Venerdì sera siamo andati a cena con degli amici, tra cui la mia compagna di bacno di liceo, nota per essere diventata una shopaholic di quelle della peggior specie (giuro che a confronto Becky non è nessuno!!!). Parlando mi decanta le doti di alcuni siti on line dove acquista prodotti di grandi marche con forti sconti. Lunedì mi manda l’invito ad uno di questi siti (BuyVip). Mi iscrivo (è obbligatorio anche solo per vedere il sito), inizio a curiosare e poi le mando una mail con le mie perplessità (sarò strana io, ma non di tutti i pantaloni porto la stessa taglia, dipende da come calzano…, idem vale per i vestiti…). Mi risponde smontando ogni mia obiezione e decantando le doti dell’acquisto on line. Poi a raffica mi invita ad iscrivermi a altri tre siti simili… INFAME!!!
Praticamente ho sviluppato dipendenza dalle offerte on line. Per ora mi limito a guardare e riguardare, ma so che cederò a breve… O_o
Sabato sera siamo stati a vedere Up. Poco prima di entrare in sala mi arriva un sms di Reganisso: “ATTENZIONE ATTENZIONE! I primi 5 – 10 minuti di film si piange! GIURO! fazzoletto alla mano!“. Essendo lei nota per il suo cuore tenero ho pensato che esagerasse e invece… Mamma che lacrimoni!!!
Il cartone è molto carino, curato, ma la storia di fondo è irrimediabilmente triste. Ci sono il lieto fine, i buoni sentimenti, le risate (Russell fa delle espressioni adorabili), ma di fondo la tristezza resta. Bello, ma non da ridere!
Nota personale: questo è in assoluto il film con i titoli di coda più belli tra tutti quelli mai visti. Mi sono piaciuti un sacco!!!
Stavo aiutando un’amica a cercare una cosa sul sito di Tiffany quando mi sono imbattuta in questa Tiffany 1837 interlocking circles pendant ed è stato amore a prima vista.
Allora cos’ho pensato io che sono buona e generosa??? Perchè far disperare Babbo Natale in giro per negozi che si sa che è anziano e poi si stressa e non trova quello che cerca… allora ho stampato tutta la bella scheda tecnica (così non si può sbagliare) e siccome la mezza mela ha più confidenza con lui gli ho chiesto di fargliela avere.
L’avete visto il nuovo spot di Calzedonia con l’Inno di Mameli modificato (inizia con “sorelle d’Italia…”)? Vi è piaciuto? Io l’ho visto ieri sera per la prima volta e l’ho trovato grazioso, delicato, mi è piaciuta la versione dell’inno, tanto che oggi sono andata a cercare chi la cantasse (per la cronaca tale Sushy, mai sentita…). E cercando ho scoperto che questa pubblicità ha destato un sacco di polemiche Tra tutti La Russa l’ha definita “infame” (!!!) e ha aggiunto “Dopo l’attentato di ieri a Milano tornare a casa ancora scossi e preoccupati per quanto è successo e vedere in televisione quello spot è come essere umiliati e offesi una seconda volta.” O_o
Ora, per carità, posso capire il desiderio che l’inno di Mameli sia rispettato nella sua ufficialità, ma la pubblicità non mi è sembrata per niente offensiva. Il messaggio secondo cui il futuro d’Italia è rosa, mi sembra chiaro e piacevole. Con tutto lo schifo che si vede in Tv, a cominciare dai signori della politica di cui non se ne salva uno, mi sembra che un attacco del genere sia eccessivo e inutile. Abbiamo una nave carica di rifiuti tossici pericolosissimi affondata davanti alla calabria, piani regolatori che fanno ridere, scudi fiscali da accapponare la pelle, una televisione pubblica che ci bombarda di talk show e reality ai limiti dell’idiozia, del lodo non ne parlo nemmeno e il problema è uno spot dedicato alle donne italiane???
Magari sono io che non do il giusto peso alle cose…
La Signora dei funerali è il quarto romanzo di Madeleine Wickham (meglio nota con il nome d’arte di Sophie Kinsella). Scritto nel 1998, due anni prima di raggiungere il successo internazionale con il primo capitolo della fortunata serie di I love shopping, il romanzo è stato successivamente pubblicato in Italia nel 2008.
Ho aspettato un bel po’ prima di leggerlo. I commenti sul gruppo di aNobii dedicato alla Kinsella mi avevano fatto pensare al peggio e temevo troppo un romanzo stile Rosamunde Pilcher (che per carità, c’è a chi piace, ma non fa proprio per me!!!). La mezza mela però me l’ha regalato e a quel punto non ho saputo resistere.
Il libro è proprio carino! Niente a che vedere con il filone Becky&co, ma comunque piacevole e godibile. Fleur Daxeny è una protagonista adorabile, è bella e affascinante, ma soprattutto è una stronza d.o.c. Fornita di uno straordinario guardaroba di eleganti abiti neri, dopo aver letto i necrologi sul “Times”, Fleur si imbuca ai funerali e alle commemorazioni dei ricchi puntando a conquistare i vedovi inconsolabili. Dopo averli sedotti e soprattutto dopo aver messo mano alle loro carte di credito Fleur scompare senza lasciare tracce fino all’incontro con una nuova vittima ignara.
Non vi aspettate la classica Kinsella, perchè restereste deluse. C’è meno ironia e meno disastri irreparabili, resta la sua passione per i vestiti e la sua indole da economista. Se volete un chick lit un po’ diverso dal solito, allora lo consiglio decisamente. E’ il primo chick lit che si becca 4 stelline da un bel po’ di tempo a questa parte!!!
