Buskashì

Gino Strada è diretto e spietato, non si preoccupa neanche un po’ di indorare la pillola. Racconta la guerra così com’è: incomprensibile e ingiustificata. Non c’è buono o cattivo, non c’è destra o sinistra, non c’è politica, non c’è retorica, perchè quando More about Buskashìbasta un niente per morire o veder morire gli altri tutto ciò che conta è la vita.

Il suo racconto non può lasciare indifferenti, credere così tanto nella vita umana da essere pronti a tutto pur di salvarla, è un messaggio che colpisce il bersaglio. La sua vita e quella degli altri volontari di Emergency è una lotta continua contro i mulini a vento, perchè se non bastano gli orrori della guerra ci si mette anche la burocrazia. Il suo racconto arriva al cuore e lo strazia senza pietà, senza buonismo nè ostentazione, ti tira fuori dalla tua tranquillità domestica e ti obbliga a guardare le cose con lucidità spietata. Buskashì è un viaggio dentro la guerra Afgana del dopo 11 settembre, una guerra “in nome della civiltà e dei diritti umani” che distrugge solo povere vite già logorate da anni di conflitti di cui nessun occidentale si è mai interessato.

Diverso da Pappagalli verdi, in cui Gino Strada ha raccolto racconti di guerra, qui c’è molta più politica e critica della guerra. Destabilizzante. Da leggere. Bello.

“Jaweed ha vent’anni e porta ancora sul volto i segni delle schegge. “Presto, presto, tutti in casa!” aveva urlato alla famiglia, mentre cercavano rifugio durante un attacco aereo.
Lui, il fratello maggiore, era rimasto fuori, l’ultimo, perchè tutti fossero al sicuro. Un’altra bomba ha polverizzato la casa di Jaweed. Dentro c’erano suo padre e sua madre, le cinque sorelle e i due fratelli. Tutti morti. La sorella più piccola si chiamava Fahima, e aveva cinque anni.
I parlamentari italiani, il novantadue per cento di loro, hanno dichiarato guerra all’Afganistan. Il Parlamento ha votato contro la nostra Costituzione, che “ripudia la guerra”.
Hanno scelto la guerra, ancora una volta, hanno deciso che sta loro bene che si uccida.
Mi dicono che per qualcuno è stata una decisione sofferta. Vedremo di farlo sapere a Jaweed, magari deciderà di inviare messaggi di solidarietà ai sofferenti tra i nostri politici.”

Advertisements

One thought on “Buskashì

  1. Pingback: Notizie dai blog su Guerra in afganistan – emergency e’ troppo per la pace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...