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67

Dicembre 28, 2009

Anche io ho ceduto al fascino della statistica su aNobii. Nel 2009 ho letto 67 libri (ma conto di farne fuori almeno un altro per fine anno), per un totale di 17690 pagine.

Ho letto 15 libri in più rispetto al 2008 (l’esame di Stato uccide qualsiasi piacere!!!).

La mezza mela (da bravo matematico) ha subito detto: “un libro ogni 5/6 giorni… non è mica normale:-D a mia discolpa posso dire che gran parte è roba leggerissima che va via in un soffio… Se poi vi sembra comunque troppo, parlate un po’ con MagicamenteMe!!! ;-)

Il caso dei libri scomparsi

Dicembre 28, 2009

Libro comprato lo scorso capodanno, in compagnia di Reganisso, a Livorno e letto per la sfida del protagonista (lettera I).

More about Il caso dei libri scomparsiIsrael Armstrong, giovane mezzo ebreo mezzo irlandese, vegetariano, Nurofen-dipendente arriva da Londra nella piccola cittadina di Tundrum, Iranda del Nord, pronto a ricoprire il suo primo posto come bibliotecario. La storia non è male, ma il libro non mi ha convinta molto. Sarà che non sono tipo da humor inglese, ma non sono riuscita ad apprezzarne l’ironia che molti lodano.

Nel complesso non è comunque un libro da buttar via, per carità, si fa leggere, è ben scritto, ma non mi ha conquistata…

Sfida del Protagonista: X

Dicembre 10, 2009

Ieri ve la siete cavata magistralmente, ma voglio proprio vedere cosa riuscirete a consigliarmi per la Sfida del protagonista.

Lettera prescelta: X.

Voglio un/a protagonista STRAFIGO/A il cui nome o cognome inizi con la X. Sotto con i consigli!!! :-)

La sfida a Tema: gennaio

Dicembre 9, 2009

Mentre io sono ancora in attesa del libro per la sfida del mese di dicembre ordinato su Bol (ho optato per La sorella di Mozart, su consiglio di Auryn), c’è già una vincitrice e anche un nuovo tema: ROSSO

E questa è la definizione: Ho scelto come tema il ROSSO perché ispirata dal periodo natalizio, tutto pieno di palline, alberi, luci che vanno e vengono, babbi natale tutti pronti a distribuire regali. Il rosso è un colore che può significare sicuramente tante cose ma quando ci penso lo associo al dolore e ai sentimenti forti come l’amore (passionale e a quello per tutta la vita, romantico), alle difficoltà della vita e ai sacrifici che dobbiamo compiere, ai desideri e ai momenti di gioia come le feste (compresi doni e regali), ai contrasti sia interiori che con gli altri, alla vita che nasce e che si autoalimenta ma anche al giorno che si sta osservando mentre scappa dietro a quella palla rossa che è il sole al tramonto, alle cicatrici che si hanno dopo aver vissuto una vicenda difficile ma che – se penso al protagonista di un libro – gli abbia insegnato qualcosa di più, alla lotta per ciò che uno desidera o in cui credere, alla fiamma che alimenta il sapere umano e la voglia di conoscere e vedere il mondo.. Si possono ovviamente scegliere libri che con il rosso hanno chiaramente un rapporto simbolico-associativo che non ho nominato (Es: ambientati in periodi o che trattino il comunismo o anche il risorgimento italiano e la rivoluzione francese, la guerra, la lotta, .. ). Non vorrei che fosse un colore messo in un titolo: vorrei piuttosto che fosse come quelle scarpette del film “Shindler’s list”, cioè un qualcosa di unico.”

Aiutoooooo!!! :-)

Danubio

Novembre 6, 2009

La sfida a tema per il mese di dicembre è difficilissima!!!! O_o

Ho bisogno di tutto il vostro aiuto: il tema scelto dalla vincitrice è Danubio.