Poi non mi venite a dire che non vi avevo avvisati: state alla larga dal Bounty Ice Cream!!! E’ una droga!!! Ne mangeresti 210 senza sforzo…
Sabato io e la mezza mela l’abbiamo preso al supermercato. Arrivati a casa ce ne siamo diviso uno… poi ce li siamo nascosti onde evitare di mangiare anche il cartone!!!
Nuovo esperimento con la CONFETTURA di melagrane. Già, non più marmellata, perchè documentandomi ho scoperto che una direttiva CEE ha stabilito che si può chiamare marmellata solo quella di agrumi (da fare rigorosamente con la ricetta dell’Artusi N.d.R.), mentre per tutti gli altri frutti si deve parlare di confettura.
Quindi nuovo esperimento. Viste le critiche ho fatto un po’ di variazioni: per 700g di succo ho messo una sola mela e ho ridotto un po’ lo zucchero (600g circa). Il risultato non è male, ma non è ancora perfetto. E’ meno dolce dell’altra, per la gioia della mezza mela, ma ha una consistenza meno compatta, sembra miele.
Comunque ci sono circa altre due cassette di melegrane sull’albero, perciò avrò modo di sperimentare! Intanto ho letto la ricetta dell’arista (a proposito, lo sapete perchè si chiama così???) con la melagrana e la voglio assolutamente provare. Ovviamente poi vi aggiornerò!!!
(primo acquisto su ComproVendoLibri – libro fuori catalogo)
Hot Party è un classico chick lit: semplice, leggero, scorrevole, senza pretese. Scrittura fluida e linguaggio diretto. Si legge velocemente e dopo una perplessità iniziale l’ho trovato piacevole.
Allie è tutta zucchero e miele, ha 23 anni ed è ancora vergine, innamorata di un uomo che nemmeno la vede, ma convinta che sia la sua metà ideale. Jodine è una studentessa brillante, ossessivamente pignola e refrattaria ad ogni tipo di rapporto affettivo. Emma è una cacciatrice di uomini, è provocante, sboccata, diretta e disinibita. Un trio sgangherato e malamente assortito che si troverà in stretto contatto all’interno del caotico appartamento di Toronto nel quale, un po’ per scelta e un po’ per caso, le tre ragazze si ritroveranno a conoscersi e a vivere.
La vicenda viene narrata nei capitoli alternativamente da una delle tre protagoniste e ci sono giusto un paio di capitoli “gestiti” invece dalla narratrice onniscente. Questo aspetto non mi è piaciuto troppo: per capire chi delle tre protagoniste stesse raccontando era strettamente necessario leggere l’indicazione all’inizio del capitolo e non era possibile capirlo dal diverso stile o linguaggio.
Nel complesso però non malissimo. Sotto l’ombrellone è una lettura perfetta.
Ci hanno regalato delle melegrane giganti e così la mezza mela mi ha proposto una follia: fare la marmellata di melagrana.
Ho girato un po’ su internet, ma non ho trovato una ricetta ufficiale, quindi ho giocato un po’ di creatività e mi sono affidata alla fortuna. Abbiamo sgranato tutti i chicchi facendo attenzione a togliere le pellicole bianche che sono amare. Terminato il lavoro ho messo i chicchi nello schiacciapatate e ho tirato fuori solo il succo, facendo bene attenzione a spremere i chicchi a dovere.
Ho messo il succo (350g circa) in una pentola antiaderente e ho aggiunto il succo di mezzo limone e una mela a pezzetti (240g circa) per dare consistenza al tutto. Il problema, infatti, è che pensare di solidificare il succo di melagrana è follia. L’unica soluzione che mi è venuta in mente è stata la pectina: quindi o FruttaPec (quello della Cameo – che però non mi piace) o una mela. Quando la mela era bella molle ho dato una bella miscelata con il minipimer e ho lasciato andare ancora per qualche minuto.
Ho aggiunto lo zucchero (450g) e, come insegna il vecchio caro Artusi, ho girato senza sosta finchè non ha ripreso il bollore (altrimenti lo zucchero caramella e la marmellata diventa amara). Da questo momento ha bollito ancora per non pù di 10 minuti. La consistenza era ancora molto liquida, ma messa sul piatto a raffreddare solidificava in un secondo. Ho riempito due vasetti con la marmellata bollente e li ho messi a raffreddare capovolti (così si farà il sottovuoto).
Il risultato è una confettura che ricorda un po’ quella di mela, ma con un gusto più particolare e un bel colore rosso deciso. La mezza mela ha apprezzato!!!
Certe volte sono come i bambini: basta poco per rendermi felice e strapparmi un sorriso!
Sabato ero in macchina con la mezza mela e sul lungotevere zona Stadio Olimpico, al semaforo all’altezza del Coni, c’era il ragazzo che fa il giocoliere. Quando scatta il rosso e le auto si fermano lui si mette in mezzo alla strada e regala qualche attimo di distrazione facendo il giocoliere (sabato aveva il diablo a cui fa fare cose strepitose). Dispiace quasi quando scatta il verde E’ bravobravo (tra le cose inutili da imparare a fare di cui ha parlato Reganisso io quelle che fa lui vorrei saperle fare tutte!!!) e mi piace la dignità che si cela dietro questo modo di guadagnare qualche spicciolo offrendo quello in cui si riesce meglio.
Mi hanno detto che a volte la sera fa lo spettacolo con le clave accese: porca paletta, non sono mai riuscita a beccarlo!!!
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