solo pensare a sopravvivere e spesso la vendetta di un proprio caro è l’unico motivo che fa andare avanti. La Politkovskaja racconta ciò che vede, lo fa in modo diretto e lineare, non romanza le sue storie, ma si limita a raccontare i fatti, anche quando descrive le sue esperienze dirette in quei territori lo fa con un distacco e una naturalezza che lasciano senza parole.

Non è un libro facile, non so nemmeno se sia il testo giusto per iniziare, anche considerato che di politica russa ne so davvero poco, ma è sicuramente una finestra su una realtà troppo spesso dimenticata e solo per questo merita di essere letto.

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2 thoughts on “Cecenia – Il disonore russo

  1. Tempo fa ho visto un programma su Rai Due, ovviamente in tarda serata, figurati se tolgono spazio ai vari X Factor e reality in genere, in cui Ottavia Piccolo “interpretava” alcuni articoli della Politkovskaja che ha aumentato la mia voglia di leggere un suo libro e di saperne di più su quanto accade in Cecenia. Purtroppo non ho ancora avuto modo di leggerlo ma mi riprometto di farlo quanto prima perchè è l’unico modo per informarsi visto che giornali e tg non ne parlano mai se non, come dici tu, in caso di attentati dei Ceceni.

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