Potete scegliere testi dove la parola Danubio si trova nel titolo, o romanzi ambientati in una citta o regione sul Danubio: dalla Foresta Nera fino al Mar Nero.

Sotto con i consigli!!!! Preferibilmente niente libri sull’olocausto e niente mattonazzi… mi fido di voi: io brancolo nel buio!!! ;-)

Buskashì

Novembre 3, 2009

Gino Strada è diretto e spietato, non si preoccupa neanche un po’ di indorare la pillola. Racconta la guerra così com’è: incomprensibile e ingiustificata. Non c’è buono o cattivo, non c’è destra o sinistra, non c’è politica, non c’è retorica, perchè quando More about Buskashìbasta un niente per morire o veder morire gli altri tutto ciò che conta è la vita.

Il suo racconto non può lasciare indifferenti, credere così tanto nella vita umana da essere pronti a tutto pur di salvarla, è un messaggio che colpisce il bersaglio. La sua vita e quella degli altri volontari di Emergency è una lotta continua contro i mulini a vento, perchè se non bastano gli orrori della guerra ci si mette anche la burocrazia. Il suo racconto arriva al cuore e lo strazia senza pietà, senza buonismo nè ostentazione, ti tira fuori dalla tua tranquillità domestica e ti obbliga a guardare le cose con lucidità spietata. Buskashì è un viaggio dentro la guerra Afgana del dopo 11 settembre, una guerra “in nome della civiltà e dei diritti umani” che distrugge solo povere vite già logorate da anni di conflitti di cui nessun occidentale si è mai interessato.

Diverso da Pappagalli verdi, in cui Gino Strada ha raccolto racconti di guerra, qui c’è molta più politica e critica della guerra. Destabilizzante. Da leggere. Bello.

“Jaweed ha vent’anni e porta ancora sul volto i segni delle schegge. “Presto, presto, tutti in casa!” aveva urlato alla famiglia, mentre cercavano rifugio durante un attacco aereo.
Lui, il fratello maggiore, era rimasto fuori, l’ultimo, perchè tutti fossero al sicuro. Un’altra bomba ha polverizzato la casa di Jaweed. Dentro c’erano suo padre e sua madre, le cinque sorelle e i due fratelli. Tutti morti. La sorella più piccola si chiamava Fahima, e aveva cinque anni.
I parlamentari italiani, il novantadue per cento di loro, hanno dichiarato guerra all’Afganistan. Il Parlamento ha votato contro la nostra Costituzione, che “ripudia la guerra”.
Hanno scelto la guerra, ancora una volta, hanno deciso che sta loro bene che si uccida.
Mi dicono che per qualcuno è stata una decisione sofferta. Vedremo di farlo sapere a Jaweed, magari deciderà di inviare messaggi di solidarietà ai sofferenti tra i nostri politici.”

Una stella di nome Henry

Ottobre 30, 2009

Ho letto Una stella di nome Henry per la sfida del protagonista, lettera H, come Henry Smart. More about Una stella di nome HenryL’avevano regalato alla mezza mela un po’ di tempo fa e io non so resistere quando vedo un povero libro tutto solo.

Lettura particolare e al di fuori dei miei canoni abituali, interessante, ma con uno stile che mi ha fatta faticare un bel po’.

