Chiarimenti sulla “crisi vocazionale”

By nuvolette

Visti i commenti al mio post 36 – 30 – 28, direi che forse qualche chiarimento è opportuno.

Io sento che la libera professione come avvocato non fa per me. L’ho sempre detto, su questo non ho molti dubbi. Ho iniziato la pratica perchè mi ci sono trovata e non rinnego questa scelta, perchè anche se non me la sento addosso, mi ha comunque permesso di fare tante esperienze diverse, di imparare a sbrigarmela un po’.

Poi ho fatto l’esame scritto per l’abilitazione, perchè intanto che mandavo CV in giro, non avevo nulla da perdere e ho provato. Confesso di averci messo meno della metà dell’impegno che metto di solito in quello che faccio, non sono mai stata tanto serena ad un esame (se te ne importa poco, non ti agiti). Non pensavo di averlo superato, non pensavo nemmeno il contrario… semplicemente non mi importava granchè.

Ora mi trovo in questa condizione: l’esame l’ho passato. Dai mille CV spediti, nessuna risposta. Non è il “mio” lavoro, ma non mi va nemmeno di buttare tutto alle ortiche senza averci manco provato, non è nel mio modo di essere non portare a termine le cose (o per lo meno provarci!).

Se dovesse andar male, vorrà dire che ho studiato per cultura personale e che il destino si è preso un po’ gioco di me.

Se dovesse andar bene, avrò solo un titolo in più da inserire nel CV, un titolo che magari mi aiuterà ad aprire qualche porta (o magari no). Ad ogni modo potrò tranquillamente fare l’avvocato/casalinga, l’avvocato/cuoca, l’avvocato/mamma, l’avvocato/editrice, l’avvocato/sognatice… o qualsiasi altra cosa mi passi per la testa… no???

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4 Risposte a “Chiarimenti sulla “crisi vocazionale””

  1. barbottina Dice:

    Sono d’accordo. Come si dice: “impara l’arte, e mettila da parte”! ;-)
    Poi vedrai tu, al momento opportuno, come – e se – metterla in pratica e farla fruttare. E poi, secondo me, il tempo dedicato allo studio non è mai sprecato, e non lo sarà neanche se un giorno tu dovessi decidere di dedicarti esclusivamente alla casa e alla famiglia, o a qualsiasi altra cosa lontana anni luce dalla professione di avvocato; anzi :-)
    Un abbraccio di “buono studio”, allora!
    Sere

  2. nuvolette Dice:

    @barbottina: grazieeeee!!!

  3. Ivy Dice:

    Cara Francesca,
    questo post mi tocca parecchio… anch’io sono una sognatrice e uno dei miei sogni più grandi è quello di lavorare in una casa editrice. Purtroppo, però, non è così facile: sembra che si tratti di un mondo a sè, molto elitario, e che per entrarci si debbano fare chissà quali super master e avere chissà quali conoscenze.
    Io ho “ripiegato” in un lavoro che mi impegna e mi piace, anche se non è il lavoro dei miei sogni. Che dire, allora? Che abbiamo buttato le nostre speranze alle ortiche? Io non direi, visto che siamo qui a scriverci in un blog! Insomma, penso che già leggere, scrivere, interagire con gli altri diano molte soddisfazioni alla nostra mente. E poi, comunque… mai perdersi del tutto d’animo! Magari un domani potrai aprire una casa editrice tutta tua! Nel qual caso, ho già un paio di manoscritti da spedirti!!! :-)
    Ciao, Ivy

  4. behindacurtain Dice:

    D’accordissimo, cogli l’opportunità di una qualifica in più e il beneficio di farci quello che ti pare

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