Mentre in Tribunale (civile) vige un po’ l’anarchia, in Corte d’Appello a Roma è richiesto che gli avvocati che discutono una causa si presentino dinnanzi alla Corte togati (che non è una declinazione del TOGO di Silvano…citazione “dotta” ^_^ ).
Non è una vera regola, la severità è lasciata più che altro al Presidente di Sezione, ma in linea di massima la consuetudine è che ci vuole la toga. Per “agevolare” gli avvocati, c’è un servizio di noleggio: con 3€ si prende una toga da riportare al termine dell’udienza. Magari non c’è niente di prestigioso nel dover mettere la toga, magari è solo un giro di soldi, ma questa è la consuetudine, perciò tanto vale adeguarsi.
Se non che tra gli avvocati ci sono dei purciari (termine tecnico romano per definire dei tirchi d.o.c.) che pur di non spendere 3€ (che poi cmq conteggeranno tra le spese da far pagare al cliente) tirano fuori scuse degne dell’oscar: “scusa Collega, non è che potresti prestarmi la toga? Tanto sono prima di te… è che qui non si sa mai quando la vogliono e quando no…” C’è il cartello scritto stampatello 22 che dice che la devi mettere, fa’ un po’ te… “Scusa Collega, non è che mi presteresti la toga? vengo di corsa e non ho fatto in tempo a prenderla…” Considerando che l’aula è ancora chiusa, fai in tempo ad andare e tornare… “scusa Collega, mi presteresti la toga? la prendo sempre, ma oggi…” immagino!!!
Personalmente la prendo SEMPRE. Ho visto avvocati spavaldi e senza toga essere ripresi dal Presidente di Sezione con una tale severità che mi guardo bene dal fare simili figuracce!!!

Allora, facciamo il punto della situazione:
No, non sto dando i numeri… o forse sì, perchè la sensazione è quella di avere la testa piena di ovatta e un tamburo al posto del cuore.