La quarta di copertina del libro secondo me non rende giustizia alla storia narrata. Non si tratta soltanto di un semplice romanzo che inserisce un personaggio di fantasia in un contesto storico. Il lettore viene catapultato nell’Irlanda più povera e più sfortunata dell’inizio del 1900. Circondati dalla miseria entriamo nella casa di Henry Smart e lo troviamo neonato. Un neonato forte e vigoroso in un mondo in cui la mortalità infantile è altissima. Tutti guardano a lui come ad un prodigio. Tutti tranne sua mamma, che giovanissima è già troppo segnati dai parti e dalle morti dei figli neonati. Henry è ossessionato dalla presenza dei fratelli morti, che la madre ricerca ad uno ad uno nel cielo stellato: la stella di nome Henry rappresenta il primo figlio battezzato così e, naturalmente, scomparso, che viene continuamente additata dalla madre con rimpianto e “perseguiterà” il protagonista per tutta la vita. L’esistenza di Henry sarà tutto fuorché normale. A cinque anni va già in giro da solo in perfetta autonomia, procura da mangiare per sé e il fratellino Victor, inventa mille lavori, si arrangia e torna a casa solo raramente. Da bambino poco felice, abbandonato a se stesso e lasciato libero nelle strade dei bassifondi di Dublino ad adolescente ribelle e arrabbiato con la vita il passo è breve e lo porta, appena quindicenne, a essere uno dei protagonisti del Lunedì di Pasqua del 1916, inizio di un periodo drammatico che sfocerà nella rivolta del 1919-1921. Henry è coinvolto direttamente in moltissimi omicidi, trascinato dalla speranza in una Irlanda diversa, libera e indipendente, fiera. Nel caotico e drammatico turbine di quegli anni, conosce anche il sesso e si innamora, come ogni adolescente. Dopo l’iniziale sconfitta della prima iniziativa disorganizzata, Henry si aggrega ai capi del neonato movimento dell’Ira e gira il paese in bicicletta, seminando morte e distruzione con bombe rudimentali e con un’arma insolita ma micidiale: la gamba di legno del padre, morto nel frattempo. Ma poi scoprirà che, raggiunta l’indipendenza, il potere politico non sarà così diverso da quello precedente e, anzi, vorrà liberarsi di quei pericolosi terroristi, così utili prima e così compromettenti ora.

Denso di vita e di considerazioni. Herny è un protagonista che conquista e affascina, soprattutto quando rileva il suo lato più umano, quando si scopre semplice pedina in un contesto che non ha più nulla a che vedere con i suoi sogni di libertà. Aspetto sicuramente positivo è stato, quindi, la scoperta di una realtà, per quanto romanzata che mi era del tutto sconosciuta, come quella dell’IRA e della rivolta per l’indipendenza irlandese.

Dal punto di vista stilistico, però, il libro fa sudare. Non so se sia colpa della traduzione, ma in certi passaggi seguirlo diventa un’impresa. Si passa dalla narrazione in prima persona a quella in terza senza nemmeno una riga di divisione, Herny racconta un determinato evento e d’improvviso ci si trova catapultati altrove per poi tornare a bomba all’evento principale, ma tutto senza stacchi che facilitino la comprensione.

Nel complesso prende comunque la sufficienza, lettura complessa, ma che apre molte prospettive.

Invasi Dublino. M’intrufolai sotto le ruote e tra i cavalli, nelle pozzanghere, in mezzo ai venditori ambulanti, lo sterco e i carrettieri, tra il rumore e la fuliggine, coi piedi nudi che diventarono duri come la pietra che calpestavo

Blu e rosso. Viola.

Ottobre 28, 2009

Ho avuto questo libro con una delle catene di aNobii. Il piccolissimo libro di Cristiana Iannotta non è More about Blu e rosso. Violaun romanzo vero e proprio, è più una raccolta di ricordi, di emozioni e di sentimenti nata per descrivere e raccontare il bellissimo rapporto con la nonna Cecilia.

 Ben scritto, sensato, sentito e molto umano, racconta con delicatezza i ricordi dell’infanzia e affronta con dolore il difficile rapporto con una malattia subdola come l’Alzheimer. Inevitabilmente commovente, soprattutto in alcuni passaggi (con nella parte finale de L’ultimo viaggio) in cui le sue emozioni risvegliavano le mie altrettanto simili se penso a mio nonno.

