I libri di Camilleri profumano di Sicilia. Già dalle prime pagine, dalle prime righe di dialetto strascicato, si sente forte il profumo del mare, del sole, della salsedine e della cucina siciliana.
Dei due romanzi ho preferito il primo, anche se questa versione di Montalbano che combatte con l’età, che si è affacciata già in La paura di Montalbano, non mi piace tantissimo. Preferisco il commissario incazzoso e determinato di un tempo!
Le ali della Sfinge – Non è un buon momento per il commissario Montalbano: con Livia continui litigi, incomprensioni ingigantite dalla distanza, nervosismo. E in una serata di malinconia viene chiamato d’urgenza. In una vecchia discarica è stato trovato il cadavere di una ragazza…
Pregevole la critica che fa a chi va a fare la spesa con i Suv
La pista di sabbia – Tutto comincia una mattina, quando il commissario Montalbano si alza, spalanca le persiane della sua camera e vede un cavallo morto sulla riva. Fa appena in tempo a convocare i suoi uomini e il cavallo è sparito, rimane solo il segno del corpo sulla sabbia.
In questo secondo romanzo Montalbano mi è piaciuto meno, sarà che il tradimento è una cosa che non mi va proprio giù!
Quando viene invitato alla serata di gala ed è terrorizzato dal menù non all’altezza del suo raffinato palato, mi ha fatta troppo ridere!!!
Camilleri ha una capacità di descrivere quello che mangia Salvo e di farti venire l’acquolina!!! Mi ricordo che avevo letto i primi libri della serie poco prima della vacanza in Sicilia, appena scesa dal traghetto mi sono fiondata a prendere granita e briosce perché anch’io volevo provare la colazione di Montalbano!!!
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