Una stella di nome Henry

Ho letto Una stella di nome Henry per la sfida del protagonista, lettera H, come Henry Smart. More about Una stella di nome HenryL’avevano regalato alla mezza mela un po’ di tempo fa e io non so resistere quando vedo un povero libro tutto solo.

Lettura particolare e al di fuori dei miei canoni abituali, interessante, ma con uno stile che mi ha fatta faticare un bel po’.

La quarta di copertina del libro secondo me non rende giustizia alla storia narrata. Non si tratta soltanto di un semplice romanzo che inserisce un personaggio di fantasia in un contesto storico. Il lettore viene catapultato nell’Irlanda più povera e più sfortunata dell’inizio del 1900. Circondati dalla miseria entriamo nella casa di Henry Smart e lo troviamo neonato. Un neonato forte e vigoroso in un mondo in cui la mortalità infantile è altissima. Tutti guardano a lui come ad un prodigio. Tutti tranne sua mamma, che giovanissima è già troppo segnati dai parti e dalle morti dei figli neonati. Henry è ossessionato dalla presenza dei fratelli morti, che la madre ricerca ad uno ad uno nel cielo stellato: la stella di nome Henry rappresenta il primo figlio battezzato così e, naturalmente, scomparso, che viene continuamente additata dalla madre con rimpianto e “perseguiterà” il protagonista per tutta la vita. L’esistenza di Henry sarà tutto fuorché normale. A cinque anni va già in giro da solo in perfetta autonomia, procura da mangiare per sé e il fratellino Victor, inventa mille lavori, si arrangia e torna a casa solo raramente. Da bambino poco felice, abbandonato a se stesso e lasciato libero nelle strade dei bassifondi di Dublino ad adolescente ribelle e arrabbiato con la vita il passo è breve e lo porta, appena quindicenne, a essere uno dei protagonisti del Lunedì di Pasqua del 1916, inizio di un periodo drammatico che sfocerà nella rivolta del 1919-1921. Henry è coinvolto direttamente in moltissimi omicidi, trascinato dalla speranza in una Irlanda diversa, libera e indipendente, fiera. Nel caotico e drammatico turbine di quegli anni, conosce anche il sesso e si innamora, come ogni adolescente. Dopo l’iniziale sconfitta della prima iniziativa disorganizzata, Henry si aggrega ai capi del neonato movimento dell’Ira e gira il paese in bicicletta, seminando morte e distruzione con bombe rudimentali e con un’arma insolita ma micidiale: la gamba di legno del padre, morto nel frattempo. Ma poi scoprirà che, raggiunta l’indipendenza, il potere politico non sarà così diverso da quello precedente e, anzi, vorrà liberarsi di quei pericolosi terroristi, così utili prima e così compromettenti ora.

Denso di vita e di considerazioni. Herny è un protagonista che conquista e affascina, soprattutto quando rileva il suo lato più umano, quando si scopre semplice pedina in un contesto che non ha più nulla a che vedere con i suoi sogni di libertà. Aspetto sicuramente positivo è stato, quindi, la scoperta di una realtà, per quanto romanzata che mi era del tutto sconosciuta, come quella dell’IRA e della rivolta per l’indipendenza irlandese.

Dal punto di vista stilistico, però, il libro fa sudare. Non so se sia colpa della traduzione, ma in certi passaggi seguirlo diventa un’impresa. Si passa dalla narrazione in prima persona a quella in terza senza nemmeno una riga di divisione, Herny racconta un determinato evento e d’improvviso ci si trova catapultati altrove per poi tornare a bomba all’evento principale, ma tutto senza stacchi che facilitino la comprensione.

Nel complesso prende comunque la sufficienza, lettura complessa, ma che apre molte prospettive.

Invasi Dublino. M’intrufolai sotto le ruote e tra i cavalli, nelle pozzanghere, in mezzo ai venditori ambulanti, lo sterco e i carrettieri, tra il rumore e la fuliggine, coi piedi nudi che diventarono duri come la pietra che calpestavo

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3 thoughts on “Una stella di nome Henry

  1. di Roddy Doyle ho letto “Paddy Clarke Ah ah ah” qualche anno fa, e l’avevo trovato gradevole, ma non mi aveva fatto impazzire… quindi non ho letto più niente di suo.
    una curiosità: alla prima lettura del post, pensavo che stessi parlando di un altro libro, “Il muro invisibile”, che io non ho letto, ma di cui, erroneamente, ho letto il seguito:
    http://www.anobii.com/books/Il_sogno_infinito/9788838499708/01065095eadf669b5f/
    siccome “il sogno infinito” racconta proprio la storia di Harry e della sua famiglia che emigrano in America quando lui è ragazzino, mentre il primo libro racconta la sua infanzia… ecco, pensavo che stessi parlando di quello!
    mi sa che ho fatto un po’ di confusione però… il libro te lo consiglio perchè a me era piaciuto tantissimo. ed in più è la storia autobiografica dell’autore.

  2. L’ambientazione irlandese mi attira moltissimo. Ci farò un pensierino.
    PS: ho scritto su Colorare un racconto di Halloween, se ti incuriosisce passa a leggerlo! 😉

  3. @Auryn: vado subito a vedere il libro che mi consigli. Questo non è niente male, a parte le difficoltà stilistiche di cui ho parlato, per il resto, soprattutto quando si concentra sull’umanità di Henry e sulle sue fragilità (in fondo è poco più che un ragazzo, per quanto cresciuto in fretta) merita davvero!
    @Ivy: vado a curiosare!!!

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