Personalmente ammiro l’autrice perchè non riuscirei mai a parlare dei miei sentimenti con altrettanta serenità, nè tanto meno a condividerli con altri mettendoli “a disposizione” di sconosciuti. Li custodisco molto gelosamente (anche troppo, forse) e non riesco proprio a tirarli fuori. Complimenti invece a Cristiana per come ha saputo rendere la sua esperienza così coinvolgente.

Il giro del mondo in 80 giorni

Ottobre 23, 2009

il_giro_del_mondo_in_80_giorniHo letto Il giro del mondo in 80 giorni per la Sfida a Tema che è ricominciata questo mese. Tema di ottobre: il VIAGGIO (il viaggio è il tragitto, più o meno lungo, che si compie per spostarsi da un luogo di partenza a un altro più lontano, attraverso luoghi o paesi diversi dal proprio, in genere con un mezzo di trasporto. Il viaggio può essere inteso non solo in senso fisico, in un contesto spazio temporale, ma anche in senso metaforico come espressione di abbandono, ricerca interiore, desiderio). E allora quale libro più adatto??? :-)

More about Il giro del mondo in 80 giorni

Verne dimostra di essere un vero genio dell’immaginazione, si parte da Londra in un club esclusivo frenquentato da gentiluomini e basta una sfida per innescare il desiderio di Phileas Fogg di dimostrare le sue ragioni. Mr. Fogg è un uomo rigoroso e apparentemente imperturbabile, la sua precisione e la sua logica ferrea lo porteranno ad affrontare questo viaggio avvolto in una strana indifferenza. Il viaggio non dà il tempo di godere appieno dei paesi visitati, Mr. Fogg sembra quasi disinteressato, le stranezze e le meraviglie del mondo ci vengono raccontati attraverso gli occhi stupiti di Passpartout.

Confesso che nella lettura ero leggermente fuorviata dai ricordi del cartone animato. Libro decisamente per ragazzi, che fa sognare anche i grandi. L’edizione in cui l’ho letto non è quella della copertina, ma delle Edizioni Polaris (credo casa sconosciuta): scandalosa per quantità di errori di grammatica (mancava una doppia ogni pagina!) e di battitura :-(

La signora dei funerali

Ottobre 13, 2009

La Signora dei funerali è il quarto romanzo di Madeleine Wickham (meglio nota con il nome d’arte di  Sophie Kinsella). Scritto nel 1998, due anni prima di More about La signora dei funeraliraggiungere il successo internazionale con il primo capitolo della fortunata serie di I love shopping, il romanzo è stato successivamente pubblicato in Italia nel 2008.

Ho aspettato un bel po’ prima di leggerlo. I commenti sul gruppo di aNobii dedicato alla Kinsella mi avevano fatto pensare al peggio e temevo troppo un romanzo stile Rosamunde Pilcher (che per carità, c’è a chi piace, ma non fa proprio per me!!!). La mezza mela però me l’ha regalato e a quel punto non ho saputo resistere.

Il libro è proprio carino! :-) Niente a che vedere con il filone Becky&co, ma comunque piacevole e godibile. Fleur Daxeny è una protagonista adorabile, è bella e affascinante, ma soprattutto è una stronza d.o.c. Fornita di uno straordinario guardaroba di eleganti abiti neri, dopo aver letto i necrologi sul “Times”, Fleur si imbuca ai funerali e alle commemorazioni dei ricchi puntando a conquistare i vedovi inconsolabili. Dopo averli sedotti e soprattutto dopo aver messo mano alle loro carte di credito Fleur scompare senza lasciare tracce fino all’incontro con una nuova vittima ignara.

Non vi aspettate la classica Kinsella, perchè restereste deluse. C’è meno ironia e meno disastri irreparabili, resta la sua passione per i vestiti e la sua indole da economista. Se volete un chick lit un po’ diverso dal solito, allora lo consiglio decisamente. E’ il primo chick lit che si becca 4 stelline da un bel po’ di tempo a questa parte!!! :